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Legge elettorale: Renzi nicchia su accordo col M5S “Sentire prima alleati”

Posted luglio 17th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Politica

Secondo tavolo di trattativa fra Democratici e 5 Stelle per mettere a punto una legge elettorale. I 5 Stelle chiedono Preferenze e premio di maggioranza alla lista, ma Renzi risponde che prima dovrà concordare una posizione comune con tutti i partiti.

Tutto rimandato a data da destinarsi. Il secondo incontro che doveva sancire un’intesa fra PD e M5S sulla legge elettorale si è rivelato un fiasco. Se da una parte i 5 Stelle, che hanno aperto la discussione, chiedevano tempi certi per depositare una proposta comune in parlamento con i requisiti irrinunciabili delle preferenze e del premio di maggioranza alla lista e non più alla coalizione, dall’altra Renzi, rimasto silente per la prima mezz’ora, ha replicato di non poter esprimere una posizione al momento. Secondo il premier c’è bisogno di una larga consultazione prima di poter dire si o no alle prefernze e al premio di lista; “Non solo all’interno del partito, – precisa – ma anche fra i partiti più piccoli”. Evita di citare direttamente Forza Italia, anche se ormai è lapalissiano che il patto a cui Renzi si riferisce è quello del Nazareno con Silvio Berlusconi.

Di Maio per i 5 Stelle intuendo lo scarso margine di trattativa chiede al premier di esprimersi almeno sulle preferenze, in modo da poterle inserire di comune accordo nelle legge elettorale. La risposta rimane su una linea neutrale: “Sono favorevole alle preferenze, ma non è questa la sintesi trovata con le altre forze politiche”. Di Maio però insiste: “Presidente, se PD e M5S condividono una qualsiasi legge eletorale hanno i numeri in parlamento per poterla approvare”. Ma Renzi ripete, con spirito iperdemocratico, che preferisce una legge che metta d’accordo tutto l’arco costituzionale. Insomma le attese dei 5 Stelle sono state deluse e sacrificate sull’altare della democrazia assoluta, che fuor di metafora significa una legge elettorale con ampio premio di maggioranza alle coalizioni e con liste, seppur ridotte nel numero dei candidati, che rimangono bloccate come nel Porcellum.

 

Trattativa Stato-mafia for dummies

Posted giugno 8th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Cronaca e opinioni

Immagine da ilfattoquodidiano.it

Riporto il commento di tale Francesco Pirrone all’articolo “La ‘trattativa Stato-mafia’ tra ricerca storica, inchieste e dibattito pubblico” di Ciro Dovizio dell’Associazione Lapsus Milano, pubblicato il 3 giugno 2014: una linea cronologiaca dei fatti salienti sulla trattativa Stato-mafia, per gli imbecilli che hanno votato e votano partiti complici, quando non subalterni, alla mafia.

“Il 30 gennaio 1992 la Corte di Cassazione conferma le condanne di primo grado del Maxiprocesso di Palermo.
A febbraio 1992 Calogero Mannino si confida con il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli: “Ora o uccidono me, o uccidono Lima”
12 marzo 1992: dei sicari uccidono a Mondello l’europarlamentare Salvo Lima.
16 marzo 1992: il capo della polizia Vincenzo Parisi scrive in una nota riservata che sono state rivolte minacce di morte al presidente del consiglio Giulio Andreotti e ai ministri Vizzini e Mannino. Per marzo-luglio prevista campagna terroristica contro esponenti DC, PSI, PDS, strategia comprendente anche episodi stragisti.
20 marzo 1992: il ministro dell’interno Vincenzo Scotti davanti alla commissione affari costituzionali del senato afferma “nascondere ai cittadini che siamo di fronte a un tentativo di destabilizzazione delle istituzioni da parte della criminalità organizzata è un errore gravissimo”. Andreotti dice che l’allarme è “una patacca”
4 aprile 1992: il maresciallo Guazzelli viene assassinato a colpi di mitra
24 aprile 1992: cade il governo presieduto da Giulio Andreotti
Aprile-maggio 1992: Mannino incontra informalmente più volte il capo della polizia Vincenzo Parisi, il numero 3 del sisde Bruno Contrada e il capo del ros antonio subranni, per avviare il contatto con cosa nostra ed evitare gli assassini dei politici.
Maggio 1992: in una lettera anonima del “corvo due” si parla dell’incontro tra Mannino e Riina in una chiesa di San Giuseppe Jato. Brusca dice che in questo periodo un commando doveva uccidere Mannino a Sciacca (dove è nato) o a Palermo.

23 maggio 1992: strage di Capaci
28 giugno 1992: si insedia il governo di Giuliano Amato. Mancino sostituisce Scotti al Viminale, Mancino dice: “pregai scotti di rimanere agli interni”. Scotti dice: “non mi disse nulla del genere”. Gargani cerca di sotituire Martelli alla Giustizia senza riuscirci.
29 giugno 1992: all’aeroporto di Fiumicino la Ferrario informa Borsellino dei contatti tra Ciancimino e i boss. Borsellino dice: “ci penso io”
fine giugno 1992: Borsellino piangendo dice ai magistrati Massimo Russo e Alessandra Camassa: “un amico mi ha tradito”
1 luglio 1992: alla DIA di Roma Borsellino interroga Gaspare Mutolo, quando viene convocato con una telefonata al viminale dove si sta insediando Mancino. Mancino nega di aver incontrato Borsellino. Al ritorno Mutolo dice che Borsellino è nervoso e si fuma due sigarette insieme. Borsellino dice di aver incontrato nell’anticamera del ministro Bruno Contrada che gli fa una battuta sul pentimento di Mutolo che era segreto. La sera dice alla moglie: “ho respirato aria di morte”.
Prima settimana luglio 1992: il papello arriva a Ciancimino Sr. Lui giudica le 12 richieste “irricevibili”.
13 luglio: Ciancimino mostra il papello ai carabinieri che dicono che è inaccettabile. LA TRATTATIVA SI INTERROMPE?
15 luglio 1992: Borsellino vomita e dice alla moglie: “sto vedendo la mafia in diretta. mi hanno detto che Subranni è punciutu”
19 luglio 1992: strage di Via d’Amelio
13 febbraio 1993: Giovanni Conso subentra a Martelli come guardasigilli. Viene scelto personalmente da Scalfaro.
14 maggio 1993: in via Fauro a Roma esplode una bomba quando passa Maurizio Costanzo. A pochi metri è posteggiata la macchina di Lorenzo Narracci, lo 007 il cui numero di telefono era stato trovato su un foglietto sul luogo della strage di Capaci
27 maggio 1993: strage di via dei Georgofili
giugno 1993: Nicolò Amato, capo del DAP viene sostituito da Capriotti insieme a cui entra il giudice Di Maggio, dopo essere nominato consigliere di stato perchè non aveva i titoli necessari. Conso dice: “l’ho scelto perchè andava in tv”
29 giugno 1993: viene fondata Forza Italia
27 luglio 1993: bomba in via Palestro a Milano
10 agosto 1993: in una relazione la DIA ipotizza una trattativa e dice: “E’ chiaro che una eventuale revoca anche solo parziale dei decreti che dispongono l’applicazione dell’articolo 41bis potrebbe rappresentare il primo concreto cedimento dello Stato intimidito dalla stagione delle bombe”
Novembre 1993: vengono lasciati scadere 343 41bis. Conso dice: presi quella decisione in assoluta solitudine
27 febbraio 1994: arrestati a Milano i fratelli Graviano
28 marzo 1994: Berlusconi vince le elezioni. Per i pentiti Dell’Utri ha sancito un patto con Cosa nostra
31 ottobre 1995: l’infiltrato Luigi Ilardo, confidente del colonnello Michele Riccio, incontra Provenzano a Mezzojuso. I ros non lo arrestano: Mori e Obinu guardano da lontano senza intervenire.
10 maggio 1996: prima di diventare collaboratore di giustizia, Luigi Ilardo viene ucciso
1 agosto 1996: Cirami, Bruno Napoli, Nava e Tarolli propongono un disegno di legge per istituire il “pentito dissociato”. Basta dissociarsi per avere sconti di pena.
2010: le procure di palermo e caltanissetta sentono: Martelli, Conso, Ferraro, Violante, Scalfaro, Ciampi, Mancino, Nicolò Amato.
25 novembre 2011: Mancino inizia a sentire Loris D’Ambrosio, consulente giuridico di Napolitano
21 dicembre 2011: Sandra Amurri ascolta per caso Mannino e Gargani: “a palermo hanno capito tutto, stavolta ci fottono. Quel cretino di ciancimino ha detto tante cazzate, ma su di noi ci ha azzeccato”
Questo è il contesto in cui è avvenuta la strage di via D’Amelio e chiunque legga in seguenza non può che convincersi di quello che aveva affermato il ministro dell’interno Vincenzo Scotti davanti alla commissione affari costituzionali del senato: “nascondere ai cittadini che siamo di fronte a un tentativo di destabilizzazione delle istituzioni da parte della criminalità organizzata è un errore gravissimo”. A Palermo non si svolge un processo per il reato di “trattativa”, ma per il reato di “violenza o minaccia ad un corpo politico”, art. 338 del Codice penale, che corrisponde alla perfezione a quanto affermato da Scotti (…)

Elezioni europee 2014. Renzi fa incetta di beoti: al PD il 40% con 11 mln di voti

Posted maggio 26th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Politica

Quanto prenderebbe RENZI se dicesse quello che vuole fare dell’ITALIA? Nell’ordine: PRIVATIZZARE (leggasi SVENDERE ai soliti imprenditori con le pezze al culo) BENI e SERVIZI PUBBLICI. PRECARIZZARE il lavoro (GIÀ FATTO). FINANZIARE l’industria BELLICA (F35, GUERRA in Afganistan) (FATTO). ASSERVIRSI alla GERMANIA e agli USA (GIÀ fatto). AUMENTARE il carico FISCALE ai cittadini comuni (TASI, aliquote locali Irpef, accise (FATTO). DIMINUIRE le pene per il voto di scambio POLITICO-MAFIOSO (FATTO). Condoni/indulti ai giganti del gioco d’azzardo, della finanza o a chiunque gli finanzi la ca,pagna elettorale. RIFORMARE LEGGE ELETTORALE E COSTITUZIONE col pregiudicato più famoso di ARCORE.

Fassino e la Madonna: “Le tangenti del PCI” di ieri e oggi (PD)

Posted maggio 14th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Delinquenza politica, Lobby e malaffare, Politica

Fassino (Piero, nda), quando si tocca il tema tangenti al PCI, sembra Sant’Ignazio di Loyola davanti al saraceno che mette in dubbio la verginità della Madonna”. Cit. Saverio Vertone, editorialista, risalente al periodo di Tangentopoli

Fonte: Il compagno Q

Il de profundis di Michele Santoro

COMMENTO ALL’INTERVISTA DI PETER GOMEZ A SANTORO DI CUI AL LINK:

RACAZZ!… Michele Santino mette in mostra tutto il suo dualismo con Grillo. Il conduttore è in realtà un istrione che si autoclebra a ogni trasmissione, con un ego tanto smisurato quanto miope: gli rode che Grillo bissi il suo successo di comico con quello di politico spazzando via insulse categorie politiche del passato quali la sinistra e la destra e mettendone in campo altre come onestà e delinquenza. Con Travaglio sclera quando questi gli ricorda la fedina penale dei suoi ospiti: “Dai Marco! piantala!… Non vedi che me li smonti” sembra pensare prima di stopparlo bruscamente. Francamente non vedo come Travaglio possa sopportarlo ancora a lungo. Santoro, la verità è che non hai più nulla da dire: vai a fare l’associato in qualche ateneo rosso o in qualche università privata, magari insegnando ‘storia dei talk all’italiana’, meglio se in una di quelle inutili facoltà di scienze della comunicazione.

Comunque RISPONDETE sotto in discussione alla seguente domanda: come farà Santoro a non chiudere se continua, nell’ordine, a:

1) fare vacui sermoni a inizio trasmissione che nessuno si fila (è assodato che tutti si sintonizzano sul canale appena finisce di parlare);

2) concedere spazio al suo compagno cariatide (ormai relegato a quando nessuno più guarda la trasmissione!… Suggerimento: dato che sono amici può illuderlo che le macchine lo stanno ancora riprendendo quando invece i cameramen le hanno già spente e aspettano di andarsene quando lui ha finito di mostrare le sue patetiche vignette);

3) invitare costantemente in studio ignobili iene come Sgarbi, Santanchè, Brunetta, etc. senza metterle alla berlina (dovere morale di ogni buon giornalista, ma ancor prima di ogni buon cittadino);

4) lasciarsi scappare la possibilità di mettere in fuga Berlusconi dalla postazione di ospite, rompendo anche le condizioni concordate per la sua partecipazione al programma, mediante una raffica di domande al vetriolo del tipo: “Di cosa chiaccheravate Lei, Cinà, Bontade e Dell’Utri seduti attorno a un tavolo negli anni ’70?”, “Quali benefici ha ottenuto come imprenditore e come politico dalla collaborazione con Cosa Nostra?”, “Si rende conto che la trattativa che lei avrebbe instaurato a partire dal ’93 con la mafia potrebbe aver scatenato le stragi successive a quelle di Capaci e via D’Amelio?”, e ancora, “Ha mai esaudito qualche desiderata della mafia attraverso le sue aziende, e in particolare attraverso le sue reti televisive?”, “Come spiega il suo successo elettorale del 2001 di 61 seggi su 61 in Sicilia?”, “Si sente ancora con qualche mafioso?… E Marcello?… come sta?”, etc.;

5) speculare sulle disgrazie della gente quali lutti familiari, disoccupazione, suicidi, etc. con del banale sentimentalismo, per esempio domandando a una fresca vedova: “Si è sentita abbandonata dopo la morte di suo marito?”, e cose simili degne di una qualsiasi BARBARA D’URSO;

6) zittire Travaglio quando ricorda carichi pendenti e condanne dei presenti in studio e dei loro compagni di partito;

7) non prendere atto che il suoi collaboratori (Ruotolo e Travaglio su tutti) sono l’unico valore aggiunto della trasmissione, il cui genere è ormai inflazionato su tutte le reti, e che non è il format che va riformato ma il conduttore (che forse dovrebbe anche andare in pensione);

8) distorcere notizie per perorare le sue teatrali filippiche contro il nemico di turno, non importa quale, basta che sia funzionale a dare una parvenza di credibilità al suo discorso. Insomma, comodo per lui fare il giornalista a mezzo servizio: metà cronista e metà attore. Purtroppo per lui questo gioco è stato scoperto e la gente ha già cominciato ad abbandonarlo.

9) non capire che se dovesse ripetere l’esperimento della prima stagione di Servizio Pub(bl)ico non riuscirebbe nemmeno a comprare i fogli per le vignette di Vauro. “Con un Deca non si può andar via…” E chi glielo darebbe più!

Elezioni Europee: sondaggi Ipsos di Ballarò Taroccati?

Posted maggio 7th, 2014 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Giornalettismo & disinformazione, Politica

Link sondaggio Ipsos di ballarò (M5S 10 punti percentuali sotto al PD: 33% contro 23%)

Scusate… RISPONDETE sotto in discussione:
alle ultime politiche (febbraio 2013) il PD prese il 25% dei voti… Come fa OGGI ad essere al 33-35% dopo aver, nell’ordine:
1) governato con Silvio Berlusconi, senza aver tra l’altro caldeggiato il voto palese per la sua decadenza al senato;
2) votato per la riconferma del programma F35;
3) regalato alle banche 7,5 miliardi;
4) abbassato le pene per il voto di scambio politico mafioso;
5) aumentato il carico dell’imposizione fiscale;
6) approntato riforme costituzionali dal vago sapore dittatoriale (abrogazione art 138, monocameralismo con premio di maggioranza antidemocratico etc.);
7) presentato una riforma di legge elettorale peggiore della precedente (ed era VERAMENTE difficile!);
8) regalato nel DEF centinaia di milioni, se non miliardi, di euro a clientele di partito e grandi lobby (tipo Sorgenia, Lottomatica etc.);
9) dimostrato negligenza, quand’anche non incompetenza, nella mancata emanazione di centinaia di decreti attuativi.

E QUI veniamo al punto: un ESECUTIVO per essere efficiente dovrebbe riuscire ad applicare nel più breve tempo possibile le leggi del parlamento. Questo, in continuità con quello LETTA, sempre PD più Berlusconi, annuncia decreti legge, ne emana alcuni, spesso incostituzionali per disomogeneità e pone la fiducia abusandone, privando il parlamento della sua funzione legislativa. Il tutto con la piena approvazione delle più alte cariche dello Stato.

Augias chi?…

Posted febbraio 3rd, 2014 by marcomachiavelli and filed in Cronaca e opinioni, Giornalettismo & disinformazione

http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/02/AUGIASLIBRO.jpg?adf349

Cari (e)lettori del Fattoquotidiano.it: disquisire su GIUSTO/SBAGLIATO bruciare un libro A CASA e PUBBLICARNE su FACEBOOK la foto è come parlare del sesso degli angeli. SERVE a dare un’IDENTITÀ a chi NON CE L’HA o a DISTRARRE l’attenzione dai FATTI come:
1) l’ORGANICITÀ di intellettuali come AUGIAS alla PARTITOCRAZIA;
2) il REGALO alle BANCHE dei PARTITI di MAGGIORANZA;
3) uso ILLEGITTIMO della GHIGLIOTTINA calato sui legittimi diritti di OPPOSIZIONE parlamentare.
E più in generale l’IPOCRISIA di una sinistra che si professa PROLETARIA e ingrassa quella viscida matassa di banchieri, politici e affini.

Boldrini: voce tremante mentre annuncia ghigliottina su Imu-Bankitalia (VIDEO)

Posted febbraio 1st, 2014 by marcomachiavelli and filed in Ingiustizia sociale, Lobby e malaffare, Politica

La presidente della camera stenta a pronunciare con la consueta fermezza la sua deliberazione. “Un abuso” secondo Grillo delle sue prerogative e sul blog del comico parte il sondaggio sull’inedito uso della “ghigliottina” da parte della Boldrini.

Perché la presidente della camera non ostenta la sua irriducibile protervia? Dal suo insediamento siamo abituati ad assistere alle sue inflessibili deliberazioni avvenute, fin ora, entro i limiti del regolamento di Montecitorio. Ieri tuttavia non appena si è manifestato lo spettro della decadenza del cosiddetto decreto Imu-Bankitalia i lavori parlamentari hanno subito un’improvvisa accelerazione. Malgrado molti osservatori politici facciano notare che lo stop anticipato al dibattito parlamentare fosse facilmente prevedibile, l’applicazione della cosiddetta ghigliottina sembra comunque non trovare precedenti nella storia della Camera. Il Movimento 5 Stelle col chiaro intento di far scadere i termini di conversione dell’Imu-Bankitalia aveva programmato una serie d’interventi, previsti dal regolamento, per raggiungere il suo scopo. Né più né meno del compito di una strenua opposizione; ma con un colpo di mano la Boldrini li ha fermati, attuando ciò che nessun suo predecessore aveva mai osato fare. La ghigliottina, contemplata al senato, non esiste nel regolamento della Camera.

Ciò non è bastato a fermare la presidente che come si evince dal filmato annuncia il blocco degli interventi dei 5 Stelle con voce tremula. Trattasi forse di stanchezza? Improbabile vista la fretta con cui parla, piuttosto traspare un tono di chi debba eseguire un ordine mal digerito, col timore di tradire il proprio elettorato. La Boldrini infatti appartiene a Sinistra Ecologia e Libertà, l’ultimo partito di sinistra radicale rimasto in parlamento. Una contraddizione allora da parte della presidente favorire, abusivamente secondo Beppe Grillo, la conversione di un decreto che stacca un assegno di 7,5 miliardi alle banche in un momento dove la povertà investe una fetta sempre più grande di popolazione. Il caos nel quale è stato indetto il voto ha dell’incredibile, guardare per credere, ma la fretta con cui la Boldrini dopo l’approvazione lascia il banco di presidenza supera anche il tremore della voce avuto in precedenza. Intanto sul blog di Beppe Grillo si è aperto un sondaggio sulle possibili soluzioni che la presidente della camera dovrebbe adottare per rimediare all’uso della ghigliottina. Inutile dire che le ipotesi proposte sono poco lusinghiere.

Video: DL Bankitalia: la Boldrini fa ricorso alla tagliola e scatena la protesta del M5S

I consigli degli opinionisti al M5s hanno rotto ‘li coioni’

Manco tre mesi d’attività parlamentare e una pioggia incessante di critiche si riversa addosso agli eletti del Movimento 5 Stelle. Critiche sterili scatenate da improbabili giornalisti e/o opinionisti (ma che cazzo di mestiere è?!) che piuttosto di raccontare fatti s’attaccano a pettegolezzi degni del peggior rotocalco scandalistico. Come direbbe il buon Marco Travaglio, si opina un fatto per poi trasformare l’opinione nel fatto stesso: abbiamo così titoli che impazzano nei media del tipo ‘Grillo epura’, ‘Grillo espelle’, ‘Grillo tiranneggia’, che affondano le radici al tempo della campagna elettorale di inizio anno, quando il terrore che il M5s allignasse alle urne era poco più che un presentimento. Vi ricordate i titoli anche allora? ‘Grillo fascista, despota’ e chi più ne ha più ne metta. Ora è il turno dei ben pensanti, quelli che vogliono dare ossessivamente buoni consigli. Ci hanno già provato nelle loro lunghe carriere di cronisti politici; hanno ‘consigliato’ i girotondini e il Movimento Viola contro Berlusconi, le varie correnti del Pd e varie formazioni della sinistra più o meno radicale, gli Arancioni di sindaci arrivisti e tutti quei movimenti che prima di fregiarsi dell’attributo ‘civile’ dovrebbero sciacquarsi la bocca con l’etanolo.

Non mi riferisco ai venduti per definizione ma ai più miti dispensatori di buone novelle come Paolo Flores D’Arcais, Antonio Padellaro, Milena Gabanelli, Michele Santoro, Corrado Formigli, Andrea Scanzi, Stefano Rodotà e tanti altri che credono ingenuamente al mito britannico del giornalista obiettivo. Alcuni lo fanno solo per marcare le distanze da un movimento diventato grande forza politica e affermarsi come indipendenti, altri (la maggior parte) perché sono omini dell’audience, legati alla volatilità degli ascolti. Parlare di Grillo e dei dissensi interni al M5s, si sa, alletta gli inserzionisti pubblicitari. Ma parlare o scrivere di quello che fanno i ‘cittadini’ (stesso nome con cui si facevano chiamare i parlamentari giacobini) parlamentari del M5s è sacrilego, un fuor d’opera, meglio caldeggiare false scissioni o raccontare gli screzi che nascono anche nelle migliori famiglie, magari dipingendoli come irremovibili frondisti. Questo è anche il gioco dell’ancien régime che s’infila come un cuneo per spaccare una forza  politica fatta da (alcuni) cittadini per (tutti) i cittadini: chi vi si presta o è stupido o è in malafede.

Consiglio a tutte le penne e le voci rosse che intendono perseguire realmente il bene collettivo attraverso i loro pulpiti cartacei, televisivi e digitali: narrate, sull’esempio di Marco Travaglio, un po’ quello che i 5 stelle stanno facendo (e hanno già fatto!) in parlamento.

“Sappiamo che i neoeletti (del M5s, nda)… hanno presentato una ventina di disegni di legge e altri ne stanno preparando; le loro presenze in aula e in commissione superano largamente quelle degli altri gruppi; hanno rinunciato (unici nella storia) al finanziamento pubblico di 42 milioni di euro; hanno avviato (unici nella storia) le pratiche per dichiarare ineleggibile B.; han fatto approvare una mozione per consentire a chi avanza crediti dallo Stato di scalarli dalle caselle esattoriali; hanno appoggiato la proposta del Pd Giachetti per tornare al Mattarellum, ovviamente sabotata dal partito unico Pd-Pdl-Monti; hanno contestato assieme a Sel il golpetto del governo in Senato per aggirare l’articolo 138 della Costituzione. Ma tutto questo i milioni di italiani che s’informano (si fa per dire) dai camerieri del potere non lo sanno. Da quando gli usurpatori hanno osato metter piede nel Palazzo, le guardie del corpo dei partiti e dei loro padroni dipingono M5S come un covo d’incompetenti sfaccendati e teleguidati che passano il tempo a litigare, epurare, espellere, o a parlare di scontrini, mentre Grillo e Casaleggio fanno soldi a palate”. Marco Travaglio, dall’editoriale de il Fatto Quotidino del 15/06/2013

Floris sul M5S: “Un errore tagliare gli stipendi dei politici”

Il conduttore di Ballarò, ospitato da Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’, afferma che la riduzione dello stipendio dei parlamentari, propugnata dal M5S, è “un adeguamento alla sofferenza”.

Sabato sera durante la puntata di ‘Che tempo che fa’ Giovanni Floris, ospite della trasmissione, inanella una serie di valutazioni disarmanti – almeno per chi vive con uno stipendio medio – sulle istanze propugnate dal Movimento 5 Stelle. La più grave è sicuramente quella relativa alla riduzione dello stipendio dei parlamentari; secondo il celebre conduttore di Ballarò bisognerebbe piuttosto auspicare un miglioramento della professionalità della classe politica presente in parlamento, e non certo abbassarle lo stipendio. Floris asserisce con tono gentile che il M5S con questa richiesta vorrebbe un “adeguamento della società alla sofferenza” e non un sacrificio simbolico di solidarietà verso chi non ce la fa più – e in Italia sono in tanti –, come i più avevano inteso.

Ma il conduttore vicino al Partito Democratico non pago, sempre in tono garbato, afferma che il M5S per rispondere al problema dei parlamentari incompetenti avrebbe presentato dei “trentenni fuori corso”. Forse Floris non sa che l’88% degli eletti 5 Stelle è laureato – certo ci vuole pazienza a spulciare tutti i curricula pubblicati sul web di questi signori –, e che questa percentuale è la più alta tra tutte le forze politiche parlamentari; e che questa percentuale ha avuto il merito di alzare il grado generale di ‘professionalità-credibilità’ del parlamento, che altrimenti si sarebbe attestato come al solito al livello Pi(i)gs. Forse Floris lo sa e disinforma apposta.

Video:

Che tempo che fa: Giovanni Floris a “Che tempo che fa”

M5S prima forza politica del Paese, Pd e Pdl corrono ai ripari

Posted febbraio 25th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Politica, Riscatto civile

Secca la valutazione di Formigoni, in lizza per un poltrona parlamentare, sulle possibili alleanze post voto: “Fra Bersani e Grillo, meglio il primo” dice ai microfoni di Skytg24. Parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere l’affermazione del M5S come prima forza politica del Paese.

Con circa 8.700.000 voti il Movimento 5 Stelle si afferma come prima forza politica del Paese alla Camera dei deputati. Un risultato che smentisce anche chi, fra i sondaggisti, assegnava le percentuali più generose al MoVimento, mai stimato oltre il 15%. Il successo ottenuto alle elezioni regionali siciliane dello scorso autunno è stato dunque bissato, e, in termini percentuali, è stato di gran lunga superato. Non solo, la stessa Sicilia che pochi mesi fa votava per il 15% il M5S, a ‘sto giro affida ai candidati del MoVimento un consenso che sfora la soglia del 30%.

La deduzione più evidente è che in quattro mesi, quelli trascorsi tra regionali e politiche, i siciliani hanno raddoppiato la quota di voti per il movimento fondato da Beppe Grillo; in secondo luogo è lecito supporre che lo tsunami elettorale dalla Sicilia possa estendersi anche ad altre regioni. Di qui si capisce tutta la preoccupazione del resto della compagine politica (o almeno di quella che conta, dato che rimane poco o niente, dopo lo spoglio, degli alleati di Pd e Pdl) che si auspica per la nuova legislatura la durata più lunga possibile. “Fra Bersani e Grillo, meglio il primo” dice ai microfoni di Skytg24 Roberto Formigoni: parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere la marea di consensi ottenuto dal M5S.

L’antimafia arriva nelle scuole: ecco la proposta del M5S Sicilia

Posted febbraio 20th, 2013 by marcomachiavelli and filed in Criminalità organizzata, Politica, Profeti moderni

Gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara sono stati raccolti dal M5S siciliano che ha presentato un disegno di legge che in Sicilia ha del rivoluzionario: introdurre alle medie e superiori due ore di “Educazione Antimafia”.

PALERMO – Fin’ora gli sforzi della professoressa Maria Pia Fiumara di introdurre l’antimafia nelle scuole siciliane si sono infranti nel muro di gomma di Palazzo dei Normanni. Una distrazione dettata dal fatto che le ultime due giunte regionali si sono sciolte a causa di collusione con i poteri mafiosi. L’impavida docente nel 2008 si prese la briga di raccogliere 4.000 firme per una petizione sul tema, convinta che per debellare il fenomeno mafioso fosse necessario partire dall’educazione scolastica. L’idea è stata ripresa qualche giorno fa da una deputata regionale del Movimento 5 Stelle, la ventiduenne Gianina Ciancio, che ha presentato all’Ars un disegno di legge dal titolo: “Educazione allo sviluppo della coscienza democratica contro le mafie e i poteri occulti”.

Una sigla che suona come un programma, difficilmente esauribile come un semplice corso per addestrare gli studenti a sopravvivere alla criminalità organizzata. La metà è ben più alta, come dice la stessa Ciancio, e passa attraverso un approccio didattico dinamico fatto non solo di storia dell’antimafia, ma anche di incontri e dibattiti con magistrati, giornalisti e altri protagonisti della società civile che lottano quotidianamente contro il crimine organizzato. Un progetto che secondo la deputata del M5S sarà finanziato in parte con i proventi dei beni confiscati a Cosa Nostra, la cui pertinenza per quanto riguarda gli immobili è della regione Sicilia. Tocca ora all’Ars approvare ed eventualmente emendare questo disegno di legge: vedremo chi avrà ancora il coraggio di osteggiare misure di reale contrasto alla mafia.