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Sicilia, i deputati 5 Stelle restituiscono parte dello stipendio

Lo hanno chiamato Restitution Day; è il giorno in cui gli eletti del Movimento 5 Stelle hanno annunciato di aver restituito parte del loro stipendio da consiglieri all’Assemblea Regionale Siciliana.

Era scritto nel loro programma elettorale e lo hanno fatto. Hanno rinunciato alla maggior parte del loro compenso da consiglieri restituendolo direttamente alla regione Sicilia. Un’operazione che secondo il capogruppo Giancarlo Cancelleri ha una duplice valenza: dimostrare che si può fare politica con meno soldi, e allo stesso tempo cercare di convincere, con l’esempio, altri politici a fare altrettanto. Ma l’iniziativa dei 5 Stelle non si ferma qui, perché coi soldi restituiti verrà creato un fondo di microcredito per aiutare economicamente le piccole imprese siciliane. Non solo quelle già esistenti, ma anche quelle che devono ancora nascere: l’iniziativa intende promuovere lo sviluppo della piccola e piccolissima impresa sostenendo tutte quelle aziende che, avendo pochi dipendenti, non godono di aiuti come la cassa integrazione e a cui viene negato il credito dalle banche. Oggi alla conferenza stampa, intitolata Restitution Day, sono state spiegate le ragioni della rinuncia a circa il 70% dell’emolumento. Cancelleri ha inoltre ricordato che la creazione del fondo per il microcredito è stata approvata con la legge di bilancio 2013.

Solo questo mese il MoVimento 5 Stelle ha restituito 123.000 euro; ogni deputato ha percepito uno stipendio netto di 2.500 euro, più un rimborso di circa 700 euro per le spese di trasporto e pernottamento (il rimborso è diverso per ogni singolo deputato in ragione delle spese effettivamente sostenute per recarsi in regione). Questa rinuncia va ad aggiungersi alle altre già affrontate dal Movimento 5 nell’ottica di una campagna nazionale contro i privilegi della politica. Nelle altre regioni in cui è presente il Movimento, infatti, sono state depositate svariate proposte di legge per la riduzione degli stipendi dei consiglieri, che tuttavia sono state bocciate. In Sicilia si è potuto al contrario dare grande risalto alla lotta contro la casta, poiché la rinuncia dei 5 Stelle ha riguardato anche le indennità di carica spettanti ad alcuni degli eletti. Insomma, dopo aver rifiutato i rimborsi elettorali il movimento di Beppe Grillo non si è più fermato tracciando la via per un rinnovamento etico della politica. Ora vedremo quanti saranno i partiti disposti a seguirne le orme.

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