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Giovane riprende colloquio col prete che lo violentava (VIDEO – clicca sulla fonte in calce)

ACIREALE – “Lasciate che i pargoli vengano a me…” Matteo 19, 14. L’incipit è volutamente blasfemo per dare maggiore enfasi a una vicenda terribilmente esecrabile. Un’inchiesta della squadra di Milena Gabanelli svela i subdoli abusi sessuali subiti qualche anno fa da un ragazzino che, da adulto, ha trovato il coraggio di denunciare il proprio carnefice. Trattasi di un eminente monsignore siciliano temuto e rispettato, ma che oggi, alla luce dei fatti emersi, è stato sospeso dall’esercizio delle funzioni sacerdotali. Su di lui pendono le indagini avviate dalla procura di Catania, nel frattempo chissà se l’università cattolica, presso cui l’alto prelato insegna pedagogia, prenderà provvedimenti in merito. A inchiodare il potente monsignore è stato un filmato girato dal ragazzo vittima degli abusi, che, con una telecamera nascosta, ha registrato una conversazione avuta di recente col prete pedofilo. Il giovane, inoltre, ha ripreso un incontro con il vescovo di Ragusa Paolo Urso, suo padrino di battesimo, che con aria comprensibilmente preoccupata cerca di sapere quante persone sono al corrente dell’accaduto.

I BAMBINI CHE CHIEDONO DI ESSERE STUPRATI – Come avviene in casi simili, sembra difficile che i colleghi dell’esimio sacerdote non fossero al corrente delle sua deplorevole condotta. Così, anche questa storia, ci consegna un’immagine della chiesa che cerca di costruire un muro di omertà attorno ai sempre meno sporadici episodi di pedofilia che si consumano al suo interno. Un atteggiamento reticente non molto dissimile da quello degli affiliati a un clan mafioso, che palesa una certa renitenza della chiesa – anche nelle sue alte sfere – a collaborare con le autorità giuridiche per accertare i fatti. Un altro aspetto angosciante, sul quale vale la pena riflettere, è il modo con cui questi sedicenti discepoli di Cristo adescano i bambini. Ascoltando le parole del monsignore pedofilo, si desume il classico tentativo del maniaco sessuale incallito di manipolare la vittima. Il prete infatti afferma rivolgendosi al ragazzo: “Forse non ricordi, ma io quasi mai ho preso l’iniziativa… io avvertivo il tuo bisogno di essere abbracciato… – ti ho violentato, nda – perché mi sembrava di compiacerti”. La violenza si può manifestare in molteplici forme, ma questa è senza dubbio una delle più vili e meschine.

Fonti:

Il monsignore e il ragazzino

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