Crea sito

Fassino e la Madonna: “Le tangenti del PCI” di ieri e oggi (PD)

Posted maggio 14th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Delinquenza politica, Lobby e malaffare, Politica

Fassino (Piero, nda), quando si tocca il tema tangenti al PCI, sembra Sant’Ignazio di Loyola davanti al saraceno che mette in dubbio la verginità della Madonna”. Cit. Saverio Vertone, editorialista, risalente al periodo di Tangentopoli

Fonte: Il compagno Q

Finmeccanica: omertà di Monti su indagati, fra cui Orsi e Scajola

Posted ottobre 25th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Delinquenza politica, Giustizia, Lobby e malaffare, Sprechi di Stato

Un giro di affari che si dipana intorno al gruppo Finmeccanica. Vari i filoni d’inchiesta che coinvolgono personaggi illustri come l’ex ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola e l’ad di Finmeccanica Orsi.

Nel labirinto di inchieste che gravitano intorno a Finmeccanica e alle sue controllate c’è un filo di Arianna che occorre seguire, ed è rappresentato dalle presunte tangenti che i mediatori internazionali ritagliavano un po’ per sé e un po’ per altri soggetti. Sul versante velivoli, ad esempio, al mediatore Guido Ralph Haschke sarebbe stato concesso, secondo alcune deposizioni, un compenso gonfiato. Haschke, che ha facilitato la vendita di 12 elicotteri al governo indiano, avrebbe poi dovuto girare una parte del suo corrispettivo all’amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi. Le deposizioni di un’altro indagato illustre – Lorenzo Borgogni, ex direttore centrale di Finmeccanica – ci raccontano inoltre che la cresta sull’affare indiano sarebbe dovuta finire nelle tasche di Comunione e Liberazione e della Lega Nord. Quest’ultima avrebbe preteso la somma quale riconoscimento per aver fatto eleggere Orsi a capo dell’azienda precedentemente guidata da Piero Guarguaglini. La nota comica riguarda il “povero” Haschke che, durante la perquisizione degli agenti in casa sua, venne colpito da un improvviso e sospetto malore che lo bloccò a lungo sul letto.

Appena rinvenuto gli investigatori trovarono sotto il suo giaciglio alcuni documenti compromettenti, cui il mediatore italoamericano aveva condotto inconsciamente. Fresca Fresca è invece la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex ministro dello sviluppo economico (governo Berlusconi ter) Claudio Scajola, l’accusa è di corruzione internazionale. Scajola, secondo la procura di Napoli, sarebbe coinvolto nella vicenda di una supposta tangente versata al governo brasiliano per una commessa di fregate a Fincantieri (gruppo Finmeccanica). Insomma, le dichirazioni rilasciate da teste e indagati sono ancora tutte da verificare, ma il quadro che ne emerge è davvero sconcertante. Non foss’altro per le intercettazioni pubblicate che, nel caso tragicomico di Haschke, rivelano un’inquieta preoccupazione nel voler nascondere i contratti dell’affare indiano degli elicotteri. Intanto il governo nicchia, e a chi chiede – come gli inviati del Fatto Quotidiano – al premier Monti se l’attuale ad di Finmeccanica gode ancora della sua fiducia, lui preferisce non rispondere. Certo che dopo la rimozione di Guarguaglini per via dei soliti problemi giudiziari, il governo non si è certo ravveduto.

Zanotelli: fermare la guerra “ritirando soldi da Unicredit” VIDEO

Ieri la manifestazione contro la vendita a Israele di caccia bombardieri. Sul palco padre Zanotelli da consigli pratici su come boicottare la guerra.

Un prete incazzato è raro vederlo, e di solito quando succede tremano anche i santi in paradiso. Ieri padre Zanotelli, di fronte ai cancelli dell’Alenia Aermacchi (una controllata Finmeccanica in provincia di Varese), ha snocciolato un rosario di cifre e dati che scomodano i signori della guerra e i loro complici. A partire dalla sua amata Chiesa, alla quale intima di ritirare i cappellani militari e di condannare pubblicamente i governi belligeranti. Cita le fonti delle sue informazioni quando parla dei 1.740 miliardi di dollari – quasi l’intero ammontare del debito pubblico italiano – spesi lo scorso anno a livello mondiale per finanziare le guerre, e non trascura il prezioso sostegno offerto dalle banche. In particolare sottolinea come l’operazione della vendita degli M346 (aerei per l’addestramento militare) sia stata foraggiata da Unicredit, con un prestito di circa 600 miliardi. Legge, quindi, uno scritto di Don Milani che esorta alla dissidenza pacifica e, sull’onda emotiva che ne scaturisce, afferma che l’unico modo per boicottare la guerra è prosciugare le sue risorse economiche. Per farlo, aggiunge, si potrebbe ad esempio ritirare i soldi da Unicredit, perché la guerra è un banchetto dove a sedersi a tavola sono in molti.

Ci sono le banche, l’industria bellica (coacervo d’interessi finanziari) e i partiti. Non manca il convitato di pietra rappresentato dall’alta finanza, che fa il suo ingresso in scena attraverso molteplici maschere: banche e fondi, privati o consorziati. Di recente, come noto, la Bce ha prestato ingenti somme a istituti di mezza Europa perché vicini al default, tra questi c’é Unicredit. I partiti, invece, meritano un capitolo a parte: in questo enorme giro di denaro non raccolgono che un misero cascame. Ma Zanotelli incalza, asserendo di essere stato “defenestrato” dalla direzione del mensile Nigrizia quando cominciò a parlare delle tangenti dei partiti sulla vendita delle armi. E anche in questo caso il buon missionario colpisce nel segno: sono infatti sotto la lente della procura di Busto Arsizio alcune fatturazioni gonfiate dell’AgustaWestland – sempre gruppo Finmeccanica, settore elicotteri civili e militari, sita anch’essa nel varesotto – servite presumibilmente come tangente versata a esponenti della Lega Nord. Inoltre la modesta azienda areonautica Aermacchi è passata alle cronache per un fatto insolito: nonostante fosse stata assorbita dalla più potente omologa Alenia, si è riservata di spostare la sede legale della compagnia da Pomigliano (Na) al piccolo paesino lombardo di Venegono Inferiore. Per alcuni è stato un regalo al partito di Bossi, per altri solo un’improbabile coincidenza.

Video:

Manifestazione contro le armi sabato 13 ottobre Venegono/ Intervento Alex Zanotelli

Lega Nord, 168 milioni da “Roma ladrona” e tangenti per Boni

Secondo quanto scritto da Paolo Bracalini nel libro “Partiti S.p.A.” il finanziamento pubblico ricevuto nell’ultimo ventennio dalla Lega Nord si aggirerebbe intorno ai 170 milioni di euro. Un profluvio di denaro che è andato a rimpinguare le casse del partito e dei suoi organi editoriali (la Padania e Radio Padania), in barba al referendum del ’93 che aboliva il finanziamento pubblico ai partiti, ma soprattutto in palese contraddizione con quello che il Carroccio va blaterando dai suoi primi vagiti, ovvero la viscerale avversione verso Roma e l’unità nazionale. Ora, trascurando le istintive riflessioni sull’incostituzionalità di un partito che recita nel suo statuto la secessione di una fantomatica padania, vien da chiedersi come mai le camicie verdi non rinuncino al denaro proveniente da Roma in virtù, magari, di un’indipendenza economica ancor prima che politica. Troppo facile sputare nel piatto dove si mangia da quasi cinque lustri, senza però fare le debite rinunce.

UNA VERGOGNA PER L’ITALIA – Diciamolo apertamente, la Lega nasce inequivocabilmente da un’enorme presa per il culo del suo elettorato – come spiega eloquentemente il “legaiolo” Borghezio ad una riunione di neo-fascisti francesi, dove esorta i “camerati” transalpini a proporsi come movimento territoriale per tornare al potere – e, come se non bastasse, vilipende in continuazione, la dignità umana di meridionali e stranieri, talvolta macchiandosi di crimini di stampo razzista, che vanno dalla banda armata (le famose ronde per la pulizia etnica) alle violenze private ai danni degli immigrati (tristemente nota la condanna di Borghezio per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni extracomunitari che dormivano sotto un ponte del fiume Dora a Torino); per non parlare poi delle condanne di Bossi (finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera italiana) o di quelle di Maroni (resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della Polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano, per aver morsicato la gamba di un agente, dopo esser caduto a terra). Ma in questi giorni la sede di via Bellerio è attraversata da ben altri e più recenti scandali: il più prominente è quello legato al presidente del consiglio regionale del Pirellone, tal Davide Boni, indagato a Milano per corruzione nell’ambito di una nuova tangentopoli meneghina, di cui, guarda caso, il quotidiano del Carroccio si dimentica di far menzione, nonostante la notizia imperversi sui media nazionali. Con che faccia questi dilettanti verdognoli della politica si presentano in parlamento? Ma soprattutto, quale incalcolabile danno arrecano alla reputazione del nostro paese ogniqualvolta vanno a sproloquiare in sedi istituzionali estere?

Fonti:

LEGA, CHIAGNE E FOTTE! LE CASSE DEL CARROCCIO SONO PIENE DI SOLDI: 237 MILIONI

Don Verzé è morto

MILANO – Don Luigi Maria Verzé è morto questa mattina, 31 dicembre, alle ore 7:30 presso l’unità coronarica del suo ospedale. Ricoverato d’urgenza nella notte il presbitero si è spento a causa dell’aggravarsi di una crisi cardiaca all’età di 91 anni. La sua dipartita è coincisa con un giorno cruciale per le sorti del suo ospedale. Oggi alle 12 infatti scadeva il termine per poter presentare un’offerta d’acquisto che superasse di almeno 50 milioni quella precedente di 250. Il San Raffaele raggiunto dalle indagini della procura di Milano è stato messo all’asta per evitare il fallimento. Probabilmente verrà acquisito dalla cordata Ior Malacalza, che già in tempi non sospetti si era mossa per prendere le redini dell’istituto sanitario. Il sacerdote, destituito dalla curia milanese, era presidente onorario della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, la quale deteneva il controllo dell’ospedale e partecipava a una serie di altre società che con la religione avevano ben poco in comune. Di qui nasce il suo duplice epiteto di sacerdote imprenditore, dal sapore vagamente spregiativo e comunque non consono all’abito talare. Le sue società offshore erano proprietarie di immobili e si occupavano di produzioni agroalimentari in Brasile. L’inchiesta giudiziaria sul crack finanziario della clinica ha inferto un colpo fatale al cuore del povero chierico, già sofferente per la perdita del suo più stretto amico e collaboratore Mario Cal suicidatosi il 18 luglio scorso.

IL PRETACCHIONE AMICO DI BERLUSCONI – Il presbite presbitero affetto da un incurabile avidità non ha mai disdegnato in vita d’intessere rapporti con personalità di dubbia onestà. In primis Berlusconi, con cui ha lottato per dirottare il traffico degli aerei di Linate lontano da Milano 2 e dalla sua clinica privata. Don Verzé, Scrooge per gli amici, ha smunto fino all’osso la sua creatura portandola sull’orlo della bancarotta e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Il San Raffaele non era per lui solo un ristoro per gli ammalati, ma una slot machine da cui attingere a piene mani. Fatture gonfiate e bustarelle erano all’ordine del giorno e costituivano per il pretacchione un ricco bottino per poter fare acquisti faraonici. Il suo facoltoso ufficio con Jacuzzi e poltrone in pelle umana strideva come una perla nell’ovile all’interno di una struttura sporca e abbandonata a se stessa. Sì, perché se il San Raffaele funzionava bene non era certo per merito del duo Cal Verzè, ma della dedizione e dello zelo con cui i suoi operatori accoglievano e curavano i pazienti. Una squadra di professionisti che non aveva nulla da spartire con la cloaca delinquenziale di affaristi che gravitava intorno alla struttura. Don Verzé è stato un losco figuro che ha agito sempre al limite della legalità beccandosi pure qualche condanna che ne ha irrimediabilmente rovinato la reputazione. Disconosciuto persino dalla curia che gli ha proibito di esercitare il Sacro ministero. Che Dio abbia pietà della sua anima!

Fonti:

http://www.cadoinpiedi.it/2011/12/31/e_morto_a_milano_don_luigi_verze.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Maria_Verz%C3%A9