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Giustizia, Grillo-Notav e Dell’Utri: due pesi e due misure

TORINO – Oggi inizia il processo che vede imputato Beppe Grillo insieme a una ventina di attivisti Notav. L’accusa è quella di aver violato i sigilli di un’area interdetta che peraltro erano già stati spazzati via dal vento, come riportato su un Ansa del 5 dicembre 2010. Come dice lo stesso Grillo si tratta di una questione ridicola che poteva essere risolta di fronte a un giudice di pace con una sanzione amministrativa. E invece si va a intasare ulteriormente un sistema giudiziario già colmo con una messa in scena che ha del kafkiano. Sconcerta vedere all’udienza Giorgio Rossetto, un’attivista Notav in attesa di giudizio trattato alla stregua di un boss mafioso tanto in aula quanto in carcere, dove passa le giornate in cella d’isolamento. Rossetto è detenuto in un penitenziario di massima sicurezza a Saluzzo, dove gli è stata imposta la censura per aver raccolto fra i detenuti delle firme in difesa della libertà d’espressione. Il trattamento riservato all’attivista risulta essere sproporzionato dato che stiamo parlando di una persona incensurata e in attesa di giudizio accusata di resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

NORIMBERGA – Interdizione della libertà individuale per Rossetto e altri Notav incensurati e Marcello Dell’Utri a piede libero? Come può accadere? Siamo ormai abituati a casi del genere, come quando la procura di Torino fece arrestare due donne, di cui una madre di tre figli, con un’accusa che rasentava l’assurdo: concorso ideologico per aver sostenuto moralmente alcuni manifestanti che in seguito vennero incarcerati. Ma ci rendiamo conto? Concorso ideologico! Inutile fare confronti con galantuomini del calibro di Cuffaro o Dell’Utri che di concorso sono stati condannati, ma per uno ben più grave, quello esterno in associazione mafiosa. La differenza tra questi ultimi e le due attiviste Notav non sta tanto nell’abissale distanza fra la gravità dei reati contestati, bensì nell’appartenenza di ceto. Le prime infatti sono cittadine rispettose della legge che fanno politica attiva difendendo il proprio territorio, i secondi sono due deputati (o ex) che si avvalgono di una serie di privilegi – fra cui l’immunità parlamentare – per non finire in prigione. A quando una nuova Norimberga?

Fonti:

Tribunale Torino, processo a Beppe Grillo

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