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Strage di via D’Amelio: revisione del processo

Posted ottobre 17th, 2011 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata

Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta morirono in un attentato e ancora gli inquirenti sembrano brancolare nel buio. Sono quasi 20 anni che vanno a sbattere contro il muro di gomma costruito da politica e malavita, ma forse questa volta sta per aprirsi una breccia. Venerdì 14 il procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato ha avviato il procedimento di revisione per sette ergastolani e altri quattro condannati per la strage di via D’Amelio. L’iniziativa è nata sulla scia delle nuove indagini della Procura nissena, avviate dopo le rivelazioni di Gaspare Spatuzza, ex braccio destro dei boss di Brancaccio. Le deposizioni rese dal superpentito sono state passate a setaccio per parecchi mesi e hanno trovato numerosi riscontri, inducendo così Scarpinato a trasmettere l’istanza di revisione alla Corte d’appello di Catania. Il magistrato che ha riaperto le indagini sulla strage ha definito un “clamoroso depistaggio” quello fornito dai due falsi pentiti Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura, rei di essersi autoaccusati di fatti gravissimi che non avrebbero commesso, costretti da esponenti della polizia.

Candura sostenne infatti di aver rubato la 126 che esplose in via D’Amelio su ordine di Scarantino, uno strano personaggio con precedenti per droga che, a dire di ex boss di calibro, con Cosa nostra non ha mai avuto a che fare. In realtà le parole di Spatuzza non lasciano dubbi sul ruolo che ha giocato nell’eccidio, e annientano la marea di fandonie raccontate dai due infimi sgherri di cui sopra. Non ci sono elementi per definire tal depistaggio un complotto, ma appare evidente che sia stata attuata una strategia per occultare i fatti, in cui pezzi dello Stato e criminali si sono spalleggiati a vicenda. Ora si attende che la Corte di appello di Catania si dichiari competente e avvii il procedimento di revisione, in caso contrario dovrà trasmettere il fascicolo a Messina, dove ad occuparsi della questione potrebbe essere il Pg Franco Cassata, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa a Reggio Calabria. Se la loquacità del collaboratore di giustizia più vicino ai Graviano non accenna a diminuire, sarà sempre più difficile per gli alti ranghi della politica chiamarsi fuori dalla vicenda.

Fonti:

il Fatto Quotidiano del 15 ottobre, “Via D’Amelio, si ricomincia da zero” pagina 12
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/424900/

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