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Grillo preoccupato in caso d’exploit: in agguato gli “Scillipoti”

Posted febbraio 14th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Le apprensioni di Grillo ai microfoni di Radio 105, lasciano trapelare alcune possibili falle nel MoVimento che sbandiera la trasparenza come propria ragione di vita: “Anche da noi possibili ‘Scillipoti’ (…) difficile poi organizzarsi in caso di grande successo alle elezioni”.

“Scillipoti” è una parola ormai entrata nel gergo comune. Per antonomasia è diventata sinonimo di “voltagabbana” o di “parlamentare mercenario”; ancora non è annoverata fra i lemmi di prestigiosi dizionari, ma diamole ancora un po’ di tempo. Tutte le forze politiche in espansione temono infiltrazioni di questo tipo, “L’animo umano non è incorruttibile” ripete Grillo in continuazione, quasi sapesse che dopo i casi dei consiglieri Favia e Salsi qualcun altro cambierà casacca dopo essere entrato in parlamento. Ieri ai microfoni di Radio 105 il fondatore del M5S ha precisato di aver già messo in conto la presenza nelle liste di possibili “disertori”, ma ha anche aggiunto di ringraziare altre forze politiche che hanno già calamitato alcuni dissidenti del MoVimento.

Il riferimento implicito è alla lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, definita dall’ (ex?) attore comico “un bidone aspira-tutto”; del resto il noto magistrato palermitano ha accolto tra le sue file Giovanni Favia, fino a poco tempo fa l’eletto più in vista del M5S. Ma le preoccupazioni di Beppe Grillo non finiscono qui: “Non lo so – afferma nell’intervista con l’emittente radiofonica –, se dovesse succedere sto botto saremmo anche un po’ in difficoltà dovremmo organizzarci e scegliere le persone in fretta”. Il problema è dunque anche di carattere organizzativo per una formazione politica che vuole fare della trasparenza il proprio vessillo: che si comincino a intravedere i primi dissensi sui criteri di scelta degli incarichi parlamentari?

Berlusconi: “Candidati M5S per l’80% dei centri sociali e No Tav”

Posted febbraio 13th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Spaventapasseri

La boutade ieri all’Ansa è di quelle che fan venire il latte alle ginocchia. Se i politici italiani litigano (o fanno finta) in TV, almeno su una cosa sono d’accordo attaccare Grillo e il suo movimento. E a ruota si scaglia anche Monti.

Chi segue Net1news sa bene che ci stiamo (e mi sto) occupando da vicino della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Negli articoli e nei vari video pubblicati compaiono spesso quei candidati ieri apostrofati beceramente da Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa improvvista all’Ansa di Roma. Sempre ieri su Net1news il collega Gabriele Biandolino ha redatto una godibilissima intervista al candidato del M5S Roberto Berrita che da sola basterebbe a smentire le panzane del Berlusca riguardo alle liste del MoVimento, composte, a suo dire, “per l’80% da estremisti di sinistra dei centri sociali e dei No Tav”. Lo stesso giorno l’affermazione del Cavaliere trova conforto nelle parole di Monti che dal “pulpito” della trasmissione televisiva Uno Mattina rilancia l’offensiva ai candidati del M5S, asserendo che “le urla di Grillo ci portano verso il baratro della Grecia”. Ora, due considerazioni per meglio precisare le posizioni dei due ex premier:

1) Berlusconi non conosce (o fa finta di non conoscere) chi sono i candidati del M5S, tutti provenienti – fino a prova contraria – dalla società civile. E tutti (o quasi) appoggiano le battaglie dei No Tav per fermare un treno ad alta velocità che costerà in totale 22 miliardi di euro (parte dei quali già spesi). Stendiamo un velo pietoso sull’implicita e torbida equazione No Tav = centri sociali o estremisti di sinistra;

2) Monti cerca di sminuire l’attività del M5S incentrando la sua critica sugli aspetti più grotteschi (come se lui non ne avesse) della figura di Beppe Grillo. Inoltre parla della Grecia come di uno stato reietto dimenticandosi di quanto la elogiasse solo un anno e mezzo fa (VIDEO). “Se lui (Grillo, nda) se la sente – afferma il premier uscente – di prendersi la responsabilità, con le sue urla, di trasformare l’Italia nella Grecia, faccia pure”.

La triste convergenza delle dichiarazioni di Monti e Berlusconi non deve però stupire; in fondo entrambi sono soliti frequentare la bouvette di Montecitorio per conversare amichevolmente riguardo alle decisioni politiche da prendere. Tutto il resto è f(r)iction.

Video:

Berlusconi: “Candidati M5S per l’80% dei centri sociali e No Tav”

Rapporto Usa su Grillo: “Politico credibile, ignorato dai media”

Posted febbraio 12th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica, Profeti moderni

In un documento del 2008, pubblicato da La Stampa, l’ambasciatore americano Ronald Spogli intuisce la portata politica dell’attivismo di Beppe Grillo quando ancora non esisteva il Movimento 5 Stelle. Un attestato di stima che stride non poco con la scarsa considerazione dedicata all’epoca dai media italiani alle iniziative del comico genovese.

“Grillo populista, Grillo demagogo” era il leitmotiv di quel periodo. Siamo nel 2008 e il comico genovese abbandonava in parte i prosceni dei teatri per abbracciare le folle delle piazze. Il V-Day (Vaffanculo-Day) del 2007 non passò certo inosservato a un tal Ronald Spogli, ambasciatore americano a Roma, che l’anno successivo vergò un lungo telegramma di encomio nei confronti di Grillo indirizzato al Segretario di Stato Condoleezza Rice (*). Il futuro fondatore del Movimento 5 Stelle non era menzionato dal mainstream dell’informazione italiana se non quando i giornalisti erano costretti a parlarne per l’eccezionalità di certe sue iniziative.

Al V-Day di Bologna fecero seguito quasi 350 mila sottoscrittori di una legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito” di cui Beppe Grillo era il primo firmatario. Nel rapporto dell’ambasciatore Usa Grillo diventa “un interlocutore politico credibile”, nonché “ben informato” e “competente di tecnologia”. L’unico, a suo giudizio, capace di individuare con freddo acume le devianze di un sistema politico italiano “autoreferenziale”, la cui più grave colpa è quella di essersi lasciato pervadere da un’incurabile corruzione.

Il profilo di Grillo è stato tratteggiato dopo un incontro informale fra alcuni membri dell’ambasciata statunitense e lo stesso comico che, tuttavia, non ne ha mai fatto motivo di vanto. Nel telegramma, che sembra un profondo attestato di stima alla persona, si parla di Grillo come di “un commentatore controcorrente sulla corruzione italiana” capace ad esempio di “identificare i problemi contabili di Parmalat assai prima che i dettagli delle irregolarità finanziarie venissero scoperte”. Insomma, se Grillo è stato profetico in certe sue intuizioni, altrettanto si può dire degli americani che già cinque anni fa lo accreditavano come un ascendente interlocutore politico.

(*) Fonte: Grillo “stregò” l’ambasciatore Usa: “Interlocutore politico credibile”, Lastampa.it

Video:

V-Day

MUOS: no ad antenna Usa su suolo italiano grazie al M5S siciliano

Si chiama Muos il sistema di comunicazione satellitare ad uso e consumo dell’esercito americano. Una delle potenti antenne stava per essere installata a Niscemi (RG), ma il Movimento 5 Stelle è riuscito a far revocare le autorizzazioni per la costruzione dell’opera.

PALERMO – Giorni di assidua opposizione all’Assemblea Regionale Siciliana hanno fruttato al Movimento 5 Stelle una vittoria storica. Storica non per il M5S bensì per tutto il popolo italiano. Perché? Procediamo con ordine. Il sistema satellitare ad altissima frequenza, denominato Muos, era un’opera la cui realizzazione era data per certa. Così almeno secondo quanto deliberato dalle precedenti Assemblee Regionali Siciliane. I lavori sono proceduti, e procedono – ohibò! –, fino ad oggi, nonostante la delibera per revocare le autorizzazioni giaccia dal 7 febbraio sul tavolo dell’assessore al Territorio Maria Lo Bello. Nel giro di pochi giorni, tuttavia, la misura dovrà essere applicata e, quello che il M5S aveva promesso in campagna elettorale, realizzarsi: fermare i lavori del Muos.

Non un percorso facile quello dei 15 deputati regionali del movimento di Beppe Grillo, capitanati per l’occasione da Giampiero Trizzino, presidente della IV Commissione dell’Ars (Territorio e Ambiente). Prima di ottenere la delibera dalla giunta hanno infatti lottato strenuamente per sensibilizzare al tema la maggioranza dei consiglieri. Come? Facendo mancare il numero legale per l’approvazione del Documento di Programmazione Economica, indispensabile per il proseguimento della legislatura regionale. Non solo, il M5S ha portato in trasferta a Niscemi (sede d’installazione delle parabole Usa) i lavori della commissione Ambiente, e, come se non bastasse, ha convinto Palazzo dei Normanni a votare una mozione volta a bloccare le opere statunitensi sul suolo siciliano. Insomma, finalmente una forza politica è riuscita a contrastare concretamente, dopo anni di sudditanza alle mire espansionistiche di Washington, la legge che ci vuole sempre supini alle richieste degli americani.

Video:

Giampiero Trizzino Mostra la “Delibera di Giunta del Governo Regionale”

Perché votare Movimento 5 Stelle (Marco Travaglio)

Pmi veneta a Grillo: “Voto in cambio di aiuti”. Lui: “Partecipate” (VIDEO)

Posted febbraio 10th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Economia, Politica, Profeti moderni

Ieri a Treviso l’incontro fra rappresentanti della Piccola e Media Impresa e Beppe Grillo. “Condividiamo le stesse idee” dice il comico precisando di non essere disposto a fare promesse in cambio di voti.

TREVISO – Ieri Beppe Grillo ha fatto visita ad alcuni rappresentanti della Piccola e Media Impresa veneta. Secondo il comico è stato un incontro dove si è scoperto di condividere le stesse istanze: abbattimento della pressione fiscale, chiusura di Equitalia, modifica e/o abolizione dell’Irap, pagamento dell’Iva solo a fatture incassate etc. Dalla convergenza sulle priorità per dare respiro alle aziende, si è passati tuttavia a discutere di una prassi antipatica al comico genovese. “Mi hanno chiesto: ‘Cosa farai per noi’ – afferma Grillo –, gli ho risposto che non mendichiamo il voto, se vogliono possono iscriversi e portare le loro idee all’interno del MoVimento”.

Insomma, sembra soffocata sul nascere quella atavica prassi invalsa fra associazioni di categoria e vecchi politicanti: voto in cambio di leggi su misura. Le antenne di Grillo però hanno captato il malcostume, esortando i piccoli artigiani e imprenditori veneti a impegnarsi politicamente in prima persona. Sulla scia di quanto detto agli attivisti di Casa Pound – travisato completamente da certa cattiva stampa – il fondatore del Movimento 5 Stelle conferma l’idea di una forza politica aperta, “ecumenica” come direbbe lui: “Se hai i requisiti per entrare – ripete come un mantra – ti iscrivi e porti le tue idee all’interno. Se vengono condivise vanno avanti”.

Video:

Incontro Grillo e Casaleggio con imprenditori a Treviso

“Fuori l’elenco dei mutui del Pd con Mps”, l’appello dalla rete

È quanto chiede Claudio Messora dalle pagine del suo blog Byoblu.com. L’appello è stato anche rilanciato dallo stesso Messora durante la trasmissione televisiva L’Ultima Parola (VIDEO).

Ci sono stati due chiari avvertimenti che hanno segnato la storia del ménage à trois Monte Paschi-Pd-Pdl. Il primo è stato quello di Pier Luigi Bersani quando poche settimane fa disse riferendosi ai Berluscones: “Se ci attaccano li sbraniamo”. Alla boutade si agganciò subito Beppe Grillo replicando dai palchi del suo tour elettorale: “Gargamella – Bersani, nda –, con cosa vorresti sbranare? Ti sono rimaste solo le gengive“. Il messaggio implicito del segretario del Partito Democratico era inequivocabile: se voi del Pdl ci attaccate, innescate una guerra senza quartiere dove cadremo entrambi visto il coinvolgimento del vostro coordinatore nazionale Denis Verdini nell’inchiesta su Monte Paschi.

Il secondo monito proviene da Giorgio Napolitano che esorta stampa e magistratura a non diffondere notizie destabilizzanti per il sistema bancario italiano. A godere di questa cappa di silenzio ci sarebbe un ammucchiata di interessi: dagli organi di vigilanza (Consob e Bankitalia), poco solerti nell’intervenire, ai due partiti che con l’istituto senese andavano a nozze, Pd e Pdl. Ora l’appello alla trasparenza, forse l’unico di buon senso, lanciato dal blogger Claudio Messora ai vertici del Partito Democratico: “Se il Pd vuole almeno provare ad avere titolo per rivendicare un po’ di credibilità, deve fornire l’elenco di tutti i mutui a tasso agevolato, di tutti i finanziamenti e i prestiti in sofferenza ottenuti da nominati, dirigenti ed eletti, unitamente all’elenco di tutte le contribuzioni di nominati e dirigenti del Monte dei Paschi di Siena, insieme alle donazioni degli stessi, spontanee o meno. In fondo, tutto questo ci è costato 4 miliardi di euro almeno: abbiamo il diritto di sapere e il diritto di mandarli tutti a casa”.

Video:

Caro PD, fuori tutti i nomi di chi ha preso mutui agevolati da Monte dei Paschi

Sanità. Commissione d’inchiesta: “Elettroshock per 1400 pazienti”

Dal 2008 al 2010 l’elettroshock sarebbe stato utilizzato su 1400 pazienti. È ciò che emerge dalla relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. I punti critici sono strutturali e riguardano anche la fatiscenza e l’igiene degli ospedali.

ROMA – La relazione finale del senatore Marino ha raggelato l’aula di Palazzo Madama. Pochi gli uditori giovedì scorso in Senato per un tema che non tocca da vicino il gotha della politica, ma, come diceva De André “una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale”. E così le parole del presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale hanno finito per travalicare i confini parlamentari consegnandoci un quadro della sanità italiana davvero agghiacciante. Tre i capitoli principali di questa emergenza:

1) cure: incolmabili le differenze di trattamento per una medesima patologia da regione a regione, ma anche all’interno dello stesso territorio regionale. Quasi cento inoltre le strutture ove si utilizza ancora l’elettroshock quale rimedio per i disturbi mentali anche lievi. In alcune di queste la “terapia” elettroconvulsiva viene scelta come prima opzione di intervento. In totale dal 2008 al 2010 circa 1400 pazienti sarebbero stati sottoposti all’elettroshock. Pessime sono altresì le condizioni igieniche e terapeutiche in cui versano gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, meglio noti come Opg;

2) fatiscenza delle strutture: su oltre mille ospedali italiani più della metà non sarebbe conforme alle norme antisismiche. Duecento di questi, in base alle perizie consultate dal presidente Marino, rischierebbero lo “sbriciolamento” in caso di forti scosse. “Sono strutture distribuite soprattutto lungo l’arco appenninico – spiega la relazione –, nella zona dell’Italia centrale ma soprattutto meridionale, in particolare in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia”;

3) sprechi: “C’è una evidente povertà di risorse umane e tecnologiche – ha affermato Marino –. È chiaro che anche nei luoghi del disagio più estremo, come gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, la sensazione è che la carenza di servizi è direttamente proporzionale alla carenza di risorse, sia strutturali, sia tecnologiche che umane”. A fronte di ciò le Asl non accennano a diminuire il ricorso a consulenze esterne, anche quando le mansioni richieste possono essere svolte dal personale interno. Nel 2008 le spese per le consulenze ammontavano a 790 milioni di euro: “Una cifra inaccettabile – ha aggiunto Marino – se pensiamo che gli ultimi ticket sono stati introdotti in Italia per rastrellare una cifra pari a 850 milioni di euro”.

Ignazio Marino prima di diventare senatore della Repubblica con il Pd è stato un medico di fama internazionale, pioniere italiano del trapianto di fegato. Dopo essere entrato in parlamento tra le file dei Ds, tenta nel 2009 la scalata alle primarie del Pd che prevedibilmente perde piazzandosi dietro a Bersani (vincitore) e Franceschini. Una personalità, quella di Marino, che poco si confaceva, evidentemente, alla poltrona di segretario di un partito troppo impelagato fra banche, assicurazioni e grandi imprese.

Sondaggi smentiti da Euromedia: M5S al 20%, partiti in allarme

La fonte del dato è interessante perché è un istituto di ricerca di cui si serve spesso Silvio Berlusconi. Alessandra Ghisleri, presidentessa di Euromedia Research, parla di sondaggi farlocchi che sottostimano il movimento di Grillo.

“Mai fidarsi ciecamente dei sondaggi” sembra un mantra che tutti utilizzano per tirare acqua al proprio mulino. C’è chi lo usa per scongiurare una un’annunciata sconfitta e chi per propiziare un probabile successo. Quel che è certo è che una fondata preoccupazione serpeggia fra le segreterie dei partiti nazional popolari. Soprattutto in quella di Bersani che si accinge con Monti a riesumare dalla madia della sinistra la salma della defunta Unione. Grillo a tal proposito dipinge il premier uscente come il nuovo Mastella che fungerà da ago della bilancia per il futuro governo di area Pd.

Ma è qui che nascono timori e incertezze per la futura coalizione del cosiddetto centrosinistra. Oggi Alessandra Ghisleri, presidentessa di Euromedia Research, conferma infatti l’ambascia generale di politici di lungo corso come Antonio Bassolino che vede la crescita del Movimento 5 Stelle andare ben al di là di quello che immortalano i sondaggi. La Ghisleri, cui Berlusconi chiede spesso consulti elettorali, stima che il movimento di Grillo supererà agevolmente la soglia del 20% sparigliando le carte a chi già apparecchiava piani di governo (Bersani-Monti) e opposizione (Berlusconi).

Il terzo incomodo (M5S) se come promette non farà alleanze ma sosterrà solamente proposte valide, costringerà, con i suoi probabili 100 deputati e 50 senatori, gli altri attori politici a giocare una partita leale sulle decisioni da prendere per risollevare l’Italia. La nota di colore riguarda invece il Cavaliere che con sprezzo del ridicolo ha cominciato a copiare stralci del programma del M5S. Martedì sera, durante la trasmissione Ballarò, Berlusconi ha parlato ad esempio di abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti (camuffato da rimborso elettorale), di abolizione di Equitalia e di togliere l’Imu sulla prima casa.

Punti che Grillo va strillando nelle piazze da settimane e che, nonostante siano già presenti nel programma del M5S, il comico ha ritenuto di dover mettere nuovamente nero su bianco in un articolo sul suo blog. Ieri, intanto, l’ultimo comizio tenutosi a Marghera (Venezia) ha registrato un enorme successo di pubblico che tuttavia – come le precedenti tappe dello Tsunami Tour, anch’esse gremite di folla – è stato ignorato dal mainstream dell’informazione.

M5S risponde a critiche: “Il più scemo di noi è ingegnere” VIDEO

Un’esilarante figuraccia di Franco Peracchi, della lista “Fare” di Oscar Giannino, che millanta una marcata superiorità dei candidati della sua formazione politica rispetto a quelli del M5S. Imperdibile la risposta di Roberto Berrita (M5S) che distrugge la protervia del suo concorrente.

Già in passato abbiamo offerto un’analisi dell’estrazione culturale di chi vota il Movimento 5 Stelle (LEGGI ARTICOLO). È noto inoltre che la selezione delle candidature è avvenuta con una votazione aperta agli iscritti sulla base dei curricula e dei video di presentazione degli aspiranti candidati. La rosa che ne è uscita rispecchia l’alto grado di erudizione dell’elettorato del M5S – superiore al livello medio degli italiani – e il video che vi proponiamo ne è la conferma. Il contesto è quello delle tribune elettorali, le cosiddette plance pubbliche ossia – nel caso specifico – uno spazio televisivo che spetta per legge alle varie forze candidate alle elezioni politiche per la propria propaganda.

A parlare è un esponente della lista “Fare” del giornalista Oscar Giannino, un certo Franco Peracchi, che con soverchia spocchia afferma: “Ciò che ci distingue dalla lista di Grillo è la qualità e la professionalità dei nostri militanti, sono persone cioé che sanno di che cosa parlano”. La risposta del candidato del M5S Roberto Berrita lascia in ambasce l’esponente di Fare: “In altra sede avrei preso la sua affermazione come un offesa (…) Grillo ha detto – riferendosi ai suoi candidati, nda – il più scemo è ingegnere, credo si riferisse a me”. E parte poi citando un lungo elenco di titoli accademici e professionali posseduti dai suoi colleghi in lista. Lo sguardo di Franco Peracchi si fa a quel punto dimesso e pensieroso (GUARDA al min 0:30).

Video:

Roberto BERRITTA (M5S) distrugge Franco PERACCHI (FARE)

Grillo sbarca dove non osano politici: bagno di folla in Sardegna

Posted febbraio 5th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Ieri l’approdo. In serata la tappa a Sassari in piazza d’Italia dove ad accoglierlo c’era un bagno di folla. Nessuno dei politici di spicco, in lizza per la competizione elettorale, ha voluto mettere piede sull’isola che ha il maggior tasso di disoccupazione del paese.

SASSARI – I giornali locali parlano di un bagno di folla che non si era mai visto, almeno per un politico. Dopo le ultime sortite dei lavoratori sardi che sono stati respinti sulle coste del Lazio come gli ultimi dei migranti, il clima sull’isola è diventato ostile alla classe politica nazionale. Non sono infatti previsti comizi per i leader delle forze politiche in campo per le elezioni. L’unico che sembra andare in controtendenza è Beppe Grillo che ieri, nella tappa sassarese del suo Tsunami Tour, ha fatto il pieno di folla: 10.000 persone, secondo la stampa, si accalcavano in piazza d’Italia apprezzando l’orazione del comico genovese, ad onta di una pioggia battente.

Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha dedicato una parte del suo discorso al degrado del tessuto sociale ed economico della Sardegna: “Lavoro è diventato una parola oscena; ma è lavoro quello dei minatori del Sulcis che stanno dentro le miniere e si prendono la silicosi?!” Poi ricorda il trattamento riservato dalle forze dell’ordine ai pastori sardi: “Non li facevano entrare a Roma per protestare e la polizia li bastonava”. E l’importazione del bestiame che sbarca a Porto Torres: “I pastori sardi hanno sentito il belato romeno e non le hanno fatte entrare. Dovete impedire che le pecore vengano importate”. L’acme dell’acclamazione si è toccata quando Grillo ha parlato di reddito di cittadinanza, una manna per una popolazione col più alto tasso di disoccupazione del paese e col reddito pro capite fra i più bassi. Il tripudio è stato interrotto, al termine del comizio, da una frase pronunciata dal comico con un filo di voce: “Adesso andate via in silenzio e spargete il verbo”.

Grillo/giornali: l’onda di critiche verso un movimento non eletto

Nell’articolo una lista di critiche uscite sui giornali che segnano le tappe della campagna elettorale del comico genovese: da Grillo fascista a Grillo terrorista, fino all’ultima secondo cui Grillo sarebbe stato contestato ieri durante il comizio a Parma.

In cima alla lista dei giornali che criticano aspramente, e spesso in malafede, il Movimento 5 Stelle troviamo paradossalmente il Fatto Quotidiano. Per ammissione del suo stesso vice direttore, Marco Travaglio, i giornalisti che ci lavorano sono in maggioranza detrattori di Grillo e del suo movimento. In seconda posizione di questa speciale classifica si piazza Repubblica che, tra versione on line e cartacea, pubblica quasi quotidianamente editoriali o articoli di vilipendio nei confronti del M5S. Ma andiamo con ordine:

1) Grillo viene ripreso a parlare con attivisti di Casa Pound, titolo a reti e giornali unificati: “Grillo apre ai fascisti di casa Pound”;

2) dopo la liaison fascista, gruppi  dei centri sociali contestano Grillo nelle sue tappe di campagna elettorale, lui li invita puntualmente sul palco per esprimere le loro idee, titolo a reti e giornali unificati: “Grillo contestato da antifascisti”, dove l’equazione centro sociale = antifascismo suona alquanto stridente;

3) Grillo dal palco fa una battuta (sic!) invitando i francesi a puntare i missili anziché sul Mali sul nostro parlamento, Repubblica mistifica titolando: «Grillo: “Al Qaeda bombardi Roma”», ma l’equzione Grillo = terrorista sembra questa volta improponibile;

4) ieri a Parma per l’ultimo comizio emiliano, Grillo viene accolto calorosamente da una folla immensa, ma il titolo del Fatto non gli lascia scampo: «Beppe Grillo contestato a Parma. I genitori: “Rette troppo alte negli asili”».

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, ma le critiche strumentali selezionate sono quelle di maggior spessore e si limitano al periodo di campagna elettorale iniziato 15 giorni fa. Illazioni alla persona e poche obiezioni ai contenuti dei comizi, rivolte al fondatore di un movimento che non è mai entrato in parlamento. Marco Travaglio chiamerebbe questo tipo di giornalismo “La scomparsa dei fatti” – dal titolo di un suo celebre libro – evidenziando come ormai i fatti lascino sempre più il posto alle opinioni che diventano esse stesse oggetto di cronaca.

Secondo Repubblica Grillo invita Al Qaeda a bombardarci: un falso

Posted febbraio 3rd, 2013 by marcomachiavelli and filed in Giornalettismo & disinformazione, Politica

Desta scandalo sui giornali l’invito (ironico) di Grillo a bombardare il parlamento italiano. La Repubblica ad esempio gioca sull’equivoco nato dalla battuta del comico e titola: «Grillo: “Al Qaeda bombardi Roma”». In realtà, come spiegato dallo stesso interessato, il riferimento era ai francesi.

BOLOGNA – Ieri Beppe Grillo, in marcia elettorale col suo Tsunami Tour, ha fatto tappa a Bologna in una piazza Maggiore gremita di folla. Dal palco ha lanciato i soliti strali contro l’attuale classe politica, in particolare riguardo al recente scandalo di Monte Paschi richiamando il Partito Democratico alle proprie responsabilità. Tuttavia un quotidiano di vaglia come La Repubblica ha preferito parlare d’altro, estrapolando dal comizio una battuta per costruirci attorno un articolo fuorviante dal titolo «Grillo: “Al Qaeda bombardi Roma”».

In realtà il comico ha precisato, a scanso di equivoci, che l’invito era rivolto al governo francese che attualmente sta bombardando il Mali. Dal palco Grillo aveva evidenziato come l’Italia stia per offrire supporto logistico alla Francia per il lancio dei missili. Di qui la battuta di indirizzare la rotta verso il parlamento italiano. Dunque non si tratta di Al Qaeda, ma il giornale di Eugenio Scalfari ha preferito accostare ugualmente Grillo all’organizzazione terroristica islamica. Dal suo blog Grillo comunica inoltre che quanto affermato a Bologna serve a sottolineare la violazione dell’articolo 11 della Costituzione.

Video:

Battuta di Grillo sui missili al parlamento italiano, Bologna