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Floris sul M5S: “Un errore tagliare gli stipendi dei politici”

Il conduttore di Ballarò, ospitato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, afferma che la riduzione dello stipendio dei parlamentari, propugnata dal M5S, è “un adeguamento alla sofferenza”.

Sabato sera durante la puntata di ‘Che tempo che fa’ Giovanni Floris, ospite della trasmissione, inanella una serie di valutazioni disarmanti – almeno per chi vive con uno stipendio medio – sulle istanze propugnate dal Movimento 5 Stelle. La più grave è sicuramente quella relativa alla riduzione dello stipendio dei parlamentari; secondo il celebre conduttore di Ballarò bisognerebbe piuttosto auspicare un miglioramento della professionalità della classe politica presente in parlamento, e non certo abbassarle lo stipendio. Floris asserisce con tono gentile che il M5S con questa richiesta vorrebbe un “adeguamento della società alla sofferenza” e non un sacrificio simbolico di solidarietà verso chi non ce la fa più – e in Italia sono in tanti –, come i più avevano inteso.

Ma il conduttore vicino al Partito Democratico non pago, sempre in tono garbato, afferma che il M5S per rispondere al problema dei parlamentari incompetenti avrebbe presentato dei “trentenni fuori corso”. Forse Floris non sa che l’88% degli eletti 5 Stelle è laureato – certo ci vuole pazienza a spulciare tutti i curricula pubblicati sul web di questi signori –, e che questa percentuale è la più alta tra tutte le forze politiche parlamentari; e che questa percentuale ha avuto il merito di alzare il grado generale di ‘professionalità-credibilità’ del parlamento, che altrimenti si sarebbe attestato come al solito al livello Pi(i)gs. Forse Floris lo sa e disinforma apposta.

Video:

Che tempo che fa: Giovanni Floris a “Che tempo che fa”

Ballarò mente sullo stipendio degli eletti del Movimento 5 Stelle

Posted dicembre 10th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Giornalettismo & disinformazione

Nel servizio di Ballarò si afferma che i futuri parlamentari 5 Stelle verseranno una quota del loro stipendio al Movimento: una menzogna spudorata, confezionata in maniera grossolana, ennesima cartuccia esplosa dalla macchina del fango.

Quest’articolo è dedicato a tutti coloro che pensano che Ballarò sia una trasmissione democratica, votata al socialismo e, financo, al comunismo. A tutti i benpensanti che credono nella lealtà della sinistra e che le regole del galateo coincidano con quelle della democrazia. Nella puntata dello scorso 4 dicembre è andato in onda il servizio “Le tavole di Grillo”, in cui si ironizzava sul presunto dispotismo del fondatore del Movimento 5 Stelle. L’autore del filmato, il giornalista Enzo Miglino, ha mostrato uno stralcio del documento che i militanti 5 Stelle hanno dovuto obbligatoriamente sottoscrivere per potersi candidare nelle liste da presentare alle prossime elezioni politiche. Si tratta del “Codice di comportamento degli eletti in Parlamento”, da cui è stata estrapolata la frase “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili”, omettendo di giungere fino al punto dove si legge: “il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà”. Al posto dell’omissis il giornalista ha concluso arbitrariamente che il residuo dovrà essere versato nelle casse del Movimento.

Una menzogna in piena regola, per di più abborracciata da mani rozze. L’astuzia non ha certo aiutato il povero giornalista, quando, proprio mentre pronunciava le parole “il resto va dato al Movimento”, il fermo immagine indugiava sul testo originale. Insomma un tentativo grossolano di disinformare che non ha certo mancato di suscitare reazioni: “ll Movimento Cinque Stelle Campania chiede la rettifica di quanto affermato dal giornalista Enzo Miglino nell’illustrare il Codice di comportamento degli eletti in Parlamento”. È quanto è stato notificato alla redazione di Ballarò in seguito alla messa in onda del servizio in questione. In realtà, in Rai, non è la prima volta che si manipolano notizie per nascondere la verità; celebre fu il tentativo da parte del Tg1 di spacciare la prescrizione di David Mills per una piena assoluzione. Mills, lo ricordiamo, è stato il consulente Fininvest condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi – fino al secondo grado – per aver ricevuto 600.000 dollari versati sul suo conto da Silvio Berlusconi per testimoniare due volte il falso nell’ambito di due processi in cui il Cavaliere era imputato. Rai: di tutto, di più.

Video:

Ballarò: la menzogna sulla quota di indennità al MoVimento

Al Tg1 Mills assolto due volte