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Grillo, effetto tsunami sui partiti: fuori gli impresentabili

Lo Tsunami Tour di Beppe Grillo continua a riempire le piazze, ma l’effetto dell’onda anomala investe soprattutto i partiti politici: nell’articolo un elenco di punti, a partire dalle liste pulite, che i partiti hanno copiato pedissequamente dal Movimento 5 Stelle.

Vi ricordate quando nel 2007 Beppe Grillo raccolse le firme per una legge di iniziativa popolare che chiedeva l’ineleggibilità dei condannati in via definitiva? Una legge che la classe politica si è rifiutata di discutere in parlamento. Ora è stata riesumata; certo, non la vogliono portare in Aula, ma copiarne il senso per dare un’immagine rinnovata ai vecchi partiti. Succede così che ieri Nicola Cosentino, politico in odor di Camorra, sia stato escluso dalle candidature per il parlamento dal Popolo della Libertà, e che lui per ripicca – almeno secondo l’edizione campana de La Repubblica – abbia fatto sparire i documenti per la presentazione delle liste della sua regione. E quando Grillo diceva che bisognava cambiare modo di comunicare avvicinandosi a internet?

Ora i manifesti elettorali sono pieni di richiami ai social network, da Facebook a Twitter. Per non parlare poi delle primarie per il parlamento copiate dal Pd. Dopo che il Movimento 5 Stelle promosse le proprie sul web gratuitamente, il partito di Bersani indisse immantinente delle consultazioni – al costo di due euro per votante – per comporre la rosa dei candidati al parlamento; sebbene queste si siano rivelate alla fine un mero specchietto per le allodole, dato che i vecchi mandarini si sono ricandidati senza essersi sottoposti alla citata selezione. Che dire se non che sono dei tentativi di scopiazzare da quattro sodli. Come recita un noto adagio pubblicitario: “Diffidate delle imitazioni”.

Video:

Beppe Grilo a Salerno 1/2. 21/01/13. Tsunami Tour