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Legge elettorale: Renzi nicchia su accordo col M5S “Sentire prima alleati”

Posted luglio 17th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Politica

Secondo tavolo di trattativa fra Democratici e 5 Stelle per mettere a punto una legge elettorale. I 5 Stelle chiedono Preferenze e premio di maggioranza alla lista, ma Renzi risponde che prima dovrà concordare una posizione comune con tutti i partiti.

Tutto rimandato a data da destinarsi. Il secondo incontro che doveva sancire un’intesa fra PD e M5S sulla legge elettorale si è rivelato un fiasco. Se da una parte i 5 Stelle, che hanno aperto la discussione, chiedevano tempi certi per depositare una proposta comune in parlamento con i requisiti irrinunciabili delle preferenze e del premio di maggioranza alla lista e non più alla coalizione, dall’altra Renzi, rimasto silente per la prima mezz’ora, ha replicato di non poter esprimere una posizione al momento. Secondo il premier c’è bisogno di una larga consultazione prima di poter dire si o no alle prefernze e al premio di lista; “Non solo all’interno del partito, – precisa – ma anche fra i partiti più piccoli”. Evita di citare direttamente Forza Italia, anche se ormai è lapalissiano che il patto a cui Renzi si riferisce è quello del Nazareno con Silvio Berlusconi.

Di Maio per i 5 Stelle intuendo lo scarso margine di trattativa chiede al premier di esprimersi almeno sulle preferenze, in modo da poterle inserire di comune accordo nelle legge elettorale. La risposta rimane su una linea neutrale: “Sono favorevole alle preferenze, ma non è questa la sintesi trovata con le altre forze politiche”. Di Maio però insiste: “Presidente, se PD e M5S condividono una qualsiasi legge eletorale hanno i numeri in parlamento per poterla approvare”. Ma Renzi ripete, con spirito iperdemocratico, che preferisce una legge che metta d’accordo tutto l’arco costituzionale. Insomma le attese dei 5 Stelle sono state deluse e sacrificate sull’altare della democrazia assoluta, che fuor di metafora significa una legge elettorale con ampio premio di maggioranza alle coalizioni e con liste, seppur ridotte nel numero dei candidati, che rimangono bloccate come nel Porcellum.

 

Elezioni europee 2014. Renzi fa incetta di beoti: al PD il 40% con 11 mln di voti

Posted maggio 26th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Quanto prenderebbe RENZI se dicesse quello che vuole fare dell’ITALIA? Nell’ordine: PRIVATIZZARE (leggasi SVENDERE ai soliti imprenditori con le pezze al culo) BENI e SERVIZI PUBBLICI. PRECARIZZARE il lavoro (GIÀ FATTO). FINANZIARE l’industria BELLICA (F35, GUERRA in Afganistan) (FATTO). ASSERVIRSI alla GERMANIA e agli USA (GIÀ fatto). AUMENTARE il carico FISCALE ai cittadini comuni (TASI, aliquote locali Irpef, accise (FATTO). DIMINUIRE le pene per il voto di scambio POLITICO-MAFIOSO (FATTO). Condoni/indulti ai giganti del gioco d’azzardo, della finanza o a chiunque gli finanzi la ca,pagna elettorale. RIFORMARE LEGGE ELETTORALE E COSTITUZIONE col pregiudicato più famoso di ARCORE.

Fassino e la Madonna: “Le tangenti del PCI” di ieri e oggi (PD)

Posted maggio 14th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Delinquenza politica, Lobby e malaffare, Politica

Fassino (Piero, nda), quando si tocca il tema tangenti al PCI, sembra Sant’Ignazio di Loyola davanti al saraceno che mette in dubbio la verginità della Madonna”. Cit. Saverio Vertone, editorialista, risalente al periodo di Tangentopoli

Fonte: Il compagno Q

Il de profundis di Michele Santoro

COMMENTO ALL’INTERVISTA DI PETER GOMEZ A SANTORO DI CUI AL LINK:

RACAZZ!… Michele Santino mette in mostra tutto il suo dualismo con Grillo. Il conduttore è in realtà un istrione che si autoclebra a ogni trasmissione, con un ego tanto smisurato quanto miope: gli rode che Grillo bissi il suo successo di comico con quello di politico spazzando via insulse categorie politiche del passato quali la sinistra e la destra e mettendone in campo altre come onestà e delinquenza. Con Travaglio sclera quando questi gli ricorda la fedina penale dei suoi ospiti: “Dai Marco! piantala!… Non vedi che me li smonti” sembra pensare prima di stopparlo bruscamente. Francamente non vedo come Travaglio possa sopportarlo ancora a lungo. Santoro, la verità è che non hai più nulla da dire: vai a fare l’associato in qualche ateneo rosso o in qualche università privata, magari insegnando ‘storia dei talk all’italiana’, meglio se in una di quelle inutili facoltà di scienze della comunicazione.

Comunque RISPONDETE sotto in discussione alla seguente domanda: come farà Santoro a non chiudere se continua, nell’ordine, a:

1) fare vacui sermoni a inizio trasmissione che nessuno si fila (è assodato che tutti si sintonizzano sul canale appena finisce di parlare);

2) concedere spazio al suo compagno cariatide (ormai relegato a quando nessuno più guarda la trasmissione!… Suggerimento: dato che sono amici può illuderlo che le macchine lo stanno ancora riprendendo quando invece i cameramen le hanno già spente e aspettano di andarsene quando lui ha finito di mostrare le sue patetiche vignette);

3) invitare costantemente in studio ignobili iene come Sgarbi, Santanchè, Brunetta, etc. senza metterle alla berlina (dovere morale di ogni buon giornalista, ma ancor prima di ogni buon cittadino);

4) lasciarsi scappare la possibilità di mettere in fuga Berlusconi dalla postazione di ospite, rompendo anche le condizioni concordate per la sua partecipazione al programma, mediante una raffica di domande al vetriolo del tipo: “Di cosa chiaccheravate Lei, Cinà, Bontade e Dell’Utri seduti attorno a un tavolo negli anni ’70?”, “Quali benefici ha ottenuto come imprenditore e come politico dalla collaborazione con Cosa Nostra?”, “Si rende conto che la trattativa che lei avrebbe instaurato a partire dal ’93 con la mafia potrebbe aver scatenato le stragi successive a quelle di Capaci e via D’Amelio?”, e ancora, “Ha mai esaudito qualche desiderata della mafia attraverso le sue aziende, e in particolare attraverso le sue reti televisive?”, “Come spiega il suo successo elettorale del 2001 di 61 seggi su 61 in Sicilia?”, “Si sente ancora con qualche mafioso?… E Marcello?… come sta?”, etc.;

5) speculare sulle disgrazie della gente quali lutti familiari, disoccupazione, suicidi, etc. con del banale sentimentalismo, per esempio domandando a una fresca vedova: “Si è sentita abbandonata dopo la morte di suo marito?”, e cose simili degne di una qualsiasi BARBARA D’URSO;

6) zittire Travaglio quando ricorda carichi pendenti e condanne dei presenti in studio e dei loro compagni di partito;

7) non prendere atto che il suoi collaboratori (Ruotolo e Travaglio su tutti) sono l’unico valore aggiunto della trasmissione, il cui genere è ormai inflazionato su tutte le reti, e che non è il format che va riformato ma il conduttore (che forse dovrebbe anche andare in pensione);

8) distorcere notizie per perorare le sue teatrali filippiche contro il nemico di turno, non importa quale, basta che sia funzionale a dare una parvenza di credibilità al suo discorso. Insomma, comodo per lui fare il giornalista a mezzo servizio: metà cronista e metà attore. Purtroppo per lui questo gioco è stato scoperto e la gente ha già cominciato ad abbandonarlo.

9) non capire che se dovesse ripetere l’esperimento della prima stagione di Servizio Pub(bl)ico non riuscirebbe nemmeno a comprare i fogli per le vignette di Vauro. “Con un Deca non si può andar via…” E chi glielo darebbe più!

Elezioni Europee: sondaggi Ipsos di Ballarò Taroccati?

Posted maggio 7th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Giornalettismo & disinformazione, Politica

Link sondaggio Ipsos di ballarò (M5S 10 punti percentuali sotto al PD: 33% contro 23%)

Scusate… RISPONDETE sotto in discussione:
alle ultime politiche (febbraio 2013) il PD prese il 25% dei voti… Come fa OGGI ad essere al 33-35% dopo aver, nell’ordine:
1) governato con Silvio Berlusconi, senza aver tra l’altro caldeggiato il voto palese per la sua decadenza al senato;
2) votato per la riconferma del programma F35;
3) regalato alle banche 7,5 miliardi;
4) abbassato le pene per il voto di scambio politico mafioso;
5) aumentato il carico dell’imposizione fiscale;
6) approntato riforme costituzionali dal vago sapore dittatoriale (abrogazione art 138, monocameralismo con premio di maggioranza antidemocratico etc.);
7) presentato una riforma di legge elettorale peggiore della precedente (ed era VERAMENTE difficile!);
8) regalato nel DEF centinaia di milioni, se non miliardi, di euro a clientele di partito e grandi lobby (tipo Sorgenia, Lottomatica etc.);
9) dimostrato negligenza, quand’anche non incompetenza, nella mancata emanazione di centinaia di decreti attuativi.

E QUI veniamo al punto: un ESECUTIVO per essere efficiente dovrebbe riuscire ad applicare nel più breve tempo possibile le leggi del parlamento. Questo, in continuità con quello LETTA, sempre PD più Berlusconi, annuncia decreti legge, ne emana alcuni, spesso incostituzionali per disomogeneità e pone la fiducia abusandone, privando il parlamento della sua funzione legislativa. Il tutto con la piena approvazione delle più alte cariche dello Stato.

Boldrini: voce tremante mentre annuncia ghigliottina su Imu-Bankitalia (VIDEO)

Posted febbraio 1st, 2014 by marcomachiavelli and filed in Ingiustizia sociale, Lobby e malaffare, Politica

La presidente della camera stenta a pronunciare con la consueta fermezza la sua deliberazione. “Un abuso” secondo Grillo delle sue prerogative e sul blog del comico parte il sondaggio sull’inedito uso della “ghigliottina” da parte della Boldrini.

Perché la presidente della camera non ostenta la sua irriducibile protervia? Dal suo insediamento siamo abituati ad assistere alle sue inflessibili deliberazioni avvenute, fin ora, entro i limiti del regolamento di Montecitorio. Ieri tuttavia non appena si è manifestato lo spettro della decadenza del cosiddetto decreto Imu-Bankitalia i lavori parlamentari hanno subito un’improvvisa accelerazione. Malgrado molti osservatori politici facciano notare che lo stop anticipato al dibattito parlamentare fosse facilmente prevedibile, l’applicazione della cosiddetta ghigliottina sembra comunque non trovare precedenti nella storia della Camera. Il Movimento 5 Stelle col chiaro intento di far scadere i termini di conversione dell’Imu-Bankitalia aveva programmato una serie d’interventi, previsti dal regolamento, per raggiungere il suo scopo. Né più né meno del compito di una strenua opposizione; ma con un colpo di mano la Boldrini li ha fermati, attuando ciò che nessun suo predecessore aveva mai osato fare. La ghigliottina, contemplata al senato, non esiste nel regolamento della Camera.

Ciò non è bastato a fermare la presidente che come si evince dal filmato annuncia il blocco degli interventi dei 5 Stelle con voce tremula. Trattasi forse di stanchezza? Improbabile vista la fretta con cui parla, piuttosto traspare un tono di chi debba eseguire un ordine mal digerito, col timore di tradire il proprio elettorato. La Boldrini infatti appartiene a Sinistra Ecologia e Libertà, l’ultimo partito di sinistra radicale rimasto in parlamento. Una contraddizione allora da parte della presidente favorire, abusivamente secondo Beppe Grillo, la conversione di un decreto che stacca un assegno di 7,5 miliardi alle banche in un momento dove la povertà investe una fetta sempre più grande di popolazione. Il caos nel quale è stato indetto il voto ha dell’incredibile, guardare per credere, ma la fretta con cui la Boldrini dopo l’approvazione lascia il banco di presidenza supera anche il tremore della voce avuto in precedenza. Intanto sul blog di Beppe Grillo si è aperto un sondaggio sulle possibili soluzioni che la presidente della camera dovrebbe adottare per rimediare all’uso della ghigliottina. Inutile dire che le ipotesi proposte sono poco lusinghiere.

Video: DL Bankitalia: la Boldrini fa ricorso alla tagliola e scatena la protesta del M5S

I consigli degli opinionisti al M5s hanno rotto ‘li coioni’

Manco tre mesi d’attività parlamentare e una pioggia incessante di critiche si riversa addosso agli eletti del Movimento 5 Stelle. Critiche sterili scatenate da improbabili giornalisti e/o opinionisti (ma che cazzo di mestiere è?!) che piuttosto di raccontare fatti s’attaccano a pettegolezzi degni del peggior rotocalco scandalistico. Come direbbe il buon Marco Travaglio, si opina un fatto per poi trasformare l’opinione nel fatto stesso: abbiamo così titoli che impazzano nei media del tipo ‘Grillo epura’, ‘Grillo espelle’, ‘Grillo tiranneggia’, che affondano le radici al tempo della campagna elettorale di inizio anno, quando il terrore che il M5s allignasse alle urne era poco più che un presentimento. Vi ricordate i titoli anche allora? ‘Grillo fascista, despota’ e chi più ne ha più ne metta. Ora è il turno dei ben pensanti, quelli che vogliono dare ossessivamente buoni consigli. Ci hanno già provato nelle loro lunghe carriere di cronisti politici; hanno ‘consigliato’ i girotondini e il Movimento Viola contro Berlusconi, le varie correnti del Pd e varie formazioni della sinistra più o meno radicale, gli Arancioni di sindaci arrivisti e tutti quei movimenti che prima di fregiarsi dell’attributo ‘civile’ dovrebbero sciacquarsi la bocca con l’etanolo.

Non mi riferisco ai venduti per definizione ma ai più miti dispensatori di buone novelle come Paolo Flores D’Arcais, Antonio Padellaro, Milena Gabanelli, Michele Santoro, Corrado Formigli, Andrea Scanzi, Stefano Rodotà e tanti altri che credono ingenuamente al mito britannico del giornalista obiettivo. Alcuni lo fanno solo per marcare le distanze da un movimento diventato grande forza politica e affermarsi come indipendenti, altri (la maggior parte) perché sono omini dell’audience, legati alla volatilità degli ascolti. Parlare di Grillo e dei dissensi interni al M5s, si sa, alletta gli inserzionisti pubblicitari. Ma parlare o scrivere di quello che fanno i ‘cittadini’ (stesso nome con cui si facevano chiamare i parlamentari giacobini) parlamentari del M5s è sacrilego, un fuor d’opera, meglio caldeggiare false scissioni o raccontare gli screzi che nascono anche nelle migliori famiglie, magari dipingendoli come irremovibili frondisti. Questo è anche il gioco dell’ancien régime che s’infila come un cuneo per spaccare una forza  politica fatta da (alcuni) cittadini per (tutti) i cittadini: chi vi si presta o è stupido o è in malafede.

Consiglio a tutte le penne e le voci rosse che intendono perseguire realmente il bene collettivo attraverso i loro pulpiti cartacei, televisivi e digitali: narrate, sull’esempio di Marco Travaglio, un po’ quello che i 5 stelle stanno facendo (e hanno già fatto!) in parlamento.

“Sappiamo che i neoeletti (del M5s, nda)… hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione. Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno. Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate”. Marco Travaglio, dall’editoriale de il Fatto Quotidino del 15/06/2013

M5S prima forza politica del Paese, Pd e Pdl corrono ai ripari

Posted febbraio 25th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Riscatto civile

Secca la valutazione di Formigoni, in lizza per un poltrona parlamentare, sulle possibili alleanze post voto: “Fra Bersani e Grillo, meglio il primo” dice ai microfoni di Skytg24. Parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere l’affermazione del M5S come prima forza politica del Paese.

Con circa 8.700.000 voti il Movimento 5 Stelle si afferma come prima forza politica del Paese alla Camera dei deputati. Un risultato che smentisce anche chi, fra i sondaggisti, assegnava le percentuali più generose al MoVimento, mai stimato oltre il 15%. Il successo ottenuto alle elezioni regionali siciliane dello scorso autunno è stato dunque bissato, e, in termini percentuali, è stato di gran lunga superato. Non solo, la stessa Sicilia che pochi mesi fa votava per il 15% il M5S, a ‘sto giro affida ai candidati del MoVimento un consenso che sfora la soglia del 30%.

La deduzione più evidente è che in quattro mesi, quelli trascorsi tra regionali e politiche, i siciliani hanno raddoppiato la quota di voti per il movimento fondato da Beppe Grillo; in secondo luogo è lecito supporre che lo tsunami elettorale dalla Sicilia possa estendersi anche ad altre regioni. Di qui si capisce tutta la preoccupazione del resto della compagine politica (o almeno di quella che conta, dato che rimane poco o niente, dopo lo spoglio, degli alleati di Pd e Pdl) che si auspica per la nuova legislatura la durata più lunga possibile. “Fra Bersani e Grillo, meglio il primo” dice ai microfoni di Skytg24 Roberto Formigoni: parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere la marea di consensi ottenuto dal M5S.

L’antimafia arriva nelle scuole: ecco la proposta del M5S Sicilia

Posted febbraio 20th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Politica, Profeti moderni

Gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara sono stati raccolti dal M5S siciliano che ha presentato un disegno di legge che in Sicilia ha del rivoluzionario: introdurre alle medie e superiori due ore di “Educazione Antimafia”.

PALERMO – Fin’ora gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara di introdurre l’antimafia nelle scuole siciliane si sono infranti nel muro di gomma di Palazzo dei Normanni. Una distrazione dettata dal fatto che le ultime due giunte regionali si sono sciolte a causa di collusione con i poteri mafiosi. L’impavida docente nel 2008 si prese la briga di raccogliere 4.000 firme per una petizione sul tema, convinta che per debellare il fenomeno mafioso fosse necessario partire dall’educazione scolastica. L’idea è stata ripresa qualche giorno fa da una deputata regionale del Movimento 5 Stelle, la ventiduenne Gianina Ciancio, che ha presentato all’Ars un disegno di legge dal titolo: “Educazione allo sviluppo della coscienza democratica contro le mafie e i poteri occulti”.

Una sigla che suona come un programma, difficilmente esauribile come un semplice corso per addestrare gli studenti a sopravvivere alla criminalità organizzata. La metà è ben più alta, come dice la stessa Ciancio, e passa attraverso un approccio didattico dinamico fatto non solo di storia dell’antimafia, ma anche di incontri e dibattiti con magistrati, giornalisti e altri protagonisti della società civile che lottano quotidianamente contro il crimine organizzato. Un progetto che secondo la deputata del M5S sarà finanziato in parte con i proventi dei beni confiscati a Cosa Nostra, la cui pertinenza per quanto riguarda gli immobili è della regione Sicilia. Tocca ora all’Ars approvare ed eventualmente emendare questo disegno di legge: vedremo chi avrà ancora il coraggio di osteggiare misure di reale contrasto alla mafia.

Milano. 100.000 in Duomo per Grillo, sul palco anche Fo (VIDEO)

Posted febbraio 19th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni, Riscatto civile

“Arrendetevi finché siete in tempo! non vi faremo del male”. Così Beppe Grillo alla ‘vecchia politica’ da piazza Duomo, dove a fargli compagnia sul palco c’era un Dario Fo prodigo di incoraggiamenti per gli attivisti del M5S. Il premio Nobel è stato osannato da una piazza stracolma.

MILANO – Dopo Adriano Celentano che sceglie di schierarsi con una canzone a sostegno del Movimento 5 Stelle, anche Dario Fo ufficializza il proprio sostegno morale a Beppe Grillo. Non una novità dato che il Premio Nobel ha da poco pubblicato un libro, edito da Chiarelettere, scritto a tre mani col comico genovese e Gianroberto Casaleggio, cofondatore del M5S. Palpabile l’entusiasmo di Fo che dal palco di fronte alla Madonnina non lesina incoraggiamenti per gli attivisti del MoVimento ripetendo a mo’ di scongiuro: “Non mollate! Non mollate!” E riferendosi a Beppe Grillo dice: “Ma come fa ‘sto uomo qui! Quanta energia!”

Da comico a comico i due attori duettano sul palco in un tripudio di folla (in 100.000 secondo il Corriere della Sera) che acclama ogni loro affermazione. La parola torna poi a Grillo che di fronte a tanta gente da l’ultimatum alla vecchia classe politica: “Arrendetevi finché siete in tempo! non vi faremo del male… Siete circondati dal popolo italiano”. Il messaggio non tarda ad arrivare alle orecchie del segretario Pd Bersani che dal canto suo replica: “In parlamento faremo scouting fra gli eletti del M5S”. Un’affermazione boomerang per il leader del Partito Democratico che ammette il bisogno di far campagna acquisti tra le file di Grillo dopo l’esito delle urne.

VIDEO:

M5S a Milano: Dario Fo noi non ci siamo riusciti, fatelo voi! – 19/02/2013

Patronati esteri/Pd: voto pilotato? Ascolta le telefonate (VIDEO)

Posted febbraio 18th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Delinquenza politica, Politica

Cinque telefonate a quattro patronati diversi con un obbiettivo comune: sponsorizzare all’estero i candidati del Pd. Questi istituti, per legge, non possono fare campagna elettorale, anche se, stando a quanto emerge dalle registrazioni, sembra vero il contrario.

La scena è questa: gli attori telefonano a cinque sedi dei patronati esteri Acli, Inas (Cisl), Inca (Cgl), Ital (Uil). La domanda è sempre la stessa: “Ma il vostro patronato sostiene qualche candidato?”; la risposta pure: “Sì certo, quelli del Pd”. Nel primo caso un dipendente del patronato francese Acli si propone addirittura di “guidare” nella scelta di voto un nonnetto un po’ rintronato che l’attore dice essere suo nonno. Negli altri casi invece si nota un po’ più di ritrosia nell’indicare palesemente i candidati del Pd; tuttavia messi alle strette dagli interlocutori tutti gli operatori ammettono che i loro patronati, sebbene di estrazione politica diversa, appoggiano il partito di Pierluigi Bersani.

Questo in barba alla legge che vuole questi istituti, che dipendono dal Ministero del Lavoro, a servizio dei cittadini al fine “di tutelare i diritti individuali di qualsiasi cittadino presente sul territorio nazionale (*)” e internazionale. Oltre al ruolo dettatogli dal legislatore, hanno quello, soprattutto all’estero, di assistere pensionati e anziani nelle operazioni di voto che avvengono per posta previa compilazione dei documenti necessari a identificare l’elettore. Le registrazioni telefoniche qui in calce sembrano confermare i sospetti che circolano a proposito della propaganda elettorale a favore del Partito Democratico.

(*) Fonte: Wikipedia

Video:

TELEFONATE SHOCK! VOTO ESTERO, PATRONATI E PD

http://www.youtube.com/watch?v=ZVTxCnVHedY

Grillo annulla l’intervista a Sky: ascolti record sulla sua webtv

Posted febbraio 18th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Profeti moderni

Dopo aver annunciato più volte il suo ritorno in TV, il fondatore del Movimento 5 Stelle spiega le ragioni della sua rinuncia improvvisa all’intervista con Sky. Dietro i motivi ufficiali sembra però celarsi una chiara strategia di comunicazione.

Grillo spiega alle piazze virtuali e reali il motivo della rinuncia all’intervista con l’emittente televisiva Sky. Dice che il vero confronto lo si fa tra la gente, lontano dagli studi televisivi dove consumati presentatori “cuciono addosso” le trasmissioni agli invitati proprio come abiti su misura. Il riferimento nemmeno tanto velato (GUARDA I VIDEO IN CALCE) è all’intercettazione telefonica tra Bruno Vespa e Salvatore Sottile (ex portavoce di Gianfranco Fini) in cui il giornalista dice di voler “confezionare addosso” una puntata di Porta a Porta al presidente della Camera. L’annuncio della disdetta è stato diffuso tramite Twitter e il blog di Beppe Grillo che da ieri ha dato eco alla notizia dai palchi dei suoi comizi.

Federica Salsi, ex esponente del M5S, ipotizza che dietro la rinuncia all’intervista promessa da Grillo ci sarebbe la paura del comico di affrontare le domande dirette dei giornalisti. Pierluigi Bersani è della stessa idea ma aggiunge: “Grillo stringe le mani a Casa Pound”; poi rincara la dose: “Per noi un figlio di immigrati nato qui è italiano”, col palese obiettivo di rilanciare il ritornello reiterato dalle major della stampa “Grillo fascista, Grillo xenofobo”. Difficile tuttavia credere che la scelta del comico di sdegnare così apertamente la TV non sia stata meticolosamente ponderata. È molto probabile che si tratti di una mossa strategica per attirare quante più persone possibile su internet e nelle piazze. Guarda caso ieri, dopo che Sky ha comunicato la defezione del comico, si è registrata un’impennata di ascolti su “La Cosa”, il canale internet del M5S che trasmette in diretta i comizi di Beppe Grillo.

Video:

La differenza – MoVimento 5 Stelle #Spot5Stelle

Intercettazione telefonica Vespa_Sottile (portavoce di Fini).avi