Crea sito

No Tav, VIDEO SHOCK sull’incidente: Luca vittima designata

Invito tutti i lettori – ma specialmente chi non conosce il Movimento No Tav – a osservare questo esclusivo filmato, girato da Servizio Pubblico, sull’incidente occorso la mattina del 27 febbraio a Luca Abbà, uno dei portavoce dell’onda di protesta valsusina . Le parole non renderebbero giustizia a un inqualificabile quanto sospetto ritardo dei soccorritori – che peraltro si trovavano nelle immediate vicinanze – come del resto si è rivelato inadeguato il tentativo dei celerini di indurre Luca a scendere dal traliccio. Guardate in faccia chi sono quei violenti rivoltosi dei No Tav, soprattutto quello in carrozzina, che al primo minuto del filmato tuona grida di guerra verso i poliziotti. Oppure il giovane padre che, poco più avanti, con la sua lingua infuocata tiene a bada un’intera schiera di agenti in tenuta antisommossa. Scherzi a parte, in Val di Susa si sta consumando un delitto, un crimine contro l’umanità, dei tempi “moderni”. Come chiamare altrimenti una serie di crudeli pestaggi ai danni di cittadini onesti, che contestano e boicottano la costruzione di un’opera faraonica, tanto inutile quanto anacronistica e dannosa. Oppure l’atteggiamento di politica e imprenditoria che preferiscono rispondere alle argomentazioni dei No Tav col manganello della celere, anziché organizzare un tavolo di concertazione.

PROFITTO E SACRIFICI UMANI - Dirò di più, secondo me, i promotori dello sciagurato progetto ferroviario avrebbero potuto persino persuadere – con ingannevoli sotterfugi, s’intenda – parte della popolazione locale ad accettare lo sventramento della montagna; ma la prepotente violenza da loro opposta alle richieste di chiarimento della cittadinanza ha fatto crescere in numero e in forza il movimento che difende la valle. Avrebbero potuto comprarsi amministrazioni comunali, terreni e il bene placito dei valligiani se solo la loro cieca avidità non li avesse spinti a occupare militarmente la valle a suon di sgomberi cruenti e illegali. Una nuova troika sta per impadronirsi della Val di Susa e dell’Italia intera, il suo nome è banche-partiti-mafia. Come un rullo compressore distrugge ogni cosa al suo passaggio, esseri umani compresi. Quante vittime ha messo in conto il governo per la costruzione di questa infrastruttura obsoleta? Quando si assiste a scene come quelle di ieri mattina è difficile pensare che le forze dell’(dis)ordine siano al servizio della sicurezza collettiva. Mentre gli agenti scalatori si arrampicavano verso Luca, non sembravano affatto disposti a preservarne l’incolumità, quanto piuttosto a levarselo di torno il più in fretta possibile per agevolare il lavoro delle ruspe. Ecco cosa rimane a dividere i beni comuni, col loro viatico di denaro pubblico, dalle grinfie della vorace troika affaristica: la resistenza di caparbi cittadini, che difendono il proprio territorio e la democrazia a costo della loro stessa vita.

Fonti:

Luca Abbà: le immagini esclusive – Servizio Pubblico (CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO)

No Tav, cariche della Polizia: militante cade da traliccio

VAL DI SUSA – Luca Abbà, militante No Tav di 37 anni, è precipitato da un traliccio nel tentativo di opporsi allo sgombero della Baita Clarea, luogo simbolo della protesta valsusina. Luca si è arrampicato per sfuggire ai Poliziotti, ben sapendo che il suo gesto sarebbe servito solo a ritardare l’inizio dei lavori. Degli agenti rocciatori hanno cercato di raggiungerlo per indurlo a scendere, ma l’audace attivista ha preferito spingersi fino alla cima, rimanendo folgorato da una violenta scossa elettrica. Il suo corpo è dunque caduto rovinosamente sulla pietraia sottostante da un’altezza di circa 20 metri. Nonostante il vicino cantiere fosse provvisto di un paio di ambulanze, i soccorsi sono stati tutt’altro che tempestivi, lasciando Luca in balia di atroci sofferenze per una quindicina di minuti. Trasportato d’urgenza al Cto di Torino è stato subito ricoverato nel reparto di terapia intensiva, dove verranno effettuati gli esami necessari per stabilire l’entità delle lesioni. Il dottor Berardino, primario di rianimazione dell’ospedale torinese, si dice ottimista riguardo alle condizioni di Luca, ma la riserva – aggiunge – verrà sciolta non appena si conosceranno meglio i danni inferti dalla folgorazione. Pare tuttavia scongiurato il pericolo di morte.

LE RESPONSABILITÀ – La notizia non poteva che fare il giro del web, e così si sono organizzati in poco tempo cortei di solidarietà per Luca in tutta Italia. Ma per capire meglio quanto è accaduto, occorre fare un passo indietro. La Baita Clarea rappresenta per i No Tav un presidio storico nella lotta all’Alta Velocità. La mattina della sciagura ne è stata minacciata la demolizione in nome di uno sgombero per una zona “di interesse strategico nazionale”: così i politici, su cui pende una spada di Damocle grossa come una montagna, chiamano la Val di Susa – e qui è d’obbligo la generalizzazione, poiché tutti i partiti sono favorevoli alla Torino-Lione. Possiamo dunque prendercela con le forze dell’ordine, con l’imprudenza di Luca, e magari anche col traliccio dell’alta tensione, ma i veri responsabili di questo dramma sono ancora una volta i nostri governanti. Per poterli giudicare non importa sapere per quale motivo inseguono il sogno delle Grandi Opere; se si ostinano da vent’anni a voler bucare inutilmente una montagna contro ogni ragionevole logica, significa che hanno tradito il mandato affidatogli dai cittadini, cioè quello di perseguire il bene comune. Se sono così attratti dai tunnel potrebbero andare a fare i minatori – chessò – in Cambogia, o gli speleologi in Antartide.

Fonti:

25/02/12 – La testimonianza di un passeggero – estraneo al Movimento No Tav – pestato dalle forze dell’ordine (VIDEO)

Manganelli cerca il morto! Autostrada bloccata DIRETTA SMS

Militante no-tav precipita da traliccio folgorato da una scossa, è grave

Cade da traliccio, gravissimo leader No Tav

Youporn mette a nudo la privacy dei suoi utenti

Posted febbraio 26th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni

I programmatori della chat di Youporn, nell’ambito di un’operazione di ristrutturazione del proprio sito, hanno parcheggiato una serie di account di loro utenti su un server liberamente accessibile. Secondo quanto affermato dall’esperto di sicurezza informatica Anders Nilsson, le persone danneggiate sarebbero poco più di seimila. Poiché gli account erano sprovvisti di qualsiasi protezione, dati personali  come password e indirizzi email  sono stati esposti all’attacco di internauti malintenzionati. Una violazione della privacy bella e buona, che potrebbe causare non pochi grattacapi agli utenti di Youporn chat. La tendenza diffusa dei fruitori del web è infatti quella di associare un’unica password a diversi servizi internet (email, Facebook, Paypal, etc.), rendendosi così maggiormente vulnerabili a possibili attacchi di pirateria informatica. Considerato, inoltre, che si tratta di una chat erotica, si corre il rischio di generare imbarazzo fra le vittime del disagio. Youporn ci tiene comunque a precisare che il problema riguarda soltanto chi ha effettuato la registrazione alla chat, e non gli iscritti al sito vero e proprio, quelli che – per intenderci – guardano e condividono video.

UNO DIECI CENTO ROCCO SIFFREDI – Un portavoce del sito ha assicurato che i problemi legati alla privacy sono stati  risolti, tuttavia la chat non sarà ripristinata fino al termine dei lavori di manutenzione. Una disavventura, insomma, che espone l’azienda pornografica di video sharing a possibili ritorsioni legali da parte di chi è stato danneggiato. Fra questi ultimi, ad onta dell’esiguo numero, figurano numerosi italiani – talvolta riconoscibili dal nome e cognome utilizzati nell’indirizzo email, o dal suffisso “.it” – a dimostrazione del fatto che nel Bel Paese si annida una nutrita schiera di voyeur onanisti. Si potrebbe licenziosamente desumere che, oltre a un popolo di poeti santi e navigatori, gli italiani siano anche degli incalliti segaioli. Del resto Youporn è un sito che fa incetta di popolarità in tutto il globo, basti pensare che annovera più di 60 milioni di visualizzazioni quotidiane e quasi cinque milioni di utenti iscritti. Numeri stratosferici che attestano un giro di affari miliardario, e che segnano la fine del tradizionale rapporto tra produttori e consumatori della pornografia su internet. Se prima, infatti, ci si limitava guardare filmati hard, ora ci si può anche sbizzarrire a produrli e divulgarli su apposite piattaforme. Rocco (Siffredi) rassegnati… sul web, sei solo uno dei tanti!

Fonti:

YouPorn, falla di sicurezza: email e password online

Attacco a YouPorn: email e password degli utenti finiscono online

Anonymous attacca l’Udc: defacciato il sito della Binetti

Posted febbraio 22nd, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Riscatto civile

Oggi il sito di Paola Binetti è stato defacciato da Anonymous. Un suo collega di partito, tal Lorenzo Ria, ha subito lo stesso agguato poco dopo. Domani, forse, come si legge nel messaggio del giustiziere anonimo, sarà il turno di qualche altro politico. Curiosa la scelta di cominciare prendendo di mira le pagine web dei democristiani, soprattutto dopo l’avvicendarsi di episodi riguardanti il mondo clericale: già da qualche mese infatti l’Ici della Chiesa è un argomento in auge, come peraltro le dichiarazioni al vetriolo di Celentano su l’Avvenire e Famiglia Cristiana. La cornice di questo bel quadretto è una oblunga serie di libri d’inchiesta che da qualche anno cercano di far luce sui delitti del Vaticano e di ambienti annessi. Se condiamo il tutto con un po’ di sana indignazione popolare, non si può che comprendere il motivo per cui il gruppo “We are Anonymous” abbia scelto proprio i democristiani come primo bersaglio della sua battaglia contro i partiti. Si apprende inoltre dal comunicato degli hacker che questa operazione di pirateria informatica, denominata “Fuck Politicians February, FPF” non risparmierà i siti di altri politici.

BIGOTTA E SADOMASO – La Binetti dal canto suo è riuscita ad affrontare di petto l’irruzione dei pirati nel suo sito, evitando di recitare il ruolo di martire o di demonizzare i responsabili dell’accaduto. Bisogna ammettere che difficilmente un altro politico sarebbe riuscito a rispondere con tal tenore; la deputata infatti ha deciso di non cancellare la lettera di Anonymous dalla sua hompage, ma di scrivervi di fianco una replica che inizia con le parole “Nessun disturbo”. Domanda poi ai pirati se il loro gesto sia in linea con i principi di libertà di espressione e di stampa tanto declamati negli ultimi tempi. Come al solito l’abile dottoressa, nonché collega di partito di Totò Cuffaro, non tradisce alcuna nota di nervosismo, e al contempo, da buona psichiatra e pedagogista, cerca di raddrizzare le devianze degli hacker invitandoli a essere più educati. Ma la maestrina omofoba non la racconta giusta, infatti quell’aria da gentile catechista nasconde una personalità perversa: come lei stessa ammette è dedita all’autolesionismo, o, come lo chiama la setta dell’Opus Dei cui appartiene, a pratiche di mortificazione corporale che secondo lei “ci costringono a riflettere sulla fatica del vivere”. Fa anche uso del cilicio, ma forse questa è una solo perversione erotica!

Fonti:

Anonymous defaccia il sito di Paola Binetti e inizia il Fuck Politicians February

Crisi, l’Italia è un paese di evasori onesti

Posted febbraio 21st, 2012 by marcomachiavelli and filed in Economia, Ingiustizia sociale

L’Italia è in grave recessione, chi minimizza è in malafede. Non è possibile assistere quotidianamente allo stillicidio di dati, snocciolati da economisti improvvisati nei salotti televisivi o sulle pagine dei giornali cortigiani. Tutto ha un limite, soprattutto quando da una parte abbiamo povertà e disperazione e dall’altra ricchezza e privilegi. L’esser ricchi non è certo una colpa – s’intenda – ma certamente diventa un insulto quando c’è ingiustizia. Per ogni essere umano indigente ce n’è un altro con la pancia piena, che oltre alla sua razione si pappa pure quella del poveraccio. Questo è il caso ad esempio di un evasore incallito, che pensando esclusivamente al proprio tornaconto non dichiara tutti i suoi ricavi accumulando così fondi neri per i più svariati scopi, come comprarsi una lussuosa vettura. Ma per ogni Ferrari così acquistata, ci sarà una persona in meno che accede al sussidio di povertà, oppure che usufruirà del sistema sanitario pubblico. Se l’imprenditore avesse invece versato parte del suo guadagno all’erario, lo stato avrebbe più risorse per erogare e migliorare  i suoi servizi. È indubbio che l’Italia è un paese dove il tasso di corruzione e di evasione è fuori da ogni controllo ed è un problema difficilmente arginabile, tant’è vero che chi frega il fisco oggigiorno non è considerato un delinquente, ma un furbo destinato a fare proseliti.

UN FILM GIÀ VISTO – Ora essendo quella degli evasori una categoria assai numerosa in Italia, vuoi vedere che qualcuno di questi è finito in parlamento e propina ricette antievasione prendendo il popolo per i fondelli?! Ecco spiegato l’atteggiamento dell’attuale governo, così austero quando si tratta di attingere a piene mani dai redditi bassi, e così indulgente con chi per lungo tempo ha frodato le pubbliche finanze. Non si sono viste infatti politiche aggressive contro l’evasione, la corruzione, il riciclaggio e tutti quei reati finanziari che mettono in ginocchio il Bel Paese. L’Italia in questo momento è tenuta in vita artificialmente da iniezioni di debito sotto forma di obbligazioni e buoni del tesoro, ma un’economia immobile incapace di rinnovarsi può solo rimandare la sua inesorabile fine. Questo Stato è fallito e i professori al governo lo sanno bene, se fosse un’azienda privata avrebbe già portato i libri in tribunale. In Italia, però, la spartizione della torta non è ancora finita: Tav, Expo, Gronda, ponte sullo Stretto e tanto altro ci aspetta prossimamente su questi teleschermi; una valanga di soldi pubblici sta per essere riversata nelle tasche degli assai tristemente noti corrotti, evasori e mafiosi, travestiti per l’occasione da imprenditori patriottici… Restate sintonizzati!

Celentano a Sanremo, un devoto nei panni dell’Anticristo

Posted febbraio 20th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Maltempo

Adriano Celentano è un’inesauribile istrione dotato di un eco soave e di una energia inesauribile. Anche lui come tutti, però, deve fare i conti con l’età e trovare canali diversi dove lasciar scorrere la sua indomita indole. Ha scelto così di dedicare la sua arte a tematiche di indubbio valore morale quali la tutela dell’ambiente, il contrasto alla guerra, la lotta all’ipocrisia, la riflessione spirituale, coniugando la musica a concetti che meritano un approfondimento non solo nelle boriose e asettiche pagine di tomi e giornali. Questo arduo compito da tempo immemore ricade sulle leggiadre mani di chi scrive e suona, sulle armoniose voci di chi canta e recita, sulle abili membra di chi plasma e dipinge. Se poi si vogliono affrontare con dignità e coerenza certe questioni senza sfiorare il vaniloquio bisogna giocoforza inimicarsi qualcuno; ma se quel qualcuno è un potente ricco di privilegi allora un’invettiva può meritare onori e meriti. Nel caso del Molleggiato la Chiesa si è sentita offesa, poiché è stata messa a nudo una delle sue contraddizioni più forti: infatti, sebbene nei testi sacri Cristo ammonisca a scegliere tra lui e Mammona, il Vaticano coglie due piccioni con una fava, in quanto il papa è sì un pastore di anime ma anche il sovrano di un ricco stato.

SOVVENZIONI AI GIORNALI CATTOLICI – Secondo Celentano i giornali cattolici dovrebbero smetterla di occuparsi delle “beghe del mondo” e cominciare prendere le difese degli “ultimi” come insegnano i Vangeli. Impossibile non essere d’accordo, ma giova ricordare che l’Avvenire e Famiglia Cristiana non sono che dei meri rappresentanti della corporazione della stampa e in quanto tali non possono che difendere gli interessi del proprio editore, la Chiesa per l’appunto. Il Vaticano è liberissimo di esprimere i propri umori sulla politica nostrana attraverso il suo giornale, ma il buon senso vuole che non riceva sovvenzioni dallo Stato Italiano per farlo. In nome di chi o che cosa queste testate ricevono denaro pubblico? Non sarebbe meglio conservare questi soldi nelle casse dell’erario? In tempi di grave recessione economica non ci si può permettere un simile sperpero e sarà utile per la Chiesa capire in fretta che, se non vuole accelerare il suo declino, dovrà pur accettare qualche critica e rinunciare a qualche privilegio; dopotutto anche nel Vangelo si dice “Date a Cesare quel che è di Cesare”, perché non cominciare dall’Ici?

Fonti:

Celentano contestato a SanRemo 2012 (ma anche no)

Europa, Farage difende la democrazia: “La grecia è una colonia”

Lucida, brillante, circostanziata l’invettiva dell’eurodeputato Nigel Farage: “Voi – membri del Consiglio dell’Unione Europea, nda – state causando la miseria in questo paese – la Grecia”. Tuttavia sembra strano ascoltare l’intervento di un parlamentare in difesa della democrazia e della solidarietà fra i paesi dell’Unione; infatti se ci attenessimo soltanto a quanto ci raccontano i maggiori organi d’informazione, troveremmo che il carismatico Farage si sia bevuto il cervello: “E non dimenticate che queste persone – i Greci, nda – sono spinte verso l’umiliazione e la disperazione, e le persone disperate fanno cose disperate”. Del resto risulta difficile capire per chi non bazzica in rete di cosa stiamo parlando, dato che la Grecia attualmente sembra una nazione fantasma. Certo, si sa del suo deficit economico, dei sacrifici imposti ai suoi cittadini, ma non che, come dice Farage “Ha un tasso di disoccupazione giovanile del 50 percento, dovuto al fatto che sono nell’eurozona”. La sua già fragile e vituperata economia ha dovuto dunque subire l’impeto di una valuta forte, che ha impoverito dapprima le tasche dei cittadini e conseguentemente le casse dell’erario.

UNA MODERNA COLONIA – Ma la frase però che più fa gelare il sangue è la seguente: “Nessuno oggi può negare che la Grecia altro non sia che una colonia”. Farage insiste cioè su due aspetti cruciali: il primo è che il popolo greco, progenitore della democrazia, sta perdendo pezzi di sovranità nazionale, e che i suoi recenti tentativi di esprimersi sulle misure impostegli dall’Europa sono stati sabotati in nome di una presunta superiorità dell’Unione nel risolvere i problemi dei singoli paesi membri. Il secondo invece è più che altro un rimprovero che viene probabilmente dal cuore. Farage infatti descrive le odierne vicissitudini elleniche con una profonda metafora legata in qualche modo al suo precedente mestiere di broker: “La Grecia non è una filiale in fallimento per la quale la casa madre deve intervenire prendendone il controllo; la Grecia è una nazione con un anima, una nazione con orgoglio, una nazione con storia!” Gli strali infuocati lanciati nel parlamento europeo da questo agguerrito politico avrebbero meritato le luci della ribalta, ma, per ora, possiamo solo accontentarci di ascoltarli su Youtube, almeno fin quando i giornalisti non smetteranno di fare i cortigiani di palazzo.

Fonti:

Nigel Farage sulla questione greca le persone disperate fanno cose disperate

Onu: l’Italia maschilista ultima in europa per le pari opportunità

IL MARTIRIO – Nei giorni scorsi in diverse città italiane si sono organizzate fiaccolate solidali per ricordare Stefania Noce, uccisa brutalmente dal suo partner. Il comitato “Se non ora quando” ha voluto lanciare un appello che da Catania – città dove si è consumato il crimine – diffondesse un messaggio di cordoglio per tutte le vittime di violenza. In particolare il riferimento era a un tipo di delitto che in Italia è diventato un vero e proprio tabù, ovvero la violenza domestica. Difficilmente questo tema verrà preso in esame dai media di regime, perché non si presta affatto alla strumentalizzazione politica. Tocca dunque ai navigatori della rete menzionare il problema, che sui quotidiani non troverebbe spazio se non in asciutti trafiletti marginali. Se si prendono in considerazioni i dati diffusi dalle Nazioni Unite, si evince che in Italia i delitti fra le mura domestiche sono aumentati drasticamente. Per quanto riguarda gli uxoricidi ad esempio si è passati dai 101 del 2006 ai 127 del 2010 con un aumento di circa il 30 percento. Ma il dato più preoccupante sul Bel Paese è un altro: “Circa l’80 percento delle violenze subite dalle donne avviene in casa”, così infatti si è espressa al termine della sua visita ufficiale Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne.

L’ITALIA MISOGINA – Quest’efferatezza tutta italiana s’inquadra in un contesto mondiale che vede la violenza maschile come prima causa di morte per le donne. Lo Stivale tuttavia si distingue per un’arretratezza culturale imperniata sulla centralità della famiglia e sul patriarcato. Non per niente siamo un paese che, ad onta della laicità stabilità dalla costituzione, vive profondamente condizionato dai dogmi del cristianesimo, con una costante ingerenza del Vaticano nel dibattito politico. Ecco spiegato il motivo di tanto accanimento nei confronti del gentil sesso: una religione maschilista che nega alle donne l’accesso alle sue cariche più importanti, uno stato asservito ai poteri forti che discrimina a sua volta – c’è forse mai stata una presidentessa del consiglio o della repubblica? – e un concetto di famiglia che dopo le stagioni femministe comincia a mostrare segni di cedimento. Si potrebbe rincarare la dose parlando dell’inefficienza del Dipartimento per le Pari Opportunità o della scarsa protezione che una donna riceve quando denuncia molestie – 7,5 su 10 uxoricidi sono stati preceduti da denunce alle forze dell’ordine o agli operatori sociali – ma non basterebbe comunque a delineare una repubblica misogina e discriminante come quella italiana.

Fonti:

Lavoro e violenze, l’Italia non è un paese per donne

Lega, salviamo i bimbi dalle lesbiche: incriminato un libro

Posted febbraio 11th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Discriminazioni

MILANO – Matteo Salvini noto lacchè di corte in quota lega, si è fatto portavoce di una bizzarra – tanto per usare un eufemismo – protesta che ci riporta all’ignoranza dei tempi della caccia all’untore. Poiché – come già accennato in un recente articolo – il Carroccio sta disperatamente cercando di ricostruirsi un imene artificiale, il rampollo padano Salvini oggi ha dato il meglio di sé in consiglio comunale, chiedendo al sindaco “se sia opportuno mettere in mano a bimbe e bimbi di 6 anni un testo come quello a noi segnalato”. La pietra dello scandalo non è altro che un innocente libello che parla di una famiglia “alternativa”, o così definibile, perlomeno, secondo il comune sentire. Le protagoniste della storia sono infatti due genitrici lesbiche, una delle quali si sottopone all’inseminazione artificiale per soddisfare il desiderio di maternità di entrambe. Dubito fortemente che qualcuno leggerà questa storia al proprio figlio, tuttavia la Lega xenofoba ha deciso che fosse giusto chiederne la rimozione dalle biblioteche meneghine. Del resto il gruppuscolo di genitori che ha sollevato in origine la questione deve rappresentare, per un patito in caduta libera di consenso, un bacino elettorale appetibile – sigh!

IL PRETESTO DEI BAMBINI – Tuttavia non sono solo i padani a far leva sui buoni sentimenti ispirati dall’infanzia. I bambini, infatti, sono notoriamente un catalizzatore di attenzione, un luogo comune per pedanti sermoni, una formidabile esca per allocchi, spesso utilizzata dai pubblicitari. Chiunque non sia solidale con loro viene considerato un cuore di pietra, un abietto destinato a vivere esule, alla larga dai luoghi dabbene – salottini borghesi, parrocchie, drogherie e mercerie bigotte. “Save the children” è un escamotage per addolcire l’animo che apre la breccia per inculcare subdoli messaggi. È d’obbligo, per una mente esperta, insospettirsi quando ode discorsi che si aprono con frasi analoghe alla suddetta: c’è quasi sempre sotto una fregatura. In realtà, nonostante la predica sul rispetto dell’infanzia sia largamente condivisa, i bambini sono le vittime più comuni delle nevrastenie degli adulti. Spesso si sgridano i bambini per le loro marachelle e si tace, invece, di fronte a ingiustizie ben più gravi; oppure gli spieghiamo regole che noi stessi infrangiamo, dimenticandoci che l’esempio vale più di mille parole – come peraltro dovrebbe essere in politica!

Fonti:

Lega, al bando il libro delle mamme lesbiche

Sardegna, Ovidio Marras: il pastore ottantenne che blocca le ruspe

TEULADA (CAGLIARI) – Nel pacifico e incontaminato lembo paradisiaco di Capo Malfatano si stava per consumare l’ennesimo delitto ambientale di stampo mafioso. Il protagonista della storia è quello che con licenza potremmo definire un nonnetto agguerrito, che con la forza del proprio indomabile coraggio – e con l’aiuto di qualche benevolo legale – è riuscito ad impedire la colonizzazione selvaggia della sua amata terra. La Sitas infatti – società che tra gli altri appartiene a gente del calibro di Benetton, Caltagirone, Toti – avendo ottenuto i permessi dagli enti territoriali, aveva avviato i lavori per la costruzione di un villaggio turistico che sarebbe dovuto andare in gestione a nientepopodimeno che Mita Resort di Emma Malcegaglia. Ma il ganzo pastore ottuagenario ha rivendicato il proprio diritto di comproprietà sulla strada che lo conduce al pascolo, da lui battuta sin dai tempi in cui portava i calzoni alla zuava. Il tribunale di Cagliari ha così accolto la domanda di Ovidio Marras che chiedeva il ripristino del tratturo per passare col suo bestiame. Facendo seguito a questa sentenza il Tar della Sardegna ha disposto la demolizione di quanto era già stato costruito dalla Sitas.

IL PARTIGIANO – Tuttavia il nostro eroe atipico non è stato lasciato solo nella sua personale battaglia. A dargli man forte ci ha pensato Maria Paola Morittu – dottoressa in legge e militante dell’associazione Terra Nostra – che, impugnando davanti al Tar le delibere comunali e regionali in favore dell’opera, ha ottenuto una sentenza che di fatto vieta alla Sitas di continuare i lavori. Se il giudizio del Tar verrà confermato dal Consiglio di Stato, l’impresa edile sarà costretta a smantellare quel che resta del cantiere. Per adesso il cuore del piccolo ma determinato allevatore si è tranquillizzato, in attesa che l’arbitro suoni il fischio finale di una partita, dove da una parte è schierata una cricca di affaristi – indegnamente chiamati imprenditori – e dall’altra un inesauribile vecchietto assurto a paladino del patrimonio ambientale italiano. In realtà la notizia, sfrondata delle sue connotazioni marcatamente pittoresche, porta con sé un’autentica testimonianza di amore per il proprio territorio. Infatti il signor Marras, accordandosi con la ditta, avrebbe potuto concedere l’uso della strada in cambio di denaro, ma ha preferito conservare quel paesaggio integro, come quando da bambino seguiva il padre mentre portava i greggi al pascolo. Ah, se solo la metà degli italiani avessero la grinta di questo partigiano!

Fonti:

Se un pastore sconfigge la lobby del cemento, la storia di Ovidio Marras

Economia, superare la crisi? una questione filosofica

Posted febbraio 8th, 2012 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Economia

TRADITORI – Fra tutte le persone responsabili della crisi ce ne sono alcune che hanno colpe imperdonabili. Mi riferisco in particolare ai cosiddetti intellettuali di sinistra che dai feudi di partito – giornali, banche, imprese, università e altre corporazioni – dipingono l’attivismo spontaneo dei cittadini come una deriva populista. Dal momento che né il PD né i sindacati capeggiano i moti che si accendono a intermittenza lungo tutto lo stivale, questi insulsi dottori in vaniloquenza cercano argomenti demagogici da trattare nei loro boriosi editoriali. In realtà tentano invano di nascondere la disfatta di una sinistra che non è riuscita nel ventennio berlusconiano a stare vicino alla gente. Dov’è il PD quando gli operai protestano? Dove, quando agricoltori, braccianti, precari, statali, donne, poveri chiedono aiuto? Cari dottori Mieli, De Bortoli, Scalfari, Flores d’Arcais, perché non militate? Amate così tanto gozzovigliare nei salotti buoni della Feltrinelli & co. da disprezzare la compagnia di gente umile che scende in piazza per un tozzo di pane? Avete lottizzato l’Italia spartendovene le risorse con un nano mafioso… Vi siete macchiati di alto tradimento verso il popolo italiano, specialmente voi, pseudointellettuali sinistroidi!

IL CAPITALE – La crisi che attanaglia i nostri portafogli può essere facilmente superata. Si tratta solo di recuperare un po’ di umanità perduta in tempi non molto lontani. Marx diceva che la fabbrica priva l’uomo delle sue connotazioni più autentiche, uccidendone l’idiosincrasia e la creatività. La recessione può essere interpretata come un periodo da dedicare a noi stessi, per divertirci e rinverdire un po’ l’anima sbiaditasi a tal punto da trasformarci in meri esecutori di lavoro. Gran parte del tempo infatti lo dedichiamo al nostro impiego e il restante sovente è occupato dal feticismo delle merci, più banalmente conosciuto come shopping. E quando non siamo a far spese fantastichiamo sugli acquisti venturi. Il tempo che quindi avremmo potuto spendere per migliorarci, lo abbiamo gettato in pasto alle fauci onnivore della grande distribuzione organizzata. Ora un po’ di miseria non ci può che fare bene, qualche rinuncia ci aiuterà a capire cosa è veramente indispensabile nella nostra vita: Sky e il calcio o i nostri figli, la macchina nuova o innamorarsi di qualcuno, la carriera o la nostra cultura… Ci accorgeremo infine che quella che ai nostri occhi è povertà, agli occhi di un afgano, argentino, keniano, sulcitano, aquilano o di un palestinese altro non è che il giardino dell’Eden.

Fonti:

MATTEO PUCCIARELLI – I grillini come Mussolini (seconda puntata)

Europa, approvata la legge ammazzaitalia: il Mes

BRUXELLES – In seguito a un’infausta gravidanza, il Consiglio europeo ha dato alla luce il Mes. Sebbene il nome assomigli all’epiteto evangelico di Gesù, questo documento di messianico non ha proprio un bel niente. Esso sancisce, previa ratifica del parlamento, la creazione di un fondo salvastati, nel caso in cui uno o più paesi membri vadano incontro al fallimento. Poiché esistevano già altri meccanismi analoghi, questo trattato non aggiunge nulla di nuovo sul piano formale. Il Mes avrà dunque la funzione di accorpare i fondi nati per salvare gli stati in recessione e di concedere prestiti alle economie in difficoltà. Tecnicamente sarà una società di progetto pubblica, la cui maggioranza sarà nelle mani dei due paesi che ultimamente fanno il bello e il cattivo tempo nel Vecchio Continente; vale a dire Germania e Francia. Un altro pesante giogo dell’alleanza francotedesca incombe, quindi, sulla sovranità nazionale degli stati più deboli, che perderanno così qualsivoglia potere decisionale in ambito economico. Per giunta il Meccanismo Europeo di Stabilità costerà inizialmente all’Italia tre miliardi all’anno per un quinquennio!

UN PRELIEVO COATTO – Da quando la libera cittadinanza ha esercitato direttamente il proprio potere attraverso i referendum, i governi fantoccio dell’Unione europea – mera espressione dell’oligarchia capitalista – hanno serrato i ranghi per sferrare un vile attacco alla democrazia. In particolare il parlamento da supremo organo legislativo si sta trasformando in un misero strumento per avvallare decisioni già prese altrove. Questa volta però il crudele editto che stanno preparando è un vero e proprio salasso per la nostra già tanto vituperata economia. Possibile che nemmeno per un intervento di tale portata si senta la necessità di ricorrere a una consultazione popolare?! Qual è il problema? forse il volgo puzza di fetida ignoranza? oppure si teme che il popolino possa mettere i bastoni fra le ruote alla connivenza fra politica e finanza? Tuttavia i nostri probi onorevoli hanno di meglio da fare che occuparsi del prelievo coatto a cui ci sottopone il duo Merkel Sarkozy; infatti si sono gettati anima e corpo in difesa della cittadinanza per diritto di nascita o dell’articolo 18, nella speranza che gli italiani si distraggano un po’ e ritornino a disinteressarsi della politica.

Fonti:

Byoblu – 3 miliardi all’anno per 5 anni. Altro che Lusi