Crea sito

Genova, catechismo all’asilo: a pagarlo sono i cittadini

GENOVA – Il comune di Genova finanzia il catechismo all’asilo. Capita così che il dirigente del “Settore Progettazione e Coordinamento Sistema Pedagogico”, tale dottor (ing. gran mascalzon. di gran croc. visconte) Casalgrandi Clemino, affidi la titolarità di un progetto educativo a delle coperative sociali cattoliche con una determina ad hoc. Lo stanziamento previsto – a detrimento dell’erario comunale – è di euro 42.442,67, esclusa I.V.A al 4%, ma nessuno vieta a Casalgrandi di utilizzare l’intera somma messagli a disposizione, pari a euro 120.000. Un latrocinio bello e buono consumato ai danni dei genovesi, beffati da un’amministrazione forte con i deboli e debole con i forti. Se da un lato infatti il comune chiude i rubinetti dei sussidi o dei finanziamenti alle scuole – la cui fatiscenza morale e materiale grida vendetta – dall’altro trova i soldi per sovvenzionare l’insegnamento della religione cattolica negli asili comunali. Il provvedimento dispone inoltre che sia l’Autorità Ecclesiastica Diocesana – che a Genova altri non è che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani – a selezionare gli pseudo-docenti incaricati di indottrinare le candide coscienze dei pargoli genovesi.

CHIESA ALLA CANNA DEL GAS – La Chiesa è in crisi. Una crisi profonda che passa principalmente da un vertiginoso calo di popolarità. I segnali di questo declino sono sotto gli occhi di tutti: penuria di nuove leve sacerdotali, scandali sessuali, palesi incongruenze fra messaggio evangelico e ricchezza del Vaticano – si stima che il 40% del patrimonio immobiliare italiano sia nelle mani del clero – dogmatismo anacronistico e una spregiudicata ingerenza nella politica degli stati a maggioranza cattolica. Nel Vangelo Gesù invitava i suoi discepoli a servire sia Dio che l’autorità civile e a non trascurare nessuna delle due, che tuttavia distingueva nettamente; mai sarebbe andato a pensare che un giorno i suoi ministri si sarebbero arrogati i poteri dei re con tanto di nazione, esercito, banche, esercizi commerciali, intelligence e musei a pagamento. Per non parlare poi delle affinità con politici del calibro di Andreotti, Craxi, Berlusconi, Casini, Formigoni o della pedofilia perpetrata e mai denunciata, oppure ancora dell’oscura figura di Marcinkus, arcivescovo banchiere e massone dedito a frequentazioni mafiose. Insomma ce n’è per tutti i gusti… Pace e bene a tutti!

Fonti:

Il Comune di Genova finanzia i laboratori di pedagogia religiosa

Giovane riprende colloquio col prete che lo violentava (VIDEO – clicca sulla fonte in calce)

ACIREALE – “Lasciate che i pargoli vengano a me…” Matteo 19, 14. L’incipit è volutamente blasfemo per dare maggiore enfasi a una vicenda terribilmente esecrabile. Un’inchiesta della squadra di Milena Gabanelli svela i subdoli abusi sessuali subiti qualche anno fa da un ragazzino che, da adulto, ha trovato il coraggio di denunciare il proprio carnefice. Trattasi di un eminente monsignore siciliano temuto e rispettato, ma che oggi, alla luce dei fatti emersi, è stato sospeso dall’esercizio delle funzioni sacerdotali. Su di lui pendono le indagini avviate dalla procura di Catania, nel frattempo chissà se l’università cattolica, presso cui l’alto prelato insegna pedagogia, prenderà provvedimenti in merito. A inchiodare il potente monsignore è stato un filmato girato dal ragazzo vittima degli abusi, che, con una telecamera nascosta, ha registrato una conversazione avuta di recente col prete pedofilo. Il giovane, inoltre, ha ripreso un incontro con il vescovo di Ragusa Paolo Urso, suo padrino di battesimo, che con aria comprensibilmente preoccupata cerca di sapere quante persone sono al corrente dell’accaduto.

I BAMBINI CHE CHIEDONO DI ESSERE STUPRATI – Come avviene in casi simili, sembra difficile che i colleghi dell’esimio sacerdote non fossero al corrente delle sua deplorevole condotta. Così, anche questa storia, ci consegna un’immagine della chiesa che cerca di costruire un muro di omertà attorno ai sempre meno sporadici episodi di pedofilia che si consumano al suo interno. Un atteggiamento reticente non molto dissimile da quello degli affiliati a un clan mafioso, che palesa una certa renitenza della chiesa – anche nelle sue alte sfere – a collaborare con le autorità giuridiche per accertare i fatti. Un altro aspetto angosciante, sul quale vale la pena riflettere, è il modo con cui questi sedicenti discepoli di Cristo adescano i bambini. Ascoltando le parole del monsignore pedofilo, si desume il classico tentativo del maniaco sessuale incallito di manipolare la vittima. Il prete infatti afferma rivolgendosi al ragazzo: “Forse non ricordi, ma io quasi mai ho preso l’iniziativa… io avvertivo il tuo bisogno di essere abbracciato… – ti ho violentato, nda – perché mi sembrava di compiacerti”. La violenza si può manifestare in molteplici forme, ma questa è senza dubbio una delle più vili e meschine.

Fonti:

Il monsignore e il ragazzino

Nude contro la schiavitù delle donne in Iran

Posted marzo 21st, 2012 by marcomachiavelli and filed in Discriminazioni, Riscatto civile

Nude, sfoggiano insieme alle loro grazie una serie di slogan che denunciano la violenza subita dalle donne in Iran (guarda qui il filmato). Sono rifugiate o semplicemente fuggiasche, alcune sono ferventi sostenitrici dei diritti delle donne, altre sono scappate dall’azione repressiva del loro paese. Tutte, comunque, hanno trovato il coraggio di denunciare la repressione del governo iraniano, ben conscie del fatto che difficilmente potranno rientrare in patria in tempi brevi. Vivono una condizione di esilio forzato, che tuttavia non gli impedisce di aiutare le loro connazionali con un’opera assai azzardata – ma quantomai azzeccata – di denuncia. Le audaci attiviste, infatti, sulla scia del recente calendario “senza veli”, hanno dato nuovo impulso alla loro battaglia ribadendo un secco “No!” alla politica dell’Iran. Tra le varie torture somministrate alle donne, nel video si ricordano la lapidazione, l’obbligo nella vita coniugale di concedersi incondizionatamente al marito, l’esclusione dalla vita politica e sociale del paese, alla quale solo gli uomini possono partecipare. Il nudo in questo caso diventa mero catalizzatore di attenzione su una problematica universale che manifesta le sue mille sfaccettature a seconda del paese in cui emerge.

MISOGINIA DIFFUSA – C’è un’interessante analogia tra le sottoculture del mondo islamico e del mondo occidentale. In entrambe la donna è costretta a personificare stereotipi che derivano o da una capziosa interpretazione della religione o dal maschilismo della donna-oggetto – triste conoscenza del panorama sociale e mediatico italiano. Se da una parte però la violenza viene consumata alla luce del sole – si pensi alla lapidazione – dall’altra la sedicente società evoluta la spaccia per un valore, inducendo giovani donne ad adeguarsi al modello di giochino erotico maschile o a quello di serva della gleba allevatrice di figli. L’Italia purtroppo in questo ha un triste primato, perché, a differenza di altri paesi europei dove il gentil sesso gode di maggiori tutele, non c’è stata ancora una seria e convinta emancipazione culturale delle donne, troppo spesso soggiogate anche dalla sottile azione repressiva della chiesa, che teme terribilmente una possibile uguaglianza fra i sessi. In Italia sono mancati, dunque, il peso e la possibile spinta di una controriforma che dessero al popolo lo slancio necessario per costruirsi una moralità civile scevra da ogni possibile condizionamento clericale.

Fonti:

Nude contro la condizione delle donne in Iran

Celentano a Sanremo, un devoto nei panni dell’Anticristo

Posted febbraio 20th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Maltempo

Adriano Celentano è un’inesauribile istrione dotato di un eco soave e di una energia inesauribile. Anche lui come tutti, però, deve fare i conti con l’età e trovare canali diversi dove lasciar scorrere la sua indomita indole. Ha scelto così di dedicare la sua arte a tematiche di indubbio valore morale quali la tutela dell’ambiente, il contrasto alla guerra, la lotta all’ipocrisia, la riflessione spirituale, coniugando la musica a concetti che meritano un approfondimento non solo nelle boriose e asettiche pagine di tomi e giornali. Questo arduo compito da tempo immemore ricade sulle leggiadre mani di chi scrive e suona, sulle armoniose voci di chi canta e recita, sulle abili membra di chi plasma e dipinge. Se poi si vogliono affrontare con dignità e coerenza certe questioni senza sfiorare il vaniloquio bisogna giocoforza inimicarsi qualcuno; ma se quel qualcuno è un potente ricco di privilegi allora un’invettiva può meritare onori e meriti. Nel caso del Molleggiato la Chiesa si è sentita offesa, poiché è stata messa a nudo una delle sue contraddizioni più forti: infatti, sebbene nei testi sacri Cristo ammonisca a scegliere tra lui e Mammona, il Vaticano coglie due piccioni con una fava, in quanto il papa è sì un pastore di anime ma anche il sovrano di un ricco stato.

SOVVENZIONI AI GIORNALI CATTOLICI – Secondo Celentano i giornali cattolici dovrebbero smetterla di occuparsi delle “beghe del mondo” e cominciare prendere le difese degli “ultimi” come insegnano i Vangeli. Impossibile non essere d’accordo, ma giova ricordare che l’Avvenire e Famiglia Cristiana non sono che dei meri rappresentanti della corporazione della stampa e in quanto tali non possono che difendere gli interessi del proprio editore, la Chiesa per l’appunto. Il Vaticano è liberissimo di esprimere i propri umori sulla politica nostrana attraverso il suo giornale, ma il buon senso vuole che non riceva sovvenzioni dallo Stato Italiano per farlo. In nome di chi o che cosa queste testate ricevono denaro pubblico? Non sarebbe meglio conservare questi soldi nelle casse dell’erario? In tempi di grave recessione economica non ci si può permettere un simile sperpero e sarà utile per la Chiesa capire in fretta che, se non vuole accelerare il suo declino, dovrà pur accettare qualche critica e rinunciare a qualche privilegio; dopotutto anche nel Vangelo si dice “Date a Cesare quel che è di Cesare”, perché non cominciare dall’Ici?

Fonti:

Celentano contestato a SanRemo 2012 (ma anche no)