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L’antimafia arriva nelle scuole: ecco la proposta del M5S Sicilia

Posted febbraio 20th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Politica, Profeti moderni

Gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara sono stati raccolti dal M5S siciliano che ha presentato un disegno di legge che in Sicilia ha del rivoluzionario: introdurre alle medie e superiori due ore di “Educazione Antimafia”.

PALERMO – Fin’ora gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara di introdurre l’antimafia nelle scuole siciliane si sono infranti nel muro di gomma di Palazzo dei Normanni. Una distrazione dettata dal fatto che le ultime due giunte regionali si sono sciolte a causa di collusione con i poteri mafiosi. L’impavida docente nel 2008 si prese la briga di raccogliere 4.000 firme per una petizione sul tema, convinta che per debellare il fenomeno mafioso fosse necessario partire dall’educazione scolastica. L’idea è stata ripresa qualche giorno fa da una deputata regionale del Movimento 5 Stelle, la ventiduenne Gianina Ciancio, che ha presentato all’Ars un disegno di legge dal titolo: “Educazione allo sviluppo della coscienza democratica contro le mafie e i poteri occulti”.

Una sigla che suona come un programma, difficilmente esauribile come un semplice corso per addestrare gli studenti a sopravvivere alla criminalità organizzata. La metà è ben più alta, come dice la stessa Ciancio, e passa attraverso un approccio didattico dinamico fatto non solo di storia dell’antimafia, ma anche di incontri e dibattiti con magistrati, giornalisti e altri protagonisti della società civile che lottano quotidianamente contro il crimine organizzato. Un progetto che secondo la deputata del M5S sarà finanziato in parte con i proventi dei beni confiscati a Cosa Nostra, la cui pertinenza per quanto riguarda gli immobili è della regione Sicilia. Tocca ora all’Ars approvare ed eventualmente emendare questo disegno di legge: vedremo chi avrà ancora il coraggio di osteggiare misure di reale contrasto alla mafia.

Milano. 100.000 in Duomo per Grillo, sul palco anche Fo (VIDEO)

Posted febbraio 19th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni, Riscatto civile

“Arrendetevi finché siete in tempo! non vi faremo del male”. Così Beppe Grillo alla ‘vecchia politica’ da piazza Duomo, dove a fargli compagnia sul palco c’era un Dario Fo prodigo di incoraggiamenti per gli attivisti del M5S. Il premio Nobel è stato osannato da una piazza stracolma.

MILANO – Dopo Adriano Celentano che sceglie di schierarsi con una canzone a sostegno del Movimento 5 Stelle, anche Dario Fo ufficializza il proprio sostegno morale a Beppe Grillo. Non una novità dato che il Premio Nobel ha da poco pubblicato un libro, edito da Chiarelettere, scritto a tre mani col comico genovese e Gianroberto Casaleggio, cofondatore del M5S. Palpabile l’entusiasmo di Fo che dal palco di fronte alla Madonnina non lesina incoraggiamenti per gli attivisti del MoVimento ripetendo a mo’ di scongiuro: “Non mollate! Non mollate!” E riferendosi a Beppe Grillo dice: “Ma come fa ‘sto uomo qui! Quanta energia!”

Da comico a comico i due attori duettano sul palco in un tripudio di folla (in 100.000 secondo il Corriere della Sera) che acclama ogni loro affermazione. La parola torna poi a Grillo che di fronte a tanta gente da l’ultimatum alla vecchia classe politica: “Arrendetevi finché siete in tempo! non vi faremo del male… Siete circondati dal popolo italiano”. Il messaggio non tarda ad arrivare alle orecchie del segretario Pd Bersani che dal canto suo replica: “In parlamento faremo scouting fra gli eletti del M5S”. Un’affermazione boomerang per il leader del Partito Democratico che ammette il bisogno di far campagna acquisti tra le file di Grillo dopo l’esito delle urne.

VIDEO:

M5S a Milano: Dario Fo noi non ci siamo riusciti, fatelo voi! – 19/02/2013

Grillo annulla l’intervista a Sky: ascolti record sulla sua webtv

Posted febbraio 18th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

Dopo aver annunciato più volte il suo ritorno in TV, il fondatore del Movimento 5 Stelle spiega le ragioni della sua rinuncia improvvisa all’intervista con Sky. Dietro i motivi ufficiali sembra però celarsi una chiara strategia di comunicazione.

Grillo spiega alle piazze virtuali e reali il motivo della rinuncia all’intervista con l’emittente televisiva Sky. Dice che il vero confronto lo si fa tra la gente, lontano dagli studi televisivi dove consumati presentatori “cuciono addosso” le trasmissioni agli invitati proprio come abiti su misura. Il riferimento nemmeno tanto velato (GUARDA I VIDEO IN CALCE) è all’intercettazione telefonica tra Bruno Vespa e Salvatore Sottile (ex portavoce di Gianfranco Fini) in cui il giornalista dice di voler “confezionare addosso” una puntata di Porta a Porta al presidente della Camera. L’annuncio della disdetta è stato diffuso tramite Twitter e il blog di Beppe Grillo che da ieri ha dato eco alla notizia dai palchi dei suoi comizi.

Federica Salsi, ex esponente del M5S, ipotizza che dietro la rinuncia all’intervista promessa da Grillo ci sarebbe la paura del comico di affrontare le domande dirette dei giornalisti. Pierluigi Bersani è della stessa idea ma aggiunge: “Grillo stringe le mani a Casa Pound”; poi rincara la dose: “Per noi un figlio di immigrati nato qui è italiano”, col palese obiettivo di rilanciare il ritornello reiterato dalle major della stampa “Grillo fascista, Grillo xenofobo”. Difficile tuttavia credere che la scelta del comico di sdegnare così apertamente la TV non sia stata meticolosamente ponderata. È molto probabile che si tratti di una mossa strategica per attirare quante più persone possibile su internet e nelle piazze. Guarda caso ieri, dopo che Sky ha comunicato la defezione del comico, si è registrata un’impennata di ascolti su “La Cosa”, il canale internet del M5S che trasmette in diretta i comizi di Beppe Grillo.

Video:

La differenza – MoVimento 5 Stelle #Spot5Stelle

Intercettazione telefonica Vespa_Sottile (portavoce di Fini).avi

Rapporto Usa su Grillo: “Politico credibile, ignorato dai media”

Posted febbraio 12th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica, Profeti moderni

In un documento del 2008, pubblicato da La Stampa, l’ambasciatore americano Ronald Spogli intuisce la portata politica dell’attivismo di Beppe Grillo quando ancora non esisteva il Movimento 5 Stelle. Un attestato di stima che stride non poco con la scarsa considerazione dedicata all’epoca dai media italiani alle iniziative del comico genovese.

“Grillo populista, Grillo demagogo” era il leitmotiv di quel periodo. Siamo nel 2008 e il comico genovese abbandonava in parte i prosceni dei teatri per abbracciare le folle delle piazze. Il V-Day (Vaffanculo-Day) del 2007 non passò certo inosservato a un tal Ronald Spogli, ambasciatore americano a Roma, che l’anno successivo vergò un lungo telegramma di encomio nei confronti di Grillo indirizzato al Segretario di Stato Condoleezza Rice (*). Il futuro fondatore del Movimento 5 Stelle non era menzionato dal mainstream dell’informazione italiana se non quando i giornalisti erano costretti a parlarne per l’eccezionalità di certe sue iniziative.

Al V-Day di Bologna fecero seguito quasi 350 mila sottoscrittori di una legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito” di cui Beppe Grillo era il primo firmatario. Nel rapporto dell’ambasciatore Usa Grillo diventa “un interlocutore politico credibile”, nonché “ben informato” e “competente di tecnologia”. L’unico, a suo giudizio, capace di individuare con freddo acume le devianze di un sistema politico italiano “autoreferenziale”, la cui più grave colpa è quella di essersi lasciato pervadere da un’incurabile corruzione.

Il profilo di Grillo è stato tratteggiato dopo un incontro informale fra alcuni membri dell’ambasciata statunitense e lo stesso comico che, tuttavia, non ne ha mai fatto motivo di vanto. Nel telegramma, che sembra un profondo attestato di stima alla persona, si parla di Grillo come di “un commentatore controcorrente sulla corruzione italiana” capace ad esempio di “identificare i problemi contabili di Parmalat assai prima che i dettagli delle irregolarità finanziarie venissero scoperte”. Insomma, se Grillo è stato profetico in certe sue intuizioni, altrettanto si può dire degli americani che già cinque anni fa lo accreditavano come un ascendente interlocutore politico.

(*) Fonte: Grillo “stregò” l’ambasciatore Usa: “Interlocutore politico credibile”, Lastampa.it

Video:

V-Day

Pmi veneta a Grillo: “Voto in cambio di aiuti”. Lui: “Partecipate” (VIDEO)

Posted febbraio 10th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Economia, Politica, Profeti moderni

Ieri a Treviso l’incontro fra rappresentanti della Piccola e Media Impresa e Beppe Grillo. “Condividiamo le stesse idee” dice il comico precisando di non essere disposto a fare promesse in cambio di voti.

TREVISO – Ieri Beppe Grillo ha fatto visita ad alcuni rappresentanti della Piccola e Media Impresa veneta. Secondo il comico è stato un incontro dove si è scoperto di condividere le stesse istanze: abbattimento della pressione fiscale, chiusura di Equitalia, modifica e/o abolizione dell’Irap, pagamento dell’Iva solo a fatture incassate etc. Dalla convergenza sulle priorità per dare respiro alle aziende, si è passati tuttavia a discutere di una prassi antipatica al comico genovese. “Mi hanno chiesto: ‘Cosa farai per noi’ – afferma Grillo –, gli ho risposto che non mendichiamo il voto, se vogliono possono iscriversi e portare le loro idee all’interno del MoVimento”.

Insomma, sembra soffocata sul nascere quella atavica prassi invalsa fra associazioni di categoria e vecchi politicanti: voto in cambio di leggi su misura. Le antenne di Grillo però hanno captato il malcostume, esortando i piccoli artigiani e imprenditori veneti a impegnarsi politicamente in prima persona. Sulla scia di quanto detto agli attivisti di Casa Pound – travisato completamente da certa cattiva stampa – il fondatore del Movimento 5 Stelle conferma l’idea di una forza politica aperta, “ecumenica” come direbbe lui: “Se hai i requisiti per entrare – ripete come un mantra – ti iscrivi e porti le tue idee all’interno. Se vengono condivise vanno avanti”.

Video:

Incontro Grillo e Casaleggio con imprenditori a Treviso

Sanità. Commissione d’inchiesta: “Elettroshock per 1400 pazienti”

Dal 2008 al 2010 l’elettroshock sarebbe stato utilizzato su 1400 pazienti. È ciò che emerge dalla relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. I punti critici sono strutturali e riguardano anche la fatiscenza e l’igiene degli ospedali.

ROMA – La relazione finale del senatore Marino ha raggelato l’aula di Palazzo Madama. Pochi gli uditori giovedì scorso in Senato per un tema che non tocca da vicino il gotha della politica, ma, come diceva De André “una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale”. E così le parole del presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale hanno finito per travalicare i confini parlamentari consegnandoci un quadro della sanità italiana davvero agghiacciante. Tre i capitoli principali di questa emergenza:

1) cure: incolmabili le differenze di trattamento per una medesima patologia da regione a regione, ma anche all’interno dello stesso territorio regionale. Quasi cento inoltre le strutture ove si utilizza ancora l’elettroshock quale rimedio per i disturbi mentali anche lievi. In alcune di queste la “terapia” elettroconvulsiva viene scelta come prima opzione di intervento. In totale dal 2008 al 2010 circa 1400 pazienti sarebbero stati sottoposti all’elettroshock. Pessime sono altresì le condizioni igieniche e terapeutiche in cui versano gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, meglio noti come Opg;

2) fatiscenza delle strutture: su oltre mille ospedali italiani più della metà non sarebbe conforme alle norme antisismiche. Duecento di questi, in base alle perizie consultate dal presidente Marino, rischierebbero lo “sbriciolamento” in caso di forti scosse. “Sono strutture distribuite soprattutto lungo l’arco appenninico – spiega la relazione –, nella zona dell’Italia centrale ma soprattutto meridionale, in particolare in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia”;

3) sprechi: “C’è una evidente povertà di risorse umane e tecnologiche – ha affermato Marino –. È chiaro che anche nei luoghi del disagio più estremo, come gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, la sensazione è che la carenza di servizi è direttamente proporzionale alla carenza di risorse, sia strutturali, sia tecnologiche che umane”. A fronte di ciò le Asl non accennano a diminuire il ricorso a consulenze esterne, anche quando le mansioni richieste possono essere svolte dal personale interno. Nel 2008 le spese per le consulenze ammontavano a 790 milioni di euro: “Una cifra inaccettabile – ha aggiunto Marino – se pensiamo che gli ultimi ticket sono stati introdotti in Italia per rastrellare una cifra pari a 850 milioni di euro”.

Ignazio Marino prima di diventare senatore della Repubblica con il Pd è stato un medico di fama internazionale, pioniere italiano del trapianto di fegato. Dopo essere entrato in parlamento tra le file dei Ds, tenta nel 2009 la scalata alle primarie del Pd che prevedibilmente perde piazzandosi dietro a Bersani (vincitore) e Franceschini. Una personalità, quella di Marino, che poco si confaceva, evidentemente, alla poltrona di segretario di un partito troppo impelagato fra banche, assicurazioni e grandi imprese.

Beppe Grillo: “Torno in tv”. Rai, Mediaset e La7 se lo contendono

Posted gennaio 28th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

L’annuncio ha dell’epocale. Sono vent’anni che Grillo non appare sulla tv generalista; l’establishment di allora prima lo esiliò, poi lo osteggiò. Tuttavia il suo ritorno non sarà per uno show, ma per scopi elettorali. La canea dei talk show se lo contende.

Prima l’esilio, dopo una battuta mal digerita dai socialisti nel lontano ’89; poi l’estremo saluto del ’93 in uno spettacolo tutto suo in prima serata: fu record di ascolti, ma i cosiddetti tecnici – allora a capo della Rai post tangentopoli – non seppero apprezzarlo. Sia la prima che la seconda repubblica non tolleravano la verve del comico che dileggiava la politica bipartisan, il mondo dell’industria e della finanza. Non fu più cercato, nonostante il grande pubblico lo osannasse. Scampoli dei suoi show d’intrattenimento e informazione sono stati rubati da varie trasmissioni nel tempo, e, ogniqualvolta venivano mandati in onda, la curva degli ascolti impennava.

Michele Santoro ne ha fatto sapientemente uso nei suoi programmi. “Torno in tv – dice Beppe Grillo – nell’ultima settimana di campagna elettorale”. Lo ha annunciato ieri sul predellino del suo camper – quello usato per il suo tour elettorale – attorniato da una miriade di giornalisti. Non apparirà in una tribuna politica, ma in un talk show. “Chiederemo delle garanzie per partecipare” aggiunge, senza rivelare tuttavia quale trasmissione sceglierà; ma la tensione fra i vari conduttori è già alta. Indiscrezioni vogliono che Vespa e Santoro stiano smaniando per accaparrarsi la presenza del fondatore del M5S, sebbene ancora nessuno si sbilanci.

Video:

La promessa di Grillo: “Tornerò in tv”

Paolo Villaggio vota M5s. “Grillo, miglior politico del momento”

Posted gennaio 26th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

Il mitico ragionier Fantozzi smette gli abiti da impiegato e dichiara il suo voto per il Movimento 5 Stelle. Lo fa ai microfoni della trasmissione radiofonica “La Zanzara”, dove è stato più volte ospite.

C’è chi lo dipinge come un vecchio rincitrullito – come forse si autodefinirebbe sarcasticamente –, sia sul web che sulla carta stampata. Ma Paolo Villaggio, novello ottuagenario, ha capito che l’anzianità è un’età in cui ci si può permettere di sbilanciarsi, di non aver peli sulla lingua. Da sempre schierato a sinistra, ama ricordare che, in passato, insieme al suo amico di gioventù Fabrizio De André si dichiarava maoista, ovvero a sinistra del partito comunista cinese. Ai microfoni della trasmissione radiofonica “La Zanzara” dice di essersi poi ravveduto, e di aver capito che il comunismo “reale” è stata una delle maggiori piaghe dell’umanità avendo “fermato il progresso”.

L’estemporanea analisi politica del memorabile interprete di Fantozzi, non si ferma qui. Dice di non aver mai votato per Bersani e per ciò che lui rappresenta: “Prima votavo per Democrazia Proletaria”; dimostrandosi, come il suo amico cantautore e concittadino, vicino alle istanze dei meno abbienti e alle organizzazioni li rappresentano. Infine una dichiarzione di voto e un plauso a Beppe Grillo: “Voterò Movimento 5 Stelle (…) Vede – riferendosi al conduttore, nda – quando Dario Fo vinse il Nobel a Stoccolma, un giornale impegnato di sinistra come La Repubblica titolò in prima pagina ‘Il mistero buffo di Stoccolma’ (…) Lo accusano di essere un comico – Grillo, nda –; un atteggiamento simile a quello medievale della Chiesa che voleva i comici sotto terra. In realtà è il miglior politico del momento”.

Ascolta l’intera intervista:

Paolo Villaggio a “La Zanzara”

Monte dei Paschi: all’assemblea Grillo le canta a Profumo e Pd

Posted gennaio 25th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

All’assemblea degli azionisti Beppe Grillo non le ha mandate a dire. Aspre critiche all’attuale presidente e al suo predecessore, ma anche al Partito Democratico, reo, secondo il comico, di essere stato l’artefice dell’enorme deficit della banca senese.

Lo tsunami annunciato ieri da Beppe Grillo si è puntualmente abbattuto su Siena, questa mattina, in viale Giuseppe Mazzini 23, sede del Monte dei Paschi. Dieci minuti di quieto furore. L’assemblea straordinaria era gremita di piccoli azionisti, fra cui il comico genovese. All’ordine del giorno, l’approvazione dell’aumento di capitale necessario a ottenere il prestito dello Stato, i cosiddetti Monti Bond, circa 3,9 miliardi di euro, il gettito dell’Imu sulla prima casa. Grillo osserva che nell’aula c’è un clima surreale: da una parte i piccoli azionisti incazzati, dall’altra, ex cathedra, un gruppo dirigente tranquillo, per nulla turbato dalla gravità della situazione.

La posta in gioco sono migliaia di posti di lavoro, una banca che dal ’95, anno in cui è stata messa sotto il controllo della politica senese, ha subito una svalutazione vertiginosa, e la sopravvivenza di tante piccole e medie aziende ad essa connesse. Nei pochi minuti a disposizione il comico si rivolge, guardandolo negli occhi, all’attuale presidente dell’istituto in questi termini: “Io vengo da Genova, come il dottor Profumo, conosco il dottor Profumo, la vita che ha fatto, è un ex casellante, lavorava di sera, si è fatto da solo, un uomo molto importante, però è un uomo completamente inadatto a gestire questa situazione perché è indagato per frode fiscale”.

Poi il Pd: “Si doveva aprire una commissione, chiamare tutti i segretari del Partito Democratico dal ’95 a oggi e far loro delle domande, perché qui abbiamo un buco di 14 miliardi di Euro, 28 mila miliardi di lire, oltre la Parmalat (…) Se mancano i soldi qualcuno li ha presi, qui siamo in una distorsione dove un partito è diventato una banca e una banca è diventato un partito. Questi soldi devono essere tirati fuori, ma non dai 3,9 miliardi presi dai cittadini italiani, dall’Imu, dalle persone che sono fuori a protestare”. Infine il leitmotiv: “Ora, io sono venuto a dirvi una cosa: lei (indirizzandosi a Profumo) come Presidente la prima cosa che doveva fare era aprire una inchiesta“. Al termine dell’intervento gli applausi scroscianti dell’aula.

Video:

Beppe Grillo all’assemblea del Monte dei Paschi di Siena

Monte dei Paschi: domani Grillo irromperà nell’assemblea dei soci

Posted gennaio 24th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

Una presenza anomala turberà la quiete degli alti vertici della banca senese. La conferma viene dallo staff di Beppe Grillo che annuncia la partecipazione del comico all’assemblea degli azionisti di domani.

Se sarà uno tsunami come il suo tour elettorale ce lo diranno solo i fatti. Quel che è certo è che la partecipazione di Beppe Grillo all’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi è stata confermata dal suo staff. Un assemblea straordinaria, determinante al fine di ottenere dallo Stato un prestito di quasi quattro miliardi di euro. Per beneficiarne sarà necessario approvare un ingente aumento di capitale, adeguando così il patrimonio al livello richiesto dall’autorità bancaria europea. La banca senese è al centro dello scandalo per l’acquisto di derivati che ha portato l’ex numero uno dell’istituto, Giuseppe Mussari, alle dimissioni dalla presidenza dell’Abi.

Si stima che la sottoscrizione di titoli tossici potrebbe segnare un negativo in bilancio di 700 milioni di euro. Intanto il Pd si smarca affidandosi alle parole di Massimo D’Alema: “Noi estranei alla gestione”. Tuttavia la fondazione che detiene la proprietà della Banca è controllata dalla classe politica di Siena, storica roccaforte della sinistra. Temi caldi, dunque, si accingono a discutere i soci della banca che dovranno confrontarsi pure con le aspre critiche di Beppe Grillo. Il comico anticipa, in un intervista a Reuters (VIDEO), la sua drastica ricetta per il risanamento: “Prendere chi ha rubato, risanare la banca con la refurtiva recuperata e statalizzarla“. L’appuntamento, vietato ai deboli di cuore, è per domani, a Siena, in viale Giuseppe Mazzini 23, ore nove.

Video:

BEPPE GRILLO A POMEZIA NEL SUO “TSUNAMI TOUR” PARLA DI MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Grillo, effetto tsunami sui partiti: fuori gli impresentabili

Lo Tsunami Tour di Beppe Grillo continua a riempire le piazze, ma l’effetto dell’onda anomala investe soprattutto i partiti politici: nell’articolo un elenco di punti, a partire dalle liste pulite, che i partiti hanno copiato pedissequamente dal Movimento 5 Stelle.

Vi ricordate quando nel 2007 Beppe Grillo raccolse le firme per una legge di iniziativa popolare che chiedeva l’ineleggibilità dei condannati in via definitiva? Una legge che la classe politica si è rifiutata di discutere in parlamento. Ora è stata riesumata; certo, non la vogliono portare in Aula, ma copiarne il senso per dare un’immagine rinnovata ai vecchi partiti. Succede così che ieri Nicola Cosentino, politico in odor di Camorra, sia stato escluso dalle candidature per il parlamento dal Popolo della Libertà, e che lui per ripicca – almeno secondo l’edizione campana de La Repubblica – abbia fatto sparire i documenti per la presentazione delle liste della sua regione. E quando Grillo diceva che bisognava cambiare modo di comunicare avvicinandosi a internet?

Ora i manifesti elettorali sono pieni di richiami ai social network, da Facebook a Twitter. Per non parlare poi delle primarie per il parlamento copiate dal Pd. Dopo che il Movimento 5 Stelle promosse le proprie sul web gratuitamente, il partito di Bersani indisse immantinente delle consultazioni – al costo di due euro per votante – per comporre la rosa dei candidati al parlamento; sebbene queste si siano rivelate alla fine un mero specchietto per le allodole, dato che i vecchi mandarini si sono ricandidati senza essersi sottoposti alla citata selezione. Che dire se non che sono dei tentativi di scopiazzare da quattro sodli. Come recita un noto adagio pubblicitario: “Diffidate delle imitazioni”.

Video:

Beppe Grilo a Salerno 1/2. 21/01/13. Tsunami Tour

M5s. Piazze Vs sondaggi: le prime sono piene i secondi in calo (VIDEO)

Movimento 5 Stelle in calo secondo i sondaggi, ma l’affluenza di gente ai comizi di Beppe Grillo non trova un riscontro congruo. Ieri a Lecce la piazza gremita ha accolto il comico genovese con un boato di approvazione.

Subito dopo il successo elettorale in Sicilia, dove il Movimento 5 Stelle si è affermato quale prima forza politica dell’isola col 15% dei voti, i sondaggisti ne hanno man mano registrato un calo. Le possibili cause, spiegano, sarebbero imputabili ad alcune aspre sortite di Beppe Grillo, dalle espulsioni di alcuni esponenti del MoVimento, a certi suoi exploit pubblici poco apprezzabili sotto il profilo del bon ton. Ma il comico, si sa, è un’istrione che difficilmente riesce a contenere sarcasmo e satira, risultando indigesto a quel giornalismo che fa dell’etichetta la propria ragion d’essere. Chi s’indigna delle sue parole, tuttavia, evita di criticarlo nel merito delle sue affermazioni, dipingendolo come un demagogo, populista, qualunquista, tribuno della plebe, arruffa-popolo, pifferaio magico etc.

Beppe Grillo, come ha fatto ieri a Lecce in una piazza gremita di folla, risponde a tono sia alle critiche che ai sondaggisti, chiedendo alla platea di gridargli alcuni dei citati epiteti. Prima dell’affermazione elettorale in Sicilia le maggiori agenzie di sondaggi accreditavano al M5s una percentuale intorno all’8%, poi rivelatasi la metà dei voti effettivamente ottenuti. Ora danno il MoVimento al 15%, ma c’è da sperare, per i partiti, che le previsioni di voto non si rivelino di nuovo errate; almeno non nella misura delle scorse elezioni regionali in Sicilia. A giudicare dalle foto dei comizi, opportunamente ignorate dalla stampa di regime, sembrerebbe in realtà profilarsi un’altra ondata di consensi.

Video:

Beppe Grillo a Taranto. 19/01/2013. 1/3