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Legge elettorale: Renzi nicchia su accordo col M5S “Sentire prima alleati”

Posted luglio 17th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Politica

Secondo tavolo di trattativa fra Democratici e 5 Stelle per mettere a punto una legge elettorale. I 5 Stelle chiedono Preferenze e premio di maggioranza alla lista, ma Renzi risponde che prima dovrà concordare una posizione comune con tutti i partiti.

Tutto rimandato a data da destinarsi. Il secondo incontro che doveva sancire un’intesa fra PD e M5S sulla legge elettorale si è rivelato un fiasco. Se da una parte i 5 Stelle, che hanno aperto la discussione, chiedevano tempi certi per depositare una proposta comune in parlamento con i requisiti irrinunciabili delle preferenze e del premio di maggioranza alla lista e non più alla coalizione, dall’altra Renzi, rimasto silente per la prima mezz’ora, ha replicato di non poter esprimere una posizione al momento. Secondo il premier c’è bisogno di una larga consultazione prima di poter dire si o no alle prefernze e al premio di lista; “Non solo all’interno del partito, – precisa – ma anche fra i partiti più piccoli”. Evita di citare direttamente Forza Italia, anche se ormai è lapalissiano che il patto a cui Renzi si riferisce è quello del Nazareno con Silvio Berlusconi.

Di Maio per i 5 Stelle intuendo lo scarso margine di trattativa chiede al premier di esprimersi almeno sulle preferenze, in modo da poterle inserire di comune accordo nelle legge elettorale. La risposta rimane su una linea neutrale: “Sono favorevole alle preferenze, ma non è questa la sintesi trovata con le altre forze politiche”. Di Maio però insiste: “Presidente, se PD e M5S condividono una qualsiasi legge eletorale hanno i numeri in parlamento per poterla approvare”. Ma Renzi ripete, con spirito iperdemocratico, che preferisce una legge che metta d’accordo tutto l’arco costituzionale. Insomma le attese dei 5 Stelle sono state deluse e sacrificate sull’altare della democrazia assoluta, che fuor di metafora significa una legge elettorale con ampio premio di maggioranza alle coalizioni e con liste, seppur ridotte nel numero dei candidati, che rimangono bloccate come nel Porcellum.

 

Boldrini: voce tremante mentre annuncia ghigliottina su Imu-Bankitalia (VIDEO)

Posted febbraio 1st, 2014 by marcomachiavelli and filed in Ingiustizia sociale, Lobby e malaffare, Politica

La presidente della camera stenta a pronunciare con la consueta fermezza la sua deliberazione. “Un abuso” secondo Grillo delle sue prerogative e sul blog del comico parte il sondaggio sull’inedito uso della “ghigliottina” da parte della Boldrini.

Perché la presidente della camera non ostenta la sua irriducibile protervia? Dal suo insediamento siamo abituati ad assistere alle sue inflessibili deliberazioni avvenute, fin ora, entro i limiti del regolamento di Montecitorio. Ieri tuttavia non appena si è manifestato lo spettro della decadenza del cosiddetto decreto Imu-Bankitalia i lavori parlamentari hanno subito un’improvvisa accelerazione. Malgrado molti osservatori politici facciano notare che lo stop anticipato al dibattito parlamentare fosse facilmente prevedibile, l’applicazione della cosiddetta ghigliottina sembra comunque non trovare precedenti nella storia della Camera. Il Movimento 5 Stelle col chiaro intento di far scadere i termini di conversione dell’Imu-Bankitalia aveva programmato una serie d’interventi, previsti dal regolamento, per raggiungere il suo scopo. Né più né meno del compito di una strenua opposizione; ma con un colpo di mano la Boldrini li ha fermati, attuando ciò che nessun suo predecessore aveva mai osato fare. La ghigliottina, contemplata al senato, non esiste nel regolamento della Camera.

Ciò non è bastato a fermare la presidente che come si evince dal filmato annuncia il blocco degli interventi dei 5 Stelle con voce tremula. Trattasi forse di stanchezza? Improbabile vista la fretta con cui parla, piuttosto traspare un tono di chi debba eseguire un ordine mal digerito, col timore di tradire il proprio elettorato. La Boldrini infatti appartiene a Sinistra Ecologia e Libertà, l’ultimo partito di sinistra radicale rimasto in parlamento. Una contraddizione allora da parte della presidente favorire, abusivamente secondo Beppe Grillo, la conversione di un decreto che stacca un assegno di 7,5 miliardi alle banche in un momento dove la povertà investe una fetta sempre più grande di popolazione. Il caos nel quale è stato indetto il voto ha dell’incredibile, guardare per credere, ma la fretta con cui la Boldrini dopo l’approvazione lascia il banco di presidenza supera anche il tremore della voce avuto in precedenza. Intanto sul blog di Beppe Grillo si è aperto un sondaggio sulle possibili soluzioni che la presidente della camera dovrebbe adottare per rimediare all’uso della ghigliottina. Inutile dire che le ipotesi proposte sono poco lusinghiere.

Video: DL Bankitalia: la Boldrini fa ricorso alla tagliola e scatena la protesta del M5S

I consigli degli opinionisti al M5s hanno rotto ‘li coioni’

Manco tre mesi d’attività parlamentare e una pioggia incessante di critiche si riversa addosso agli eletti del Movimento 5 Stelle. Critiche sterili scatenate da improbabili giornalisti e/o opinionisti (ma che cazzo di mestiere è?!) che piuttosto di raccontare fatti s’attaccano a pettegolezzi degni del peggior rotocalco scandalistico. Come direbbe il buon Marco Travaglio, si opina un fatto per poi trasformare l’opinione nel fatto stesso: abbiamo così titoli che impazzano nei media del tipo ‘Grillo epura’, ‘Grillo espelle’, ‘Grillo tiranneggia’, che affondano le radici al tempo della campagna elettorale di inizio anno, quando il terrore che il M5s allignasse alle urne era poco più che un presentimento. Vi ricordate i titoli anche allora? ‘Grillo fascista, despota’ e chi più ne ha più ne metta. Ora è il turno dei ben pensanti, quelli che vogliono dare ossessivamente buoni consigli. Ci hanno già provato nelle loro lunghe carriere di cronisti politici; hanno ‘consigliato’ i girotondini e il Movimento Viola contro Berlusconi, le varie correnti del Pd e varie formazioni della sinistra più o meno radicale, gli Arancioni di sindaci arrivisti e tutti quei movimenti che prima di fregiarsi dell’attributo ‘civile’ dovrebbero sciacquarsi la bocca con l’etanolo.

Non mi riferisco ai venduti per definizione ma ai più miti dispensatori di buone novelle come Paolo Flores D’Arcais, Antonio Padellaro, Milena Gabanelli, Michele Santoro, Corrado Formigli, Andrea Scanzi, Stefano Rodotà e tanti altri che credono ingenuamente al mito britannico del giornalista obiettivo. Alcuni lo fanno solo per marcare le distanze da un movimento diventato grande forza politica e affermarsi come indipendenti, altri (la maggior parte) perché sono omini dell’audience, legati alla volatilità degli ascolti. Parlare di Grillo e dei dissensi interni al M5s, si sa, alletta gli inserzionisti pubblicitari. Ma parlare o scrivere di quello che fanno i ‘cittadini’ (stesso nome con cui si facevano chiamare i parlamentari giacobini) parlamentari del M5s è sacrilego, un fuor d’opera, meglio caldeggiare false scissioni o raccontare gli screzi che nascono anche nelle migliori famiglie, magari dipingendoli come irremovibili frondisti. Questo è anche il gioco dell’ancien régime che s’infila come un cuneo per spaccare una forza  politica fatta da (alcuni) cittadini per (tutti) i cittadini: chi vi si presta o è stupido o è in malafede.

Consiglio a tutte le penne e le voci rosse che intendono perseguire realmente il bene collettivo attraverso i loro pulpiti cartacei, televisivi e digitali: narrate, sull’esempio di Marco Travaglio, un po’ quello che i 5 stelle stanno facendo (e hanno già fatto!) in parlamento.

“Sappiamo che i neoeletti (del M5s, nda)… hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione. Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno. Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate”. Marco Travaglio, dall’editoriale de il Fatto Quotidino del 15/06/2013

Floris sul M5S: “Un errore tagliare gli stipendi dei politici”

Il conduttore di Ballarò, ospitato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, afferma che la riduzione dello stipendio dei parlamentari, propugnata dal M5S, è “un adeguamento alla sofferenza”.

Sabato sera durante la puntata di ‘Che tempo che fa’ Giovanni Floris, ospite della trasmissione, inanella una serie di valutazioni disarmanti – almeno per chi vive con uno stipendio medio – sulle istanze propugnate dal Movimento 5 Stelle. La più grave è sicuramente quella relativa alla riduzione dello stipendio dei parlamentari; secondo il celebre conduttore di Ballarò bisognerebbe piuttosto auspicare un miglioramento della professionalità della classe politica presente in parlamento, e non certo abbassarle lo stipendio. Floris asserisce con tono gentile che il M5S con questa richiesta vorrebbe un “adeguamento della società alla sofferenza” e non un sacrificio simbolico di solidarietà verso chi non ce la fa più – e in Italia sono in tanti –, come i più avevano inteso.

Ma il conduttore vicino al Partito Democratico non pago, sempre in tono garbato, afferma che il M5S per rispondere al problema dei parlamentari incompetenti avrebbe presentato dei “trentenni fuori corso”. Forse Floris non sa che l’88% degli eletti 5 Stelle è laureato – certo ci vuole pazienza a spulciare tutti i curricula pubblicati sul web di questi signori –, e che questa percentuale è la più alta tra tutte le forze politiche parlamentari; e che questa percentuale ha avuto il merito di alzare il grado generale di ‘professionalità-credibilità’ del parlamento, che altrimenti si sarebbe attestato come al solito al livello Pi(i)gs. Forse Floris lo sa e disinforma apposta.

Video:

Che tempo che fa: Giovanni Floris a “Che tempo che fa”

M5S prima forza politica del Paese, Pd e Pdl corrono ai ripari

Posted febbraio 25th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Riscatto civile

Secca la valutazione di Formigoni, in lizza per un poltrona parlamentare, sulle possibili alleanze post voto: “Fra Bersani e Grillo, meglio il primo” dice ai microfoni di Skytg24. Parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere l’affermazione del M5S come prima forza politica del Paese.

Con circa 8.700.000 voti il Movimento 5 Stelle si afferma come prima forza politica del Paese alla Camera dei deputati. Un risultato che smentisce anche chi, fra i sondaggisti, assegnava le percentuali più generose al MoVimento, mai stimato oltre il 15%. Il successo ottenuto alle elezioni regionali siciliane dello scorso autunno è stato dunque bissato, e, in termini percentuali, è stato di gran lunga superato. Non solo, la stessa Sicilia che pochi mesi fa votava per il 15% il M5S, a ‘sto giro affida ai candidati del MoVimento un consenso che sfora la soglia del 30%.

La deduzione più evidente è che in quattro mesi, quelli trascorsi tra regionali e politiche, i siciliani hanno raddoppiato la quota di voti per il movimento fondato da Beppe Grillo; in secondo luogo è lecito supporre che lo tsunami elettorale dalla Sicilia possa estendersi anche ad altre regioni. Di qui si capisce tutta la preoccupazione del resto della compagine politica (o almeno di quella che conta, dato che rimane poco o niente, dopo lo spoglio, degli alleati di Pd e Pdl) che si auspica per la nuova legislatura la durata più lunga possibile. “Fra Bersani e Grillo, meglio il primo” dice ai microfoni di Skytg24 Roberto Formigoni: parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere la marea di consensi ottenuto dal M5S.

L’antimafia arriva nelle scuole: ecco la proposta del M5S Sicilia

Posted febbraio 20th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Politica, Profeti moderni

Gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara sono stati raccolti dal M5S siciliano che ha presentato un disegno di legge che in Sicilia ha del rivoluzionario: introdurre alle medie e superiori due ore di “Educazione Antimafia”.

PALERMO – Fin’ora gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara di introdurre l’antimafia nelle scuole siciliane si sono infranti nel muro di gomma di Palazzo dei Normanni. Una distrazione dettata dal fatto che le ultime due giunte regionali si sono sciolte a causa di collusione con i poteri mafiosi. L’impavida docente nel 2008 si prese la briga di raccogliere 4.000 firme per una petizione sul tema, convinta che per debellare il fenomeno mafioso fosse necessario partire dall’educazione scolastica. L’idea è stata ripresa qualche giorno fa da una deputata regionale del Movimento 5 Stelle, la ventiduenne Gianina Ciancio, che ha presentato all’Ars un disegno di legge dal titolo: “Educazione allo sviluppo della coscienza democratica contro le mafie e i poteri occulti”.

Una sigla che suona come un programma, difficilmente esauribile come un semplice corso per addestrare gli studenti a sopravvivere alla criminalità organizzata. La metà è ben più alta, come dice la stessa Ciancio, e passa attraverso un approccio didattico dinamico fatto non solo di storia dell’antimafia, ma anche di incontri e dibattiti con magistrati, giornalisti e altri protagonisti della società civile che lottano quotidianamente contro il crimine organizzato. Un progetto che secondo la deputata del M5S sarà finanziato in parte con i proventi dei beni confiscati a Cosa Nostra, la cui pertinenza per quanto riguarda gli immobili è della regione Sicilia. Tocca ora all’Ars approvare ed eventualmente emendare questo disegno di legge: vedremo chi avrà ancora il coraggio di osteggiare misure di reale contrasto alla mafia.

Grillo preoccupato in caso d’exploit: in agguato gli “Scillipoti”

Posted febbraio 14th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Le apprensioni di Grillo ai microfoni di Radio 105, lasciano trapelare alcune possibili falle nel MoVimento che sbandiera la trasparenza come propria ragione di vita: “Anche da noi possibili ‘Scillipoti’ (…) difficile poi organizzarsi in caso di grande successo alle elezioni”.

“Scillipoti” è una parola ormai entrata nel gergo comune. Per antonomasia è diventata sinonimo di “voltagabbana” o di “parlamentare mercenario”; ancora non è annoverata fra i lemmi di prestigiosi dizionari, ma diamole ancora un po’ di tempo. Tutte le forze politiche in espansione temono infiltrazioni di questo tipo, “L’animo umano non è incorruttibile” ripete Grillo in continuazione, quasi sapesse che dopo i casi dei consiglieri Favia e Salsi qualcun altro cambierà casacca dopo essere entrato in parlamento. Ieri ai microfoni di Radio 105 il fondatore del M5S ha precisato di aver già messo in conto la presenza nelle liste di possibili “disertori”, ma ha anche aggiunto di ringraziare altre forze politiche che hanno già calamitato alcuni dissidenti del MoVimento.

Il riferimento implicito è alla lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, definita dall’ (ex?) attore comico “un bidone aspira-tutto”; del resto il noto magistrato palermitano ha accolto tra le sue file Giovanni Favia, fino a poco tempo fa l’eletto più in vista del M5S. Ma le preoccupazioni di Beppe Grillo non finiscono qui: “Non lo so – afferma nell’intervista con l’emittente radiofonica –, se dovesse succedere sto botto saremmo anche un po’ in difficoltà dovremmo organizzarci e scegliere le persone in fretta”. Il problema è dunque anche di carattere organizzativo per una formazione politica che vuole fare della trasparenza il proprio vessillo: che si comincino a intravedere i primi dissensi sui criteri di scelta degli incarichi parlamentari?

MUOS: no ad antenna Usa su suolo italiano grazie al M5S siciliano

Si chiama Muos il sistema di comunicazione satellitare ad uso e consumo dell’esercito americano. Una delle potenti antenne stava per essere installata a Niscemi (RG), ma il Movimento 5 Stelle è riuscito a far revocare le autorizzazioni per la costruzione dell’opera.

PALERMO – Giorni di assidua opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana hanno fruttato al Movimento 5 Stelle una vittoria storica. Storica non per il M5S bensì per tutto il popolo italiano. Perché? Procediamo con ordine. Il sistema satellitare ad altissima frequenza, denominato Muos, era un’opera la cui realizzazione era data per certa. Così almeno secondo quanto deliberato dalle precedenti Assemblee Regionali Siciliane. I lavori sono proceduti, e procedono – ohibò! –, fino ad oggi, nonostante la delibera per revocare le autorizzazioni giaccia dal 7 febbraio sul tavolo dell’assessore al Territorio Maria Lo Bello. Nel giro di pochi giorni, tuttavia, la misura dovrà essere applicata e, quello che il M5S aveva promesso in campagna elettorale, realizzarsi: fermare i lavori del Muos.

Non un percorso facile quello dei 15 deputati regionali del movimento di Beppe Grillo, capitanati per l’occasione da Giampiero Trizzino, presidente della IV Commissione dell’Ars (Territorio e Ambiente). Prima di ottenere la delibera dalla giunta hanno infatti lottato strenuamente per sensibilizzare al tema la maggioranza dei consiglieri. Come? Facendo mancare il numero legale per l’approvazione del Documento di Programmazione Economica, indispensabile per il proseguimento della legislatura regionale. Non solo, il M5S ha portato in trasferta a Niscemi (sede d’installazione delle parabole Usa) i lavori della commissione Ambiente, e, come se non bastasse, ha convinto Palazzo dei Normanni a votare una mozione volta a bloccare le opere statunitensi sul suolo siciliano. Insomma, finalmente una forza politica è riuscita a contrastare concretamente, dopo anni di sudditanza alle mire espansionistiche di Washington, la legge che ci vuole sempre supini alle richieste degli americani.

Video:

Giampiero Trizzino Mostra la “Delibera di Giunta del Governo Regionale”

Perché votare Movimento 5 Stelle (Marco Travaglio)

M5S risponde a critiche: “Il più scemo di noi è ingegnere” VIDEO

Un’esilarante figuraccia di Franco Peracchi, della lista “Fare” di Oscar Giannino, che millanta una marcata superiorità dei candidati della sua formazione politica rispetto a quelli del M5S. Imperdibile la risposta di Roberto Berrita (M5S) che distrugge la protervia del suo concorrente.

Già in passato abbiamo offerto un’analisi dell’estrazione culturale di chi vota il Movimento 5 Stelle (LEGGI ARTICOLO). È noto inoltre che la selezione delle candidature è avvenuta con una votazione aperta agli iscritti sulla base dei curricula e dei video di presentazione degli aspiranti candidati. La rosa che ne è uscita rispecchia l’alto grado di erudizione dell’elettorato del M5S – superiore al livello medio degli italiani – e il video che vi proponiamo ne è la conferma. Il contesto è quello delle tribune elettorali, le cosiddette plance pubbliche ossia – nel caso specifico – uno spazio televisivo che spetta per legge alle varie forze candidate alle elezioni politiche per la propria propaganda.

A parlare è un esponente della lista “Fare” del giornalista Oscar Giannino, un certo Franco Peracchi, che con soverchia spocchia afferma: “Ciò che ci distingue dalla lista di Grillo è la qualità e la professionalità dei nostri militanti, sono persone cioé che sanno di che cosa parlano”. La risposta del candidato del M5S Roberto Berrita lascia in ambasce l’esponente di Fare: “In altra sede avrei preso la sua affermazione come un offesa (…) Grillo ha detto – riferendosi ai suoi candidati, nda – il più scemo è ingegnere, credo si riferisse a me”. E parte poi citando un lungo elenco di titoli accademici e professionali posseduti dai suoi colleghi in lista. Lo sguardo di Franco Peracchi si fa a quel punto dimesso e pensieroso (GUARDA al min 0:30).

Video:

Roberto BERRITTA (M5S) distrugge Franco PERACCHI (FARE)

Identikit elettori del M5S: metà di Dx metà di Sx. Ecco lo studio

Posted gennaio 30th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Riscatto civile

Il potenziale elettorato del Movimento 5 Stelle proviene per metà dal centrodestra e per metà dal centrosinistra. Una dicotomia difficile da spiegare, ma lo studio in esame prova a dare una risposta.

L’indagine condotta da Il Mulino analizza la composizione di un campione di persone inclini a votare il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche. Ciò che inizialmente stupisce è che per metà provengono dal centrodestra, mentre per l’altra metà dal centrosinistra. Una dicotomia spiegata dal sistema di dati preso in esame dallo studio pubblicato oggi sul quotidiano La Stampa: una forte componente di potenziali elettori è costituita da disoccupati, liberi professionisti e dipendenti del settore privato.

Categorie sociali impoveritesi negli ultimi anni, presumibilmente deluse dalla compagine politica che ha governato il paese e perciò disposte a indirizzare il proprio voto lontano da un bipolarismo stantio. Se aggiungiamo un’altro parametro, quello relativo alla quota dei precari – anch’esso molto alto –, si può ipotizzare, in via generale, che laddove si percepisce o si vive il disagio il voto si orienta verso il Movimento 5 Stelle, icona del cambiamento in termini di volti nuovi nelle liste e di età media più bassa delle altre forze politiche. Infine la quota rappresentativa dei “simpatizzanti” laureati è del 23,7%, circa il doppio della media della popolazione italiana. Ecco una sintesi dello studio.

Per età:
18-24 anni: 24,1%
25-34 anni: 29,2%
35-44 anni: 31%
45-54 anni: 24,3%
55-64 anni: 16,8%
oltre i 64 anni: 6,5%

Per occupazione:
Disoccupati: 26,8%
Pensionati: 9,6%
Casalinghe: 14,1%
Studenti: 25,3%
Operai: 29,5%
Dipendenti pubblici: 24,3%
Dipendenti privati: 28,5%
Autonomi, liberi professionisti: 27,4%

Tipo di contratto di lavoro:
Non occupati: 15,5%
Autonomi, liberi professionisti: 27,4%
Tempo indeterminato: 28,4%
Precariato: 27%

Elezioni: liste a confronto. M5S al primo posto per volti nuovi

Posted gennaio 29th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Riscatto civile

Fioccano le analisi sugli schieramenti politici dopo la presentazione delle liste. Il Movimento 5 Stelle si classifica primo per età media più bassa e per il maggior numero di volti nuovi candidati al parlamento.

Due immagini (QUI SOPRA), edite da La Stampa, che fotografano impietosamente gli schieramenti politici candidati alle imminenti elezioni. In entrambe il Movimento 5 Stelle primeggia sia perché l’età media dei suoi candidati è la più bassa, sia perché il 100% di costoro non si è mai seduto sugli scranni del parlamento. Chi in effige mette in mostra le parole “civile”, “civico/a” scivola invece in fondo alle due classifiche; in special modo il partito del magistrato Antonio Ingroia si distingue per un’età media dei candidati tra le più alte, e per una percentuale di volti nuovi presenti in lista del 62,1. Poco meglio quello di Monti con un discreto 67,9% di new entry nelle due camere, cifra comunque modesta per chi ha deciso di chiamarsi Scelta Civica. Poco distante il Pd che sull’onda del cambiamento ha messo in lista un buon 66,5% di persone nuove.

Un’altra parola di cui tutti si riempiono la bocca è “giovani”; ma quanti sono i giovani realmente nelle liste? Secondo il grafico de La Stampa i giovani sotto i 35 anni alla camera e sotto i 50 al senato – calcolati su una base di deputati e senatori realisticamente eleggibili – sarebbero il 71,7% del M5S, il 36,5% della Lega Nord e il 18,9% di Sel. Come si evince dal grafico della seconda figura della gallery, il parlamento subirà uno svecchiamento preponderante al senato, che in generale porterà le due camere ad avere un 19,2% di giovani – secondo i parametri di riferimento, meno di 35 e meno di 50 anni – rispetto all’attuale 4,2. Un altro primato detenuto dal movimento di Beppe Grillo è quello relativo ai candidati unici per circoscrizione: il fenomeno di candidare i leader dei partiti in più collegi elettorali è dilagante in tutti gli schieramenti (CONFRONTA QUI TU STESSO) dal Pd al Pdl, da Monti a Ingroia etc. Inoltre i candidati del M5S risiedono tutti nelle circoscrizioni in cui si presentano: non un segnale rivoluzionare, ma certamente un buon inizio per il rinnovamento della politica.

Paolo Villaggio vota M5s. “Grillo, miglior politico del momento”

Posted gennaio 26th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

Il mitico ragionier Fantozzi smette gli abiti da impiegato e dichiara il suo voto per il Movimento 5 Stelle. Lo fa ai microfoni della trasmissione radiofonica “La Zanzara”, dove è stato più volte ospite.

C’è chi lo dipinge come un vecchio rincitrullito – come forse si autodefinirebbe sarcasticamente –, sia sul web che sulla carta stampata. Ma Paolo Villaggio, novello ottuagenario, ha capito che l’anzianità è un’età in cui ci si può permettere di sbilanciarsi, di non aver peli sulla lingua. Da sempre schierato a sinistra, ama ricordare che, in passato, insieme al suo amico di gioventù Fabrizio De André si dichiarava maoista, ovvero a sinistra del partito comunista cinese. Ai microfoni della trasmissione radiofonica “La Zanzara” dice di essersi poi ravveduto, e di aver capito che il comunismo “reale” è stata una delle maggiori piaghe dell’umanità avendo “fermato il progresso”.

L’estemporanea analisi politica del memorabile interprete di Fantozzi, non si ferma qui. Dice di non aver mai votato per Bersani e per ciò che lui rappresenta: “Prima votavo per Democrazia Proletaria”; dimostrandosi, come il suo amico cantautore e concittadino, vicino alle istanze dei meno abbienti e alle organizzazioni li rappresentano. Infine una dichiarzione di voto e un plauso a Beppe Grillo: “Voterò Movimento 5 Stelle (…) Vede – riferendosi al conduttore, nda – quando Dario Fo vinse il Nobel a Stoccolma, un giornale impegnato di sinistra come La Repubblica titolò in prima pagina ‘Il mistero buffo di Stoccolma’ (…) Lo accusano di essere un comico – Grillo, nda –; un atteggiamento simile a quello medievale della Chiesa che voleva i comici sotto terra. In realtà è il miglior politico del momento”.

Ascolta l’intera intervista:

Paolo Villaggio a “La Zanzara”