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Milano. 100.000 in Duomo per Grillo, sul palco anche Fo (VIDEO)

Posted febbraio 19th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni, Riscatto civile

“Arrendetevi finché siete in tempo! non vi faremo del male”. Così Beppe Grillo alla ‘vecchia politica’ da piazza Duomo, dove a fargli compagnia sul palco c’era un Dario Fo prodigo di incoraggiamenti per gli attivisti del M5S. Il premio Nobel è stato osannato da una piazza stracolma.

MILANO – Dopo Adriano Celentano che sceglie di schierarsi con una canzone a sostegno del Movimento 5 Stelle, anche Dario Fo ufficializza il proprio sostegno morale a Beppe Grillo. Non una novità dato che il Premio Nobel ha da poco pubblicato un libro, edito da Chiarelettere, scritto a tre mani col comico genovese e Gianroberto Casaleggio, cofondatore del M5S. Palpabile l’entusiasmo di Fo che dal palco di fronte alla Madonnina non lesina incoraggiamenti per gli attivisti del MoVimento ripetendo a mo’ di scongiuro: “Non mollate! Non mollate!” E riferendosi a Beppe Grillo dice: “Ma come fa ‘sto uomo qui! Quanta energia!”

Da comico a comico i due attori duettano sul palco in un tripudio di folla (in 100.000 secondo il Corriere della Sera) che acclama ogni loro affermazione. La parola torna poi a Grillo che di fronte a tanta gente da l’ultimatum alla vecchia classe politica: “Arrendetevi finché siete in tempo! non vi faremo del male… Siete circondati dal popolo italiano”. Il messaggio non tarda ad arrivare alle orecchie del segretario Pd Bersani che dal canto suo replica: “In parlamento faremo scouting fra gli eletti del M5S”. Un’affermazione boomerang per il leader del Partito Democratico che ammette il bisogno di far campagna acquisti tra le file di Grillo dopo l’esito delle urne.

VIDEO:

M5S a Milano: Dario Fo noi non ci siamo riusciti, fatelo voi! – 19/02/2013

Grillo annulla l’intervista a Sky: ascolti record sulla sua webtv

Posted febbraio 18th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

Dopo aver annunciato più volte il suo ritorno in TV, il fondatore del Movimento 5 Stelle spiega le ragioni della sua rinuncia improvvisa all’intervista con Sky. Dietro i motivi ufficiali sembra però celarsi una chiara strategia di comunicazione.

Grillo spiega alle piazze virtuali e reali il motivo della rinuncia all’intervista con l’emittente televisiva Sky. Dice che il vero confronto lo si fa tra la gente, lontano dagli studi televisivi dove consumati presentatori “cuciono addosso” le trasmissioni agli invitati proprio come abiti su misura. Il riferimento nemmeno tanto velato (GUARDA I VIDEO IN CALCE) è all’intercettazione telefonica tra Bruno Vespa e Salvatore Sottile (ex portavoce di Gianfranco Fini) in cui il giornalista dice di voler “confezionare addosso” una puntata di Porta a Porta al presidente della Camera. L’annuncio della disdetta è stato diffuso tramite Twitter e il blog di Beppe Grillo che da ieri ha dato eco alla notizia dai palchi dei suoi comizi.

Federica Salsi, ex esponente del M5S, ipotizza che dietro la rinuncia all’intervista promessa da Grillo ci sarebbe la paura del comico di affrontare le domande dirette dei giornalisti. Pierluigi Bersani è della stessa idea ma aggiunge: “Grillo stringe le mani a Casa Pound”; poi rincara la dose: “Per noi un figlio di immigrati nato qui è italiano”, col palese obiettivo di rilanciare il ritornello reiterato dalle major della stampa “Grillo fascista, Grillo xenofobo”. Difficile tuttavia credere che la scelta del comico di sdegnare così apertamente la TV non sia stata meticolosamente ponderata. È molto probabile che si tratti di una mossa strategica per attirare quante più persone possibile su internet e nelle piazze. Guarda caso ieri, dopo che Sky ha comunicato la defezione del comico, si è registrata un’impennata di ascolti su “La Cosa”, il canale internet del M5S che trasmette in diretta i comizi di Beppe Grillo.

Video:

La differenza – MoVimento 5 Stelle #Spot5Stelle

Intercettazione telefonica Vespa_Sottile (portavoce di Fini).avi

Grillo preoccupato in caso d’exploit: in agguato gli “Scillipoti”

Posted febbraio 14th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Le apprensioni di Grillo ai microfoni di Radio 105, lasciano trapelare alcune possibili falle nel MoVimento che sbandiera la trasparenza come propria ragione di vita: “Anche da noi possibili ‘Scillipoti’ (…) difficile poi organizzarsi in caso di grande successo alle elezioni”.

“Scillipoti” è una parola ormai entrata nel gergo comune. Per antonomasia è diventata sinonimo di “voltagabbana” o di “parlamentare mercenario”; ancora non è annoverata fra i lemmi di prestigiosi dizionari, ma diamole ancora un po’ di tempo. Tutte le forze politiche in espansione temono infiltrazioni di questo tipo, “L’animo umano non è incorruttibile” ripete Grillo in continuazione, quasi sapesse che dopo i casi dei consiglieri Favia e Salsi qualcun altro cambierà casacca dopo essere entrato in parlamento. Ieri ai microfoni di Radio 105 il fondatore del M5S ha precisato di aver già messo in conto la presenza nelle liste di possibili “disertori”, ma ha anche aggiunto di ringraziare altre forze politiche che hanno già calamitato alcuni dissidenti del MoVimento.

Il riferimento implicito è alla lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, definita dall’ (ex?) attore comico “un bidone aspira-tutto”; del resto il noto magistrato palermitano ha accolto tra le sue file Giovanni Favia, fino a poco tempo fa l’eletto più in vista del M5S. Ma le preoccupazioni di Beppe Grillo non finiscono qui: “Non lo so – afferma nell’intervista con l’emittente radiofonica –, se dovesse succedere sto botto saremmo anche un po’ in difficoltà dovremmo organizzarci e scegliere le persone in fretta”. Il problema è dunque anche di carattere organizzativo per una formazione politica che vuole fare della trasparenza il proprio vessillo: che si comincino a intravedere i primi dissensi sui criteri di scelta degli incarichi parlamentari?

Berlusconi: “Candidati M5S per l’80% dei centri sociali e No Tav”

Posted febbraio 13th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Spaventapasseri

La boutade ieri all’Ansa è di quelle che fan venire il latte alle ginocchia. Se i politici italiani litigano (o fanno finta) in TV, almeno su una cosa sono d’accordo attaccare Grillo e il suo movimento. E a ruota si scaglia anche Monti.

Chi segue Net1news sa bene che ci stiamo (e mi sto) occupando da vicino della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Negli articoli e nei vari video pubblicati compaiono spesso quei candidati ieri apostrofati beceramente da Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa improvvista all’Ansa di Roma. Sempre ieri su Net1news il collega Gabriele Biandolino ha redatto una godibilissima intervista al candidato del M5S Roberto Berrita che da sola basterebbe a smentire le panzane del Berlusca riguardo alle liste del MoVimento, composte, a suo dire, “per l’80% da estremisti di sinistra dei centri sociali e dei No Tav”. Lo stesso giorno l’affermazione del Cavaliere trova conforto nelle parole di Monti che dal “pulpito” della trasmissione televisiva Uno Mattina rilancia l’offensiva ai candidati del M5S, asserendo che “le urla di Grillo ci portano verso il baratro della Grecia”. Ora, due considerazioni per meglio precisare le posizioni dei due ex premier:

1) Berlusconi non conosce (o fa finta di non conoscere) chi sono i candidati del M5S, tutti provenienti – fino a prova contraria – dalla società civile. E tutti (o quasi) appoggiano le battaglie dei No Tav per fermare un treno ad alta velocità che costerà in totale 22 miliardi di euro (parte dei quali già spesi). Stendiamo un velo pietoso sull’implicita e torbida equazione No Tav = centri sociali o estremisti di sinistra;

2) Monti cerca di sminuire l’attività del M5S incentrando la sua critica sugli aspetti più grotteschi (come se lui non ne avesse) della figura di Beppe Grillo. Inoltre parla della Grecia come di uno stato reietto dimenticandosi di quanto la elogiasse solo un anno e mezzo fa (VIDEO). “Se lui (Grillo, nda) se la sente – afferma il premier uscente – di prendersi la responsabilità, con le sue urla, di trasformare l’Italia nella Grecia, faccia pure”.

La triste convergenza delle dichiarazioni di Monti e Berlusconi non deve però stupire; in fondo entrambi sono soliti frequentare la bouvette di Montecitorio per conversare amichevolmente riguardo alle decisioni politiche da prendere. Tutto il resto è f(r)iction.

Video:

Berlusconi: “Candidati M5S per l’80% dei centri sociali e No Tav”

Rapporto Usa su Grillo: “Politico credibile, ignorato dai media”

Posted febbraio 12th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica, Profeti moderni

In un documento del 2008, pubblicato da La Stampa, l’ambasciatore americano Ronald Spogli intuisce la portata politica dell’attivismo di Beppe Grillo quando ancora non esisteva il Movimento 5 Stelle. Un attestato di stima che stride non poco con la scarsa considerazione dedicata all’epoca dai media italiani alle iniziative del comico genovese.

“Grillo populista, Grillo demagogo” era il leitmotiv di quel periodo. Siamo nel 2008 e il comico genovese abbandonava in parte i prosceni dei teatri per abbracciare le folle delle piazze. Il V-Day (Vaffanculo-Day) del 2007 non passò certo inosservato a un tal Ronald Spogli, ambasciatore americano a Roma, che l’anno successivo vergò un lungo telegramma di encomio nei confronti di Grillo indirizzato al Segretario di Stato Condoleezza Rice (*). Il futuro fondatore del Movimento 5 Stelle non era menzionato dal mainstream dell’informazione italiana se non quando i giornalisti erano costretti a parlarne per l’eccezionalità di certe sue iniziative.

Al V-Day di Bologna fecero seguito quasi 350 mila sottoscrittori di una legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito” di cui Beppe Grillo era il primo firmatario. Nel rapporto dell’ambasciatore Usa Grillo diventa “un interlocutore politico credibile”, nonché “ben informato” e “competente di tecnologia”. L’unico, a suo giudizio, capace di individuare con freddo acume le devianze di un sistema politico italiano “autoreferenziale”, la cui più grave colpa è quella di essersi lasciato pervadere da un’incurabile corruzione.

Il profilo di Grillo è stato tratteggiato dopo un incontro informale fra alcuni membri dell’ambasciata statunitense e lo stesso comico che, tuttavia, non ne ha mai fatto motivo di vanto. Nel telegramma, che sembra un profondo attestato di stima alla persona, si parla di Grillo come di “un commentatore controcorrente sulla corruzione italiana” capace ad esempio di “identificare i problemi contabili di Parmalat assai prima che i dettagli delle irregolarità finanziarie venissero scoperte”. Insomma, se Grillo è stato profetico in certe sue intuizioni, altrettanto si può dire degli americani che già cinque anni fa lo accreditavano come un ascendente interlocutore politico.

(*) Fonte: Grillo “stregò” l’ambasciatore Usa: “Interlocutore politico credibile”, Lastampa.it

Video:

V-Day

Pmi veneta a Grillo: “Voto in cambio di aiuti”. Lui: “Partecipate” (VIDEO)

Posted febbraio 10th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Economia, Politica, Profeti moderni

Ieri a Treviso l’incontro fra rappresentanti della Piccola e Media Impresa e Beppe Grillo. “Condividiamo le stesse idee” dice il comico precisando di non essere disposto a fare promesse in cambio di voti.

TREVISO – Ieri Beppe Grillo ha fatto visita ad alcuni rappresentanti della Piccola e Media Impresa veneta. Secondo il comico è stato un incontro dove si è scoperto di condividere le stesse istanze: abbattimento della pressione fiscale, chiusura di Equitalia, modifica e/o abolizione dell’Irap, pagamento dell’Iva solo a fatture incassate etc. Dalla convergenza sulle priorità per dare respiro alle aziende, si è passati tuttavia a discutere di una prassi antipatica al comico genovese. “Mi hanno chiesto: ‘Cosa farai per noi’ – afferma Grillo –, gli ho risposto che non mendichiamo il voto, se vogliono possono iscriversi e portare le loro idee all’interno del MoVimento”.

Insomma, sembra soffocata sul nascere quella atavica prassi invalsa fra associazioni di categoria e vecchi politicanti: voto in cambio di leggi su misura. Le antenne di Grillo però hanno captato il malcostume, esortando i piccoli artigiani e imprenditori veneti a impegnarsi politicamente in prima persona. Sulla scia di quanto detto agli attivisti di Casa Pound – travisato completamente da certa cattiva stampa – il fondatore del Movimento 5 Stelle conferma l’idea di una forza politica aperta, “ecumenica” come direbbe lui: “Se hai i requisiti per entrare – ripete come un mantra – ti iscrivi e porti le tue idee all’interno. Se vengono condivise vanno avanti”.

Video:

Incontro Grillo e Casaleggio con imprenditori a Treviso

Sondaggi smentiti da Euromedia: M5S al 20%, partiti in allarme

La fonte del dato è interessante perché è un istituto di ricerca di cui si serve spesso Silvio Berlusconi. Alessandra Ghisleri, presidentessa di Euromedia Research, parla di sondaggi farlocchi che sottostimano il movimento di Grillo.

“Mai fidarsi ciecamente dei sondaggi” sembra un mantra che tutti utilizzano per tirare acqua al proprio mulino. C’è chi lo usa per scongiurare una un’annunciata sconfitta e chi per propiziare un probabile successo. Quel che è certo è che una fondata preoccupazione serpeggia fra le segreterie dei partiti nazional popolari. Soprattutto in quella di Bersani che si accinge con Monti a riesumare dalla madia della sinistra la salma della defunta Unione. Grillo a tal proposito dipinge il premier uscente come il nuovo Mastella che fungerà da ago della bilancia per il futuro governo di area Pd.

Ma è qui che nascono timori e incertezze per la futura coalizione del cosiddetto centrosinistra. Oggi Alessandra Ghisleri, presidentessa di Euromedia Research, conferma infatti l’ambascia generale di politici di lungo corso come Antonio Bassolino che vede la crescita del Movimento 5 Stelle andare ben al di là di quello che immortalano i sondaggi. La Ghisleri, cui Berlusconi chiede spesso consulti elettorali, stima che il movimento di Grillo supererà agevolmente la soglia del 20% sparigliando le carte a chi già apparecchiava piani di governo (Bersani-Monti) e opposizione (Berlusconi).

Il terzo incomodo (M5S) se come promette non farà alleanze ma sosterrà solamente proposte valide, costringerà, con i suoi probabili 100 deputati e 50 senatori, gli altri attori politici a giocare una partita leale sulle decisioni da prendere per risollevare l’Italia. La nota di colore riguarda invece il Cavaliere che con sprezzo del ridicolo ha cominciato a copiare stralci del programma del M5S. Martedì sera, durante la trasmissione Ballarò, Berlusconi ha parlato ad esempio di abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti (camuffato da rimborso elettorale), di abolizione di Equitalia e di togliere l’Imu sulla prima casa.

Punti che Grillo va strillando nelle piazze da settimane e che, nonostante siano già presenti nel programma del M5S, il comico ha ritenuto di dover mettere nuovamente nero su bianco in un articolo sul suo blog. Ieri, intanto, l’ultimo comizio tenutosi a Marghera (Venezia) ha registrato un enorme successo di pubblico che tuttavia – come le precedenti tappe dello Tsunami Tour, anch’esse gremite di folla – è stato ignorato dal mainstream dell’informazione.

M5S risponde a critiche: “Il più scemo di noi è ingegnere” VIDEO

Un’esilarante figuraccia di Franco Peracchi, della lista “Fare” di Oscar Giannino, che millanta una marcata superiorità dei candidati della sua formazione politica rispetto a quelli del M5S. Imperdibile la risposta di Roberto Berrita (M5S) che distrugge la protervia del suo concorrente.

Già in passato abbiamo offerto un’analisi dell’estrazione culturale di chi vota il Movimento 5 Stelle (LEGGI ARTICOLO). È noto inoltre che la selezione delle candidature è avvenuta con una votazione aperta agli iscritti sulla base dei curricula e dei video di presentazione degli aspiranti candidati. La rosa che ne è uscita rispecchia l’alto grado di erudizione dell’elettorato del M5S – superiore al livello medio degli italiani – e il video che vi proponiamo ne è la conferma. Il contesto è quello delle tribune elettorali, le cosiddette plance pubbliche ossia – nel caso specifico – uno spazio televisivo che spetta per legge alle varie forze candidate alle elezioni politiche per la propria propaganda.

A parlare è un esponente della lista “Fare” del giornalista Oscar Giannino, un certo Franco Peracchi, che con soverchia spocchia afferma: “Ciò che ci distingue dalla lista di Grillo è la qualità e la professionalità dei nostri militanti, sono persone cioé che sanno di che cosa parlano”. La risposta del candidato del M5S Roberto Berrita lascia in ambasce l’esponente di Fare: “In altra sede avrei preso la sua affermazione come un offesa (…) Grillo ha detto – riferendosi ai suoi candidati, nda – il più scemo è ingegnere, credo si riferisse a me”. E parte poi citando un lungo elenco di titoli accademici e professionali posseduti dai suoi colleghi in lista. Lo sguardo di Franco Peracchi si fa a quel punto dimesso e pensieroso (GUARDA al min 0:30).

Video:

Roberto BERRITTA (M5S) distrugge Franco PERACCHI (FARE)

Grillo sbarca dove non osano politici: bagno di folla in Sardegna

Posted febbraio 5th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Ieri l’approdo. In serata la tappa a Sassari in piazza d’Italia dove ad accoglierlo c’era un bagno di folla. Nessuno dei politici di spicco, in lizza per la competizione elettorale, ha voluto mettere piede sull’isola che ha il maggior tasso di disoccupazione del paese.

SASSARI – I giornali locali parlano di un bagno di folla che non si era mai visto, almeno per un politico. Dopo le ultime sortite dei lavoratori sardi che sono stati respinti sulle coste del Lazio come gli ultimi dei migranti, il clima sull’isola è diventato ostile alla classe politica nazionale. Non sono infatti previsti comizi per i leader delle forze politiche in campo per le elezioni. L’unico che sembra andare in controtendenza è Beppe Grillo che ieri, nella tappa sassarese del suo Tsunami Tour, ha fatto il pieno di folla: 10.000 persone, secondo la stampa, si accalcavano in piazza d’Italia apprezzando l’orazione del comico genovese, ad onta di una pioggia battente.

Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha dedicato una parte del suo discorso al degrado del tessuto sociale ed economico della Sardegna: “Lavoro è diventato una parola oscena; ma è lavoro quello dei minatori del Sulcis che stanno dentro le miniere e si prendono la silicosi?!” Poi ricorda il trattamento riservato dalle forze dell’ordine ai pastori sardi: “Non li facevano entrare a Roma per protestare e la polizia li bastonava”. E l’importazione del bestiame che sbarca a Porto Torres: “I pastori sardi hanno sentito il belato romeno e non le hanno fatte entrare. Dovete impedire che le pecore vengano importate”. L’acme dell’acclamazione si è toccata quando Grillo ha parlato di reddito di cittadinanza, una manna per una popolazione col più alto tasso di disoccupazione del paese e col reddito pro capite fra i più bassi. Il tripudio è stato interrotto, al termine del comizio, da una frase pronunciata dal comico con un filo di voce: “Adesso andate via in silenzio e spargete il verbo”.

Grillo/giornali: l’onda di critiche verso un movimento non eletto

Nell’articolo una lista di critiche uscite sui giornali che segnano le tappe della campagna elettorale del comico genovese: da Grillo fascista a Grillo terrorista, fino all’ultima secondo cui Grillo sarebbe stato contestato ieri durante il comizio a Parma.

In cima alla lista dei giornali che criticano aspramente, e spesso in malafede, il Movimento 5 Stelle troviamo paradossalmente il Fatto Quotidiano. Per ammissione del suo stesso vice direttore, Marco Travaglio, i giornalisti che ci lavorano sono in maggioranza detrattori di Grillo e del suo movimento. In seconda posizione di questa speciale classifica si piazza Repubblica che, tra versione on line e cartacea, pubblica quasi quotidianamente editoriali o articoli di vilipendio nei confronti del M5S. Ma andiamo con ordine:

1) Grillo viene ripreso a parlare con attivisti di Casa Pound, titolo a reti e giornali unificati: “Grillo apre ai fascisti di casa Pound”;

2) dopo la liaison fascista, gruppi  dei centri sociali contestano Grillo nelle sue tappe di campagna elettorale, lui li invita puntualmente sul palco per esprimere le loro idee, titolo a reti e giornali unificati: “Grillo contestato da antifascisti”, dove l’equazione centro sociale = antifascismo suona alquanto stridente;

3) Grillo dal palco fa una battuta (sic!) invitando i francesi a puntare i missili anziché sul Mali sul nostro parlamento, Repubblica mistifica titolando: «Grillo: “Al Qaeda bombardi Roma”», ma l’equzione Grillo = terrorista sembra questa volta improponibile;

4) ieri a Parma per l’ultimo comizio emiliano, Grillo viene accolto calorosamente da una folla immensa, ma il titolo del Fatto non gli lascia scampo: «Beppe Grillo contestato a Parma. I genitori: “Rette troppo alte negli asili”».

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma le critiche strumentali selezionate sono quelle di maggior spessore e si limitano al periodo di campagna elettorale iniziato 15 giorni fa. Illazioni alla persona e poche obiezioni ai contenuti dei comizi, rivolte al fondatore di un movimento che non è mai entrato in parlamento. Marco Travaglio chiamerebbe questo tipo di giornalismo “La scomparsa dei fatti” – dal titolo di un suo celebre libro – evidenziando come ormai i fatti lascino sempre più il posto alle opinioni che diventano esse stesse oggetto di cronaca.

Secondo Repubblica Grillo invita Al Qaeda a bombardarci: un falso

Posted febbraio 3rd, 2013 by marcomachiavelli and filed in Giornalettismo & disinformazione, Politica

Desta scandalo sui giornali l’invito (ironico) di Grillo a bombardare il parlamento italiano. La Repubblica ad esempio gioca sull’equivoco nato dalla battuta del comico e titola: «Grillo: “Al Qaeda bombardi Roma”». In realtà, come spiegato dallo stesso interessato, il riferimento era ai francesi.

BOLOGNA – Ieri Beppe Grillo, in marcia elettorale col suo Tsunami Tour, ha fatto tappa a Bologna in una piazza Maggiore gremita di folla. Dal palco ha lanciato i soliti strali contro l’attuale classe politica, in particolare riguardo al recente scandalo di Monte Paschi richiamando il Partito Democratico alle proprie responsabilità. Tuttavia un quotidiano di vaglia come La Repubblica ha preferito parlare d’altro, estrapolando dal comizio una battuta per costruirci attorno un articolo fuorviante dal titolo «Grillo: “Al Qaeda bombardi Roma”».

In realtà il comico ha precisato, a scanso di equivoci, che l’invito era rivolto al governo francese che attualmente sta bombardando il Mali. Dal palco Grillo aveva evidenziato come l’Italia stia per offrire supporto logistico alla Francia per il lancio dei missili. Di qui la battuta di indirizzare la rotta verso il parlamento italiano. Dunque non si tratta di Al Qaeda, ma il giornale di Eugenio Scalfari ha preferito accostare ugualmente Grillo all’organizzazione terroristica islamica. Dal suo blog Grillo comunica inoltre che quanto affermato a Bologna serve a sottolineare la violazione dell’articolo 11 della Costituzione.

Video:

Battuta di Grillo sui missili al parlamento italiano, Bologna

Identikit elettori del M5S: metà di Dx metà di Sx. Ecco lo studio

Posted gennaio 30th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Riscatto civile

Il potenziale elettorato del Movimento 5 Stelle proviene per metà dal centrodestra e per metà dal centrosinistra. Una dicotomia difficile da spiegare, ma lo studio in esame prova a dare una risposta.

L’indagine condotta da Il Mulino analizza la composizione di un campione di persone inclini a votare il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche. Ciò che inizialmente stupisce è che per metà provengono dal centrodestra, mentre per l’altra metà dal centrosinistra. Una dicotomia spiegata dal sistema di dati preso in esame dallo studio pubblicato oggi sul quotidiano La Stampa: una forte componente di potenziali elettori è costituita da disoccupati, liberi professionisti e dipendenti del settore privato.

Categorie sociali impoveritesi negli ultimi anni, presumibilmente deluse dalla compagine politica che ha governato il paese e perciò disposte a indirizzare il proprio voto lontano da un bipolarismo stantio. Se aggiungiamo un’altro parametro, quello relativo alla quota dei precari – anch’esso molto alto –, si può ipotizzare, in via generale, che laddove si percepisce o si vive il disagio il voto si orienta verso il Movimento 5 Stelle, icona del cambiamento in termini di volti nuovi nelle liste e di età media più bassa delle altre forze politiche. Infine la quota rappresentativa dei “simpatizzanti” laureati è del 23,7%, circa il doppio della media della popolazione italiana. Ecco una sintesi dello studio.

Per età:
18-24 anni: 24,1%
25-34 anni: 29,2%
35-44 anni: 31%
45-54 anni: 24,3%
55-64 anni: 16,8%
oltre i 64 anni: 6,5%

Per occupazione:
Disoccupati: 26,8%
Pensionati: 9,6%
Casalinghe: 14,1%
Studenti: 25,3%
Operai: 29,5%
Dipendenti pubblici: 24,3%
Dipendenti privati: 28,5%
Autonomi, liberi professionisti: 27,4%

Tipo di contratto di lavoro:
Non occupati: 15,5%
Autonomi, liberi professionisti: 27,4%
Tempo indeterminato: 28,4%
Precariato: 27%